Il marchio del sangue
In una periferia cruda, dai confini opprimenti, due amici sui quarant’anni cercano, senza riuscirci, di rimettere in carreggiata le loro vite e alla fine decidono di percorrere la strada più breve, anche se la più pericolosa: rapinare un corriere della droga. Le cose, però, non vanno come preventivato. Una fidanzata disillusa e depressa, una barista che sogna di trasferirsi a Cuba, un balordo di periferia, un padre e uno zio avvezzi al crimine e due spacciatori senza scrupoli sono i personaggi con i quali i due amici dovranno interfacciarsi, alla ricerca di una salvezza che, pagina dopo pagina, sembra allontanarsi sempre di più, mentre il sangue comincia a scorrere e gli eventi si susseguono con colpi di scena e un ritmo sempre più incalzante. Fino a dove saranno disposti a spingersi per salvarsi? E fino a che punto potranno contare sulla loro amicizia?
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Il marchio del sangue è il nuovo romanzo dell’autore spezzino Corrado Pelagotti uscito per Leone editore.

La storia vede protagonisti Enea e Maurizio, due amici quarantenni che decidono di organizzare il colpo della vita che potrebbe far cambiare definitivamente i loro destini. Enea è stanco di lavorare in un mattatoio dove ha imparato a diventare indifferente alla morte e alla sofferenza, mentre Maurizio non ne può più di subire offese e umiliazioni da un padre che lo considera un reietto della società.

Non rimane loro che darsi un’ultima chance tendando qualcosa di molto pericoloso che potrà avere ripercussioni sulla loro fedina penale. Enea e Maurizio dovranno rapinare un corriere della droga.

Il fallimento della periferia urbana, il degrado di una società che relega uomini ai margini non offrendo sbocchi e opportunità di lavoro porta a scelte azzardate che hanno un impatto devastante sul loro percorso di vita.

Non mi sento di andare oltre nel raccontare le disavventure a cui andranno incontro i protagonisti di questa storia e quindi ritengo giusto che il lettore si perda nelle pagine di un noir metropolitano con il ritmo adrenalinico di un thriller.

Pelagotti si avvale di una scrittura fluida e incisiva e con dei dialoghi al fulmicotone ci conduce in un linguaggio cinematografico in cui il lettore è immerso in una narrazione visiva che suscita emozioni e sensazioni.

Immaginiamoceli in un frammento della storia quando i due protagonisti sono a bordo della loro auto e dopo aver sniffato coca si concedono allo stereo Master of Puppets del gruppo Heavy Metal dei Metallica.

Per usare un paradosso sarà solo l’inizio della fine dal momento che il colpo da loro effettuato porterà a destabilizzare quel clima favorevole che si era creato tra i due che li avrebbe portati alla realizzazione del loro sogno. All’improvviso saremo catapultati in un film di Tarantino in cui si mescola violenza e scene splatter, ma se nelle pellicole del regista e sceneggiatore statunitense non manca la giusta dose di ironia, nel romanzo di Pelagotti andremo incontro a una realtà cruda e spietata e dopo tanti colpi di scena ed eventi incredibili che si susseguiranno non mancherà la fatidica resa dei conti come se fossimo in un film western.

Dalla letteratura al cinema vi è un incredibile contaminazione di generi che l’autore ha saputo mescolare alla perfezione riportandoci nello stile narrativo adoperato nel suo romanzo di esordio Tempo da lupi, il risultato sta in una prova decisamente maiuscola e grazie a un testo di alta qualità che affronta tematiche sociali come l’abbandono delle periferie in cui si infrangono sogni di tante vite umane che non riescono più a seguire il binario di una vita retta e onesta ed entrano molto spesso a fare parte di organizzazioni criminali. Nel Marchio del sangue vi è la parabola discendente di due uomini che sono in cerca di riscatto di una vita che non ha offerto mai nulla e sarebbero disposti a tutto pur di ottenere quel che a loro è sempre mancato a costo di mettere a repentaglio quel rapporto di amicizia che gli lega da tanto tempo.

Amore, tradimento, vendetta in una storia in cui niente è come realmente sembra.

Buona lettura!

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