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A Bologna danno l’acqua
Viale Silvani, a Bologna, è luogo di prostituzione. Qualcuno, al mattino presto, scopre il cadavere di una prostituta riverso sul marciapiede dove esercitava. Inizia così l’indagine della polizia. Anita, che lavora in ospedale vuole scrivere dei gialli. L’omicidio, che è avvenuto nei pressi della sua abitazione, la incuriosisce. Così contatta Dario, un giornalista che lavora al Resto del Carlino e un poliziotto, il vice questore Brunetti che aveva conosciuto tempo addietro. Scopre così che a essere coinvolto c’è anche un medico dell’Ospedale in cui Anita lavora. Ma la polizia indaga soprattutto nel mondo della prostituzione, dove c’è un protettore e due prostitute, colleghe di Roxana, la vittima, che avevano tra loro rapporti feroci. Una le aveva prestato denaro a usura, l’altra l’aveva picchiata per gelosia verso il protettore. Anche il protettore non era un santo. Gli inquirenti scoprono che per lui la prostituzione è un paravento dietro al quale nasconde un traffico di armi e droga. E poi ci sono i clienti abituali della prostituta che si sono alternati quella notte, quattro personaggi su cui vige il segreto degli inquirenti e di cui Anita non sa nulla…
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Dopo il convincente esordio con il romanzo Bologna imperfetta, torna l’autrice Anna Patrizia Mongiardo con un nuovo giallo dal titolo A Bologna danno l’acqua uscito per la Damster edizioni.

Ritroviamo la protagonista Anita Ferraro che lavora in ospedale nel reparto di radioterapia e non perde mai il vizio di fare qualche indagine personale, il simpatico vicequestore Camillo Brunetti e il giornalista Dario Parolini che scrive per il quotidiano Il Resto del Carlino.

Questa volta sono alle prese con l’omicidio di Roxana, una prostituta trovata morta in Viale Silvani, una delle vie più note per l’attività di meretricio.

L’indagine viene affidata a Garruto, il braccio destro di Brunetti impegnato a seguire le tracce di un serial killer, il temibile Igor il russo.

Si indaga nel mondo della prostituzione, sugli ultimi momenti di vita di Roxana e sui frequentatori abituali della stessa vittima, e non mancheranno l’ospedale e il bar delle Svelte di Work dove si cerca di carpire sempre qualche indiscrezione proprio come nel romanzo precedente.

A Bologna danno l’acqua è un giallo che si contraddistingue per la sua prosa leggera e gradevole, con dei personaggi ai quali ci si affeziona nell’immediato, l’autrice tratta la tematica inerente alla prostituzione, di donne che arrivano in Italia da paesi esteri e alle quali viene promessa una vita migliore e invece diventano schiave dei loro stessi aguzzini, la loro attività consiste nel mantenere i loro figli come nel caso della protagonista Roxana, ma a quale prezzo?

Come sempre i gialli finiscono con il famoso coup de theatre, e non ci resta che tuffarci in questa seconda avventura che permetterà al lettore di approfondire la conoscenza dei protagonisti principali di questa godibile serie.

Inoltre è opportuno quanto doveroso sottolineare che nel secondo romanzo, l’autrice ha fatto riferimento a un caso di cronaca nera realmente accaduto che ha riempito i quotidiani di mezza Europa, si tratta della caccia a Igor il russo.

Denominato così uno dei più pericolosi serial killer degli ultimi anni, lui è Norbert Feher, serbo di origine ungherese ha alle spalle una carriera criminale di lungo corso iniziata nel lontano 2006 e che ha avuto fine nel 2017 in Spagna.

Troveremo l’ottimo Camillo Brunetti come uno dei personaggi, protagonisti di quella fatidica caccia al serial killer alla quale si darà finalmente scacco matto.

L’idea di trattare un vero caso di cronaca nera contestualizzandolo a un’opera di fantasia ma che comunque ha trattato tematiche sociali di una certa rilevanza è risultata alquanto azzeccata e vincente.

Appuntamento alla prossima indagine!

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