Bello, appassionante, angosciante. Leggo raramente i libri di scrittrici, perché li trovo spesso pieni di stereotipi e cose già viste, ma la Ladd mi ha lasciata senza fiato! L’ho letto in due pomeriggi perché dovevo arrivare alla fine e, ogni pagina, mi ha fatto pensare che no, non potevo aspettare per vedere chi avesse orchestrato tutti gli omicidi!
Un vero thriller poliziesco, organizzato con i principi base della scrittura gialla. In questo romanzo non c’è spazio per le novità o per le deviazioni su altri lidi, come piace tanto a me, ma è davvero coinvolgente e ti manda in apnea più di una volta. Scritto in maniera scorrevole e limpida, anche grazie alla traduzione, che non si è inventata dialoghi italiani senza senso, per far sì che restasse tutto in linea, non lascia dubbi e non sei mai costretti a tornare indietro per rileggere qualcosa che non quadra.
Inserire poi la parte voodoo, misto tra superstizione, credo e piccole verità, ti fa tremare di punti interrogativi per sapere se la magia nera entra davvero nel racconto e agisce sui personaggi, oppure è soltanto una facciata per infierire su alcuni popoli ancora affetti dalla superstizione e dalle credenze antiche. Posso confermare che i rituali e le paure sono ben insite nei personaggi credenti e in quelli che “non ci credo, ma l’amuleto lo indosso lo stesso”.
Attori principali e secondari (che sono davvero pochi) descritti in maniera esaustiva e mai maniacalmente, li vedi sulle pagine e nella tua mente mentre agiscono o parlano, i luoghi sembrano usciti da una foto di un social, riesci a sentire gli odori, spesso non proprio puliti, i rumori e i cambi di condizioni meteo. Tutto è molto curato e il finale è davvero una coltellata al cuore, anche se come in tutti i thriller che si rispettino, anche la Ladd butta qualche sassolino qua e là per farti arrivare alla soluzione.

