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MAURO RIVETTI

Diamo, oggi, un caloroso benvenuto sul blog Giallo e Cucina, Speciale Maggio in Giallo 2024, a Mauro Rivetti, scrittore di classe, che ha appena terminato di scrivere il suo ultimo libro, intitolato Il mistero del manoscritto. Un’indagine a Castagnole delle Lanze, edito dalla casa editrice Golem.

 

A proposito di questo, la prima domanda verte proprio sulla gestazione e la nascita di questo ultimo libro. Come è avvenuta?

Si tratta di una cosa anomala per il sottoscritto, in quanto la richiesta del racconto è avvenuta in seguito all’inserimento del paese di Castagnole delle Lanze nel circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”. Ho voluto raccontare il paese di mia moglie in modo originale, tralasciando ogni didascalia a corredo di una fotografia che racconta una chiesa, un palazzo, una piazza. Ho creato una storia suggestiva che ingloba il territorio e fa emergere l’animo dei suoi abitanti, in chiave noir.

Il libro suddetto è molto preciso nei riferimenti storici di questo antico borgo situato tra le Langhe ed il Monferrato, appunto Castagnole delle Lanze. Si sente che conosci bene il luogo che vai descrivendo. Cosa puoi narrarci di questo luogo? Curiosità e misteri, magari.

Ogni luogo ha una storia e un’anima che spesso ignoriamo, questa è la chiave di volta del pensiero che mi ha permesso di inserire in una trama di un avvincente noir le informazioni utili a raccontare il paese ricco di edifici storici e chiese che sono un vero gioiello da scoprire. Di questo borgo, potrei raccontarvi tutto quello che non ho potuto inserire nel libro ma, credetemi, dalla lettura avrete modo di avventurarvi in questo luogo curioso e magico come il nome che lo rappresenta. Il suffisso “delle Lanze”, pensate, proviene da “Lancia”, che in realtà, era il soprannome di Manfredi, il quale, narra la leggenda, venne così chiamato perché in gioventù fu nominato lancifero alla corte di Federico Barbarossa.

Come nasce la tua passione per la scrittura, e per i gialli in particolare?

 Ho sempre amato scrivere ma non ho mai avuto l’idea di far sottoporre un mio manoscritto ad un editore. Sei anni fa è avvenuto. Sono molto legato al territorio in cui vivo. Grazie alla mia passione per la fotografia ho iniziato ad inserire delle didascalie informative relative al luogo od al soggetto fotografato, che con il passare del tempo arricchivo sempre di più. Una fotografia di una chiesa, una via, un bar, una persona mi evocavano qualcosa di interessante. L’evoluzione del mio pensiero, essendo un lettore di libri gialli di grandi autori, mi ha permesso di utilizzare questa formula di scrittura per poter raccontare in modo inedito Le Langhe, il Monferrato ed il Roero. Celebri scrittori li hanno già portati alla ribalta in chiave enogastronomica, ma la scrittura giallo/noir li rende più interessanti e curiosi.

Le indagini in questo romanzo, sono, principalmente, svolte da una PM, tale Teresa Bianco. Un uomo che scrive di una donna. Come hai fatto a calarti nel personaggio? Hai trovato difficoltà? O è stato semplice e divertente? Come hai fatto a calarti nel personaggio?

Sicuramente è stato divertente. Ed è proprio perché mi diverto che scrivo, se così non fosse non lo farei. Anche questa è stata un po’ una sfida con me stesso. Il mio personaggio principale, la PM Teresa Bianco, è una donna determinata ed attenta ai dettagli delle indagini. Infatti, è risaputo come alcune scrittrici abbiano dato vita ad un investigatore “donna”, attribuendo al personaggio la loro personalità e femminilità, ad eccezione della signora del giallo che creò Poirot. Non mi risulta che scrittori uomini si siano cimentati in questo esperimento, ovvero, enfatizzare la figura femminile collocata in un ruolo fortemente maschile. Col mio personaggio ho voluto fare un omaggio a tutte le donne, sicuramente molto più eclettiche di noi uomini. Calarmi in questo personaggio non è stato difficile, basta osservare quante cose fanno le donne rispetto a noi uomini e avere il coraggio di ammetterlo e di scriverlo.

