Il redentore
Tra i vicoli medievali, piazza del Campo e le contrade, Siena è sconvolta da una serie di omicidi senza apparenti connessioni, ma legati da un unico macabro modus operandi: il killer taglia la lingua alle proprie vittime e lascia nella bocca un cucchiaino d’argento. Il commissario Malaspina, un passato da profiler e un’eccezionale abilità nel comprendere la psiche degli assassini, indaga sul caso con la propria squadra, ma non riesce a individuare il filo rosso che lega gli omicidi. Dietro una solida facciata di dedizione al lavoro e professionalità, però, il commissario cela drammi personali e un passato da redimere: per avere almeno una speranza di fermare il serial killer che continua a uccidere, dovrà fare luce sui propri demoni più segreti e privati. Questa volta, però, non è solo una questione di giustizia: la vita che potrebbe salvare è la sua.
Omicidi rituali e oscuri simbolismi sconvolgono Siena

Il redentore è il nuovo romanzo di Vincenzo Galati uscito per Mursia editore nella collana Giungla Gialla curata da Fabrizio Carcano.

Dimore storiche, palazzi medievali fanno di Siena una città che spicca per la sua bellezza estetica, un vero gioiello situato nel cuore della Toscana e l’autore genovese ha voluto che fosse lo sfondo suggestivo del suo nuovo thriller; presenta così ai lettori una storia torbida e particolarmente cruda garantendo la giusta dose di pathos e brivido, ma soprattutto un alto livello di tensione che salirà sino alle battute finali.

Protagonista è il commissario Beppe Malaspina, con un passato da profiler, un uomo che sa entrare nella mente degli assassini.

Era da poco un trentenne quando prestava servizio a Genova e aveva avuto un ruolo fondamentale e di particolare rilievo nella cattura di Donato Bilancia, uno dei più feroci serial killer italiani. Era il 1998 quando grazie agli encomi del ministro lo avevano portato a ottenere una promozione e far parte del Servizio Centrale Operativo (SCO).

Un curriculum di tutto rispetto per Beppe Malaspina che fa di lui una persona professionale e molto precisa sul lavoro, eppure l’uomo nasconde dei drammi personali che lo riconducono a un fatidico giorno.

Dovrà fare i conti con il proprio passato ma soprattutto con un inafferrabile serial killer che sta mettendo in ginocchio la città di Siena che vive nella paura e nel terrore.

Il sangue sgorga a fiumi per le strade della città e l’uomo va fermato quanto prima, servirà un inevitabile corsa contro il tempo che costerà sofferenza e tanto dolore.

Il killer è il redentore che mette in scena un rituale piuttosto macabro; taglia la lingua alle sue vittime lasciando nella bocca un cucchiaino d’argento. Scene raccapriccianti da film dell’orrore, sembrerà che l’uomo vuole portare avanti la sua missione ma per arrivare a cosa, ma in particolare a chi?

Le pagine del romanzo scorreranno in fretta per una storia capace di catalizzare l’attenzione del lettore.

Il fanatismo religioso e una particolare e attenta documentazione dei passi del Vangelo diventeranno il pretesto per costruire una trama che gode di un buon intreccio narrativo.

Galati caratterizza in modo esaustivo i personaggi del romanzo, in particolare i suoi protagonisti; ci troveremo  un uomo che combatte i suoi stessi demoni e un altro pronto a redimere e a salvare le proprie vittime, ma a modo suo.

Se nella buona novella De Andrè ci tenne a precisare in un concerto che i personaggi del Vangelo dei quali si apprestava a raccontare nella sua opera perdevano quella forma di sacralizzazione a vantaggio di una loro umanizzazione, in un thriller rischiano di perderne completamente la vera essenza nel momento in cui saranno vittime sacrificali del loro stesso destino ma al tempo stesso valorizzandone secondo me, una storia che li colloca nella loro esatta dimensione che sia nel bene o nel male ne restituirà solo alla fine la tanto ricercata autenticità.

Ritengo opportuno inoltre focalizzarmi sul modo in cui vengono messi appieno in risalto i mali dell’essere umano, l’autore ne tratteggia le sue forme peggiori: l’abbandono, il rancore, il sopruso e l’inesorabile vendetta saranno così gli elementi imprescindibili per lo sviluppo della storia.

Attraverso un thriller-noir psicologico, Vincenzo Galati è riuscito ancora una volta a superarsi, dimostrando le sue capacità di abile narratore nel sapersi distinguere in più generi letterari; dal cozy crime di Chi non muore, (Eclissi editore) Beata gioventù e Dal letame nascono i fiori ai noir Alla fine della giostra e Come luna per le maree (Oakmond Publishing) con protagonista l’ex poliziotto Ghigo Rodero.

L’ora del brivido è davvero scoccata! Amanti del thriller cosa aspettate?

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