Regia di Don Siegel
Film del 1973 con Walter Matthau, Joe Don Baker, Andrew Robinson, Jacqueline Scott, Felicia Farr, Don Siegel
Genere: Action thriller
Charley Varrick, titolare di una piccola ditta di disinfestazione aerea ormai in declino, decide di darsi alle rapine, coadiuvato dalla moglie e da un compare. Si tratta di colpi senza pretese, che hanno come obiettivo piccoli istituti bancari di provincia e che fruttano poche migliaia di dollari. Invece, dalla minuscola filiale di Tres Cruces (New Mexico), Charley e i suoi si portano via più di 750.000 dollari. Che ci fanno tanti soldi in un insignificante istituto di credito appartato nelle campagne del New Mexico? La risposta, per Charley, è semplice: quella banca è una “lavanderia” per soldi sporchi, soldi appartenenti a qualche grossa organizzazione criminale che adesso vorrà sapere a tutti i costi chi ha osato farle uno sgarro simile… Braccato da un gorilla della mala, Charley sarà costretto a mettere in atto un piano per sfuggire alle sue grinfie. Ci riuscirà?
Di Don Siegel, regista noto soprattutto per pellicole quali “Dirty Harry” (ovvero: “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!”) e “L’invasione degli ultracorpi”, “Chi ucciderà Charley Varrick?” si fa notare per vari motivi: l’interessante contaminazione tra generi diversi, il cui risultato è un thriller d’azione con venature noir; le dinamiche narrative, mutuate dal thriller, che innescano un inesorabile e incalzante crescendo emotivo nello spettatore, con mirabili momenti di suspense; la resa realistica della pellicola, il cui protagonista è un uomo come tanti, senza alcunché di eccezionale, che però si ritrova coinvolto casualmente in un gioco più grande di lui e che deve spremersi bene le meningi per cercare di uscirne; il contrasto visivo tra l’amena provincia rurale del New Mexico e le sue sonnacchiose cittadine e la vicenda criminale che ospitano; l’esaltazione dell’astuzia come virtù essenziale di un criminale che voglia salvare la pelle e continuare a vivere nella giungla del mondo, capace di farla in barba anche alla forza e alla violenza; la vena ironica che pervade la pellicola e che ne alleggerisce i toni anche nei momenti più grevi e drammatici.
Insomma, un gran bel film – sebbene poco conosciuto -, avvincente e ben confezionato, ideale per gli amanti dei generi suddetti ma anche e soprattutto per chi trova stucchevole e sclerotico il rispetto pedissequo dei canoni. Ad impreziosirlo, un Walter Matthau in grande spolvero.