Il silenzio dei colpevoli
Il corpo senza vita di un uomo barbaramente torturato viene trovato in una zona industriale. Quando comunica la devastante notizia a Diane Phipps, moglie della vittima, la detective Kim Stone sente che qualcosa non va nella reazione della donna. Nel giro di ventiquattr’ore, Diane e il resto della famiglia scompaiono nel nulla. E non è finita: un secondo corpo inchiodato al suolo viene rinvenuto in una riserva naturale in una cittadina del Somerset. Kim e la sua squadra scoprono un indizio prezioso: un segreto gelosamente custodito che collega entrambe le vittime e che potrebbe costare altre vite. Un segreto che anche alcuni poliziotti stanno proteggendo. Di fronte agli inganni di coloro di cui dovrebbe potersi fidare, a familiari che non parlano e a una giornalista locale, Tracy Frost, che riapre il caso di una donna uccisa dal marito un anno prima, Kim si trova in acque più che mai profonde. La detective Stone deve trovare il movente per scoprire l’assassino che sta sistematicamente prendendo di mira e torturando le sue vittime. Ma riuscirà a svelare la scioccante verità e a fermarlo prima che colpisca ancora?
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In questa nuova avventura letteraria di Angela Marsons ritroviamo Kim Stone, detective molto amata dai lettori. Un uomo viene torturato e ucciso, il suo cadavere rinvenuto in una zona industriale. Come se non bastasse, la famiglia della vittima scompare dopo aver ricevuto la notizia. A rendere tutto più difficile si aggiunge un altro omicidio, anche questo preceduto da torture inimmaginabili. Per i più sensibili, credo sia necessario fare un piccolo trigger warning: alcune scene cruente potrebbero turbarvi.

Come sempre, la Marsons è abile nell’intessere la tela dei suoi racconti: la complica all’inverosimile per poi dipanarla con maestria. Al filone investigativo principale si aggiunge un’indagine parallela, portata avanti dalla giornalista Tracy Frost, che è mal tollerata da tutti ma si rivelerà preziosa e risolutiva. I temi trattati sono attuali e stimolano numerose riflessioni riguardo i programmi di protezione testimoni. Proprio questo aspetto aggiunge una forte dose di realismo alla storia e approfondisce le dinamiche psicologiche dei personaggi. Lo stile della Marsons si conferma una garanzia: la scrittura è fluida, le pagine scorrono veloci e la squadra investigativa, guidata da Kim Stone, si muove con collaudata alchimia.

Tuttavia, nonostante la lettura sia piacevole e tenga incollati alle pagine, devo ammettere che non è tra i miei preferiti dell’autrice. Rispetto ad altri libri della serie, ho trovato questo romanzo leggermente sottotono. In alcuni passaggi la trama rallenta e l’intreccio investigativo, per quanto ben costruito, manca di quel guizzo sorprendente che amo tanto.

In conclusione, Il silenzio dei colpevoli resta un buon poliziesco, solido e consigliatissimo per chi ama il genere. Se però cercate il capolavoro assoluto della serie, potreste rimanere con la sensazione che all’autrice sia mancata un pizzico della sua solita, graffiante brillantezza.

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