A cura di Dario Brunetti
Diamo un caloroso benvenuto a Max & Francesco Morini organizzatori del Concorso Letterario A che punto è la notte, titolo di un’opera prestigiosa di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Come e a chi è nata questa idea?
1) L’idea del Concorso-Premio Letterario, è nata nell’ambito della prima edizione del Festival sul Giallo, Noir e Thriller a Roma, che si terrà al Lettere Caffè di Trastevere, locale storico della Capitale, il 13-14-15 Marzo. Io e mio fratello Francesco, siamo scrittori di gialli ambientati a Roma; con la nostra serie poliziesca “Le inchieste del libraio Ettore Misericordia”, giunta quest’anno al quinto episodio, “Delitto al Cimitero Inglese”, dal 2017 “regaliamo” alla nostra magnifica città e a tutti i nostri fans, le avventure dello Sherlock Holmes romano Ettore Misericordia e del suo fido assistente Fango.
Prima di approfondire i temi dell’evento letterario partiamo dalla vostra carriera artistica, nel corso degli anni avete spaziato tra teatro, tv, narrativa gialla e per finire siete diventati docenti di scrittura creativa. 25 anni dove vi siete messi sempre in gioco, ci raccontate qualcosa di voi magari con qualche particolare aneddoto?
2) I “Morini bros”, cioè noi stessi, sono stati e sono ancora in parte oggi, una premiata “ditta d’arte, spettacolo e formazione”, arte declinata in numerose forme espressive attraverso più di trenta anni di attività sul campo, dalla musica al teatro comico, dal teatro comico allo storytelling, fino ad arrivare alla narrativa gialla. Francesco è anche un artista visivo informale-astratto; possiamo dire che tutte le nostre precedenti attività performative, a un certo punto del nostro percorso, come per magia, sono confluite in ciò che facciamo adesso, e cioè la scrittura gialla-noir, sia come autori che come formatori. Da circa due anni, inoltre, abbiamo aperto la nostra Agenzia Letteraria “Solo Grandi Storie”, con la quale offriamo servizi di editing, ghost-writing, promozione e rappresentanza per arrivare alla pubblicazione, non solo per autori esordienti. ”Mettersi in gioco”, sperimentare, aprirsi continuamente a nuove possibilità, per noi è vitale: d’altra parte, cosa è l’arte se non un ininterrotto lancio di dadi?
Secondo voi quanto sono cambiate le regole del mercato editoriale negli ultimi decenni?
3) Tantissimo (e sicuramente non in meglio). Ma per tutti coloro che svolgono la nostra attività, è necessario adattarsi ai nuovi tempi, senza cadere, come invece fanno in molti, nella trappola del vittimismo miope e sterile.
Organizzate dei laboratori di scrittura Crime, come viene vissuta dal punto di vista percettivo e quali sensazioni riescono a trasmettere i vostri partecipanti?
4) I corsi, laboratori e work-shop intensivi di scrittura Crime, sono solo una parte del nostro lavoro; i partecipanti, ognuno con il proprio obiettivo, che sia più hobbistico e terapeutico piuttosto che professionale, si appassionano sempre ai meccanismi, le tecniche e le dinamiche di scrittura di questo genere. Non è raro, che da questi corsi emergano dei veri e propri talenti, che poi entrano nella scuderia della nostra Agenzia Letteraria.
Dopo Camilleri, c’è stata in Italia un’esplosione del genere giallo-poliziesco con commissari, investigatori privati e detective improvvisati e la realizzazione di molte serie televisive, qual è il vostro pensiero a riguardo e fino a che punto il mercato editoriale può trarne un beneficio?
5) Il fenomeno del “profluvio” ininterrotto di produzione e pubblicazione di gialli, thriller e noir, da qualche anno a questa parte nel nostro Paese, è un Giano bifronte; da un lato, è positivo il successo di un genere che fino a venti anni fa era relegato nelle edicole insieme ai fumetti. Dall’altro, l’offerta eccessiva ingolfa e appiattisce il mercato, per cui le storie e gli autori più originali (pochissimi), rimangono affossati nel caos pseudo-creativo generale.
Una tematica interessante riguarderà il thriller, c’è il rischio che diventi solo un prodotto da consumo come esattamente il giallo o il noir (simili solo in apparenza, ma diversi tra loro che una volta veniva relegato a letteratura di serie b) oppure sa analizzare raccontando tematiche della nostra società?
6) Ormai tutta la letteratura è mero consumo, a maggior ragione un genere di successo commerciale come il Thriller; come già abbiamo risposto sopra, dipende dalla forza espressiva della storia raccontata, seppure nell’ambito del “canone” narrativo di genere.
Secondo voi, un capolavoro come Il nome della rosa di Umberto Eco è stato un testo apripista per il giallo storico in particolare in Italia dove ha consentito una fusione di generi letterari capaci di offrire quel tocco di originalità alle storie a beneficio degli scrittori e degli stessi lettori?
7) Certamente. È stato il trampolino di lancio del giallo storico in Italia, un capolavoro che molto probabilmente però, oggi, passerebbe inosservato, a causa della complessità di tracce e meccanismi narrativi che lo caratterizzano.
Dal giallo classico di Doyle, Christie e Stout al poliziesco di Ed Mc Bain, Spillane, Hammett, quali contaminazioni hanno avuto in Italia e con quali effetti?
8) I grandi classici anglo-americani della “deduzione logica” che citate, non potevano non influenzare e condizionare il giallo italiano, soprattutto quello degli anni 60, 70 e 80 targato Scerbanenco, Olivieri, Fruttero e Lucentini, fino ad arrivare agli anni 90 e 2000…Con i casi del libraio Ettore Misericordia dei Morinibros!
Possiamo affermare che in Italia, il noir ha preso il sopravvento sul giallo classico senza ovviamente trascurarlo, ad oggi interessano più le cause scatenanti e quindi il movente che scatena il delitto e non il delitto stesso?
9) Ad oggi, non è più possibile delimitare il genere entro confini rigidi; in Italia, attualmente, giallo di deduzione logica, noir, thriller, si con-fondono, e questo può essere considerato anche in modo positivo.
Il Cozy Crime trova un connubio perfetto con il giallo classico deduttivo, se pensiamo a un personaggio come Miss Marple e in Italia ha avuto un impatto rilevante perché regalano quel tocco di spensieratezza e leggerezza favorita dalla giusta dose di ironia e di empatizzare con facilità con il personaggio protagonista, secondo voi con il passare degli anni come mai ha riscosso un successo così popolare?
10) Perchè appunto, è confortante e confortevole, e trova grande successo soprattutto tra il pubblico delle lettrici (che in Italia sono la maggioranza). Il pubblico femminile si “ritrova” riflettendosi nelle protagoniste di questo sotto-genere.
Secondo voi, nei vincitori del Concorso letterario A che punto è la notte sezione romanzi/racconti potremmo trovare qualche talento nascosto su cui intraprendere un interessante percorso di crescita dal punto di vista stilistico/ narrativo, ma ancor di più, creativo?
11) Sicuramente! Ne vedremo delle belle!
Vi ringrazio di essere stati ospiti di Giallo e Cucina, ci congediamo con un’ultima domanda: ritroveremo presto la coppia Misericordia-Fango o sono in cantiere anche altre opere?
12) Sì, stiamo finendo di scrivere il sesto caso di Ettore Misericordia, di cui, ovviamente, non possiamo ancora rivelare nulla…Ma siamo anche impegnati sulla scrittura di opere che esulano dal giallo. Chi vivrà, vedrà…