Nel romanzo si parla di un prodotto speciale, che ha fatto di questa terra di Langa, un’eccellenza unica al mondo: il vino e i tartufi. Siccome il blog per cui scrivo si chiama Giallo e Cucina, connubio perfetto che caratterizza anche i tuoi libri, cosa ci racconti in proposito?

A questo proposito appunto, cara Ornella, ti rispondo con una domanda? Ti è mai capitato di leggere in un racconto di un dolce che da semplice finzione letteraria diventa realtà? Ecco, nel libro “Tartufi e Delitti” raccontai il “Dolce RoLa”, nella finzione letteraria doveva essere una prelibatezza che racchiude i sapori delle Langhe e del Roero. Ecco fatto, con l’ausilio di un pasticcere, sotto mie indicazioni è diventato un vero e proprio dolce, oggi in commercio. Un dolce epico, pensa, per la prima volta nella storia il nome “Roero”, viene citato prima del nome” Langhe”, così come il “BiscoLanze”, inventato durante la stesura de “Il Mistero del Manoscritto” per celebrare in modo tangibile il paese di Castagnole delle Lanze. Ora con l’aiuto di un giovane pasticcere è diventato un biscotto KM  0 da gustare, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino, durante la lettura del libro.

Ma tu che sei nel mondo dell’editoria, ed hai gli strumenti, non puoi farlo diventare un caso nazionale? Pensa, il tuo blog, Giallo e Cucina esploderebbe in ragione del fatto di aver individuato uno scrittore che ha posto il focus sul titolo del blog e lo ha concretizzato.

Terra di Langa: terra di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. In che cosa si differenzia la terra descritta da questi autori da quella di attualità che tu narri magistralmente? Quali cambiamenti temporali sono avvenuti nel profondo?

Sono due mondi e due epoche completamente diversi. I luoghi descritti dai grandi Pavese e Fenoglio sono irriconoscibili oggi. Si è passati da una civiltà contadina, provata dalla guerra che con pochissimi mezzi doveva sollevarsi dal disastro ad una realtà che ci porta ad essere conosciuti in tutto il mondo. Una cosa sola forse è rimasta tale: la caparbietà, la buona volontà e la lungimiranza della nostra gente che con sacrificio, generazione dopo generazione ci ha portato al nostro benessere. Se nei miei gialli inserisco i paesaggi di Langa è anche perché ho letto Pavese e Fenoglio. Il loro modo di raccontare la Langa l’ho anche vissuto nei racconti dei miei nonni materni, quando da bambino con le loro mani callose e raggrinzite dall’aria mi accarezzavano, raccontandomi delle masche, dei partigiani e dei tedeschi. Proprio questa sera ad un evento ho ascoltato Margherita Fenoglio che ha spiegato come dopo ottant’anni occorra ancora ricordare il significato della resistenza e come sia importante la funzione del “Centro Studi Fenoglio” per insegnare ai ragazzi il valore della libertà. Riflettendo però e guardando al mio mestiere di scrivere, è un peccato che questa persona illuminata dal progressismo della pace, non prenda atto che ad un ragazzo che ha vissuto la Langa ed ha trovato, grazie anche agli scritti di suo padre, lo stimolo di raccontarla, non venga riconosciuto alcun merito per il messaggio che oggi trasmette ai lettori.

Prossimo libro: puoi anticipare se ci sarà e di che cosa tratterà?

Il prossimo libro è quasi pronto per la pubblicazione e conto della sua uscita per l’autunno. Percorrendo il filone del mio territorio sono partito raccontando il mondo del tartufo per proseguire raccontando l’eccellenza vitivinicola e secondo voi all’appello cosa potrebbe mancare se non la nocciola! Ci sposteremo tra Cortemilia e Bossolasco dove vive un grande imprenditore della nocciola: Paolo Gineprone Baricalla, che purtroppo, suo malgrado, avrà a che fare con tre enigmatiche donne, ognuna a modo suo, molto interessata a lui ……o forse al suo patrimonio? Il titolo è “Di nocciole e sangue”.

https://www.youtube.com/watch?v=HT0jFv0ob50

https://maurorivetti.it/

 

Grazie per l’attenzione, e l’intervista da te rilasciata.

Buona lettura con gli splendidi gialli di Mauro Rivetti!

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