La Numero Uno
L’ultima notizia del commissario Gigi Berté è il messaggio WhatsApp delle 21,30 spedito alla Marzia: «sto tornando, fame!» Ma alle 23 di quella piovosa serata novembrina non è ancora rientrato a casa dal corso di aggiornamento e il suo cellulare risulta disattivato. Le prime ricerche della squadra di Lungariva, affiancata dalla PM Graffiani, scattate dopo la telefonata angosciata della Marzia, non portano a nulla. Si fa sempre più realistica un’inquietante ipotesi: Berté è stato sequestrato. Intanto una giovane avvocata viene ritrovata senza vita e con il cranio fracassato in un carruggio di Genova: esiste un legame tra i due fatti? E se la mano criminale è la medesima… a chi appartiene? Forse a qualcuno che ritorna da uno scomodo passato che Berté vorrebbe dimenticare? O invece la squallida vicenda che emerge dalle ricerche ha radici in una crudele attualità?
Il cuore gli credeva, ma la mente frenava

Emilio Martini, lo pseudonimo dietro cui scrivono Elena e Michela Martignoni, ci riporta nel mondo del commissario Gigi Berté con questa sedicesima avventura.

Tutto inizia con una scomparsa. Gigi Berté svanisce nel nulla davanti a casa, una sera di pioggia. La sua compagna Marzia, in preda all’ansia, allerta il sovrintendente Pasquale Parodi e tutta la squadra, compresa la PM Irene Graffiani.

Dopo una notte da incubo, però, Berté rientra. Ma la spiegazione che dà ai suoi colleghi è poco credibile. La verità è che a sequestrarlo è stato il suo ex collega ed ex fraterno amico Marco Falchi, il “Falco”, appena uscito di prigione. Un uomo che per Berté rappresenta una ferita mai rimarginata, tanto che il suo trasferimento a Lungariva è stato causato proprio da una violenta lite con lui.

Perché il Falco ha fatto questo gesto estremo? Perché è disperato. L’amore della sua vita, l’avvocata Sandiana Maris (la “Numero Uno” del titolo), è stata brutalmente uccisa a Genova. Falchi, da ex detenuto, sa che i sospetti cadranno subito su di lui e non vuole finire in carcere per un delitto che non ha commesso. Ha bisogno dell’unica persona di cui si è sempre potuto fidare, nonostante tutto: Gigi Berté.

Ed ecco il cuore del libro. Berté, travolto dal dolore per un tradimento che ancora lo lacera, nonostante tutto, decide di aiutare l’amico-traditore, nascondendo a tutti il rapimento. Quando i sentimenti sono veri, solidi, come si fa a non aiutare una persona che ti è stata amica, per quanto il tradimento possa essere stato grave? Gigi Bertè non riesce a fregarsene, non sa nemmeno bene perché lo fa, ma sente di doverlo fare. Riesce a strappare al Questore Emilio Terani, il permesso di affiancare nelle indagini il titolare Mimmo Romeo per cercare la verità sull’omicidio di Sandiana Maris. Sarà grazie allo sguardo aperto di Francesca Belli, ispettrice della squadra di Berté che il caso verrà risolto.

Al di là del giallo, il filo rosso di questa storia sono i sentimenti. L’amore totale del Falco per Sandiana, la sua “Numero Uno“. E soprattutto l’amore tradito, fraterno e devastante, che Berté nutriva per Falco. “Per anni mi sono fidato di lui…”Aveva cercato di lasciarselo alle spalle, ma a volte si ripresentava come uno spettro nei suoi incubi… Ex ispettore, ex collega, ex amico. Ex qualunque cosa di positivo lui potesse pensare di un uomo.

Ad affascinarmi particolarmente in Berté è la sua “Bastarda“, quella vocina interiore spietata che non gli fa passare nulla e che lo rende un personaggio fuori dagli schemi, indisciplinato e per questo profondamente umano e vero.

Libro preso in prestito dalla biblioteca Tartarotti di Rovereto

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