IL SOTTOSUOLO DI PRAGA
In un lento pomeriggio praghese, con la pendola del soggiorno che scandisce il tempo e il fuoco che arde nel camino mentre fuori la neve cade, Franz Kafka tamburella con le dita sui braccioli della poltrona, seduto accanto all’amico Max Brod. Questa scena ne riporta un’altra alla sua memoria, con due figure assorte come loro in una lontana metropoli, sul confine tra realtà e immaginazione. Sono giornate perfino più cupe del solito, da quando si è diffusa la notizia del maiale morto consegnato a Mordechai Weiss, il ricco ebreo con la bellissima moglie Ester. Si dice che dentro ci fosse qualcos’altro. Qualcosa di abominevole. E ora il giornale riferisce del ritrovamento di un cadavere smembrato, un omicidio commesso con brutalità bestiale. Per il timido Franz, ispettore delle assicurazioni, inizia così un’inesorabile discesa agli inferi. Lui che, forse per un difetto di volontà, in nome del lavoro tradisce colpevolmente la sua passione per la scrittura; lui che riempie le ore insonni vagando per le strade della Città Vecchia, scrutando nella corrente nera della Moldava, vedrà se stesso trasformarsi in un altro genere di indagatore, come quello rievocato nelle sue fantasticherie. L’oscurità della vicenda lo attrae con una forza irresistibile. Ci sono cose affondate nella notte che non compaiono mai alla luce del sole, ma esistono. Scoprirle è varcare una soglia.
Kafka prima di essere Kafka
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Autore Promettente
Lidia Del Gaudio
Nata a Napoli, appassionata di musica, pittura e filosofia, il suo cuore batte per le atmosfere cupe della letteratura: gialli, mystery, fantascienza. Stephen King, Isaac Asimov e la tensione perfetta dei film di Hitchcock. Dal 2014 ha costruito passo dopo passo il suo percorso nel thriller e nel noir italiano, pubblicando racconti e romanzi che le hanno regalato soddisfazioni e premi: il Garfagnana in Giallo, il Gran Giallo di Cattolica, il Premio Scerbanenco Lignano. Nel 2019 ha pubblicato Il delitto di via Crispi n. 21, (Fanucci) un giallo storico che ha avuto un’accoglienza speciale soprattutto per la proposta allo Strega, seguito nel 2021 da Il delitto di Vico San Domenico Maggiore. Nel 2023 ha vinto il Neroma Noir Festival con Filastrocca in Nero (Libraccio Editore, 2024), un intreccio di tensione, psicologia e immaginario misterioso. Per Delos Digital, ha pubblicato il racconto lungo Io vagabondo e il romanzo mistery I colori del male. https://www.facebook.com/lidiadelgaudioautrice/ https://lidiadelgaudio.it/

Ha vinto il Premio Tedeschi 2026, il riconoscimento storico che Mondadori dedica al miglior giallo italiano inedito, tra i cui vincitori negli anni compaiono nomi che sono poi diventati punti di riferimento del genere, «Il sottosuolo di Praga» di Marco Scarlatti, pubblicato su Il Giallo Mondadori di luglio 2026.

Nella Praga innevata dell’Impero asburgico, un Franz Kafka, ancora lontano dalla celebrità che lo attende, si trova a indagare su inquietanti fatti di sangue. L’idea di partenza, raccontata dallo stesso autore, nasce da una domanda quasi da filologo prestato al giallo: possibile che negli scritti di Kafka non ci sia alcun riferimento, magari passato sotto allegoria, a un fatto di sangue realmente accaduto? La risposta che l’autore ha costruito diventa ciò che spinge l’intero romanzo.

Scarlatti si dichiara ammiratore di Kafka fin dalla metà degli anni Ottanta, da quando acquistò la raccolta completa dei suoi racconti su una bancarella dell’usato sul Lungotevere, a Roma. È un dettaglio che indica non un omaggio costruito a tavolino per l’occasione, ma il punto d’arrivo di una frequentazione di quarant’anni con l’opera dello scrittore praghese.

Un romanzo di scrittori, prima ancora che di delitti

Nelle intenzioni dichiarate, il libro nasce come racconto di un’amicizia tra scrittori, ambientata tra locali fumosi, luci di lampioni sulla neve, l’antico cimitero ebraico e il rumore dei carri sul selciato, un’atmosfera che restituisce la Praga di inizio Novecento come materia viva del racconto, personaggio a sé.

L’indagine si arricchisce inoltre di una figura del folklore praghese, il Golem, che fa da presenza simbolica sullo sfondo, e si intreccia con le tensioni storiche che animavano allora la comunità ebraica di Praga, tra le prime spinte sioniste e chi vi si opponeva, un dibattito reale e documentato negli ambienti intellettuali dell’epoca, che il romanzo utilizza come contesto storico piuttosto che come tesi.

Il cuore del romanzo, però, si fonda su un’idea più ambiziosa: chi scrive entra in contatto con mondi che vanno oltre la semplice facciata delle cose, dice Scarlatti, la scrittura è una porta. Da ciò la scelta di affidare l’indagine proprio a Kafka, ma non come investigatore occasionale prestato al giallo, bensì come il precursore di una letteratura del fantastico che non è mai pura invenzione fine a sé stessa, ma veicolo di un messaggio allegorico. E l’allegoria, verificata alla prova della lettura, regge fino in fondo, confermando quanto il genere possa ancora sorprendere e arricchirsi, se c’è una storia forte e una conoscenza autentica della materia letteraria di partenza, oltre allo stile curato.

Un romanzo che onora il Premio Tedeschi che l’ha consacrato, che usa la figura di Kafka come chiave interpretativa autentica, dimostrando che il giallo italiano contemporaneo può farsi, senza timori, anche riferimento culturale.

 

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