Oggi Presentiamo...

Oggi parliamo con Totò Cascio

Intervista a cura di Dario Brunetti

La gloria e la prova. Nuovo cinema Paradiso 2.0

Diamo un caloroso benvenuto su Giallo e Cucina a Totò Cascio, protagonista di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, il film del 1988 vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero. Su Rai replay è visibile il cortometraggio Ad occhi aperti di Mauro Mancini tratto dal libro La gloria e la prova. Nuovo cinema Paradiso 2.0, scritto con Giorgio De Martino uscito per Baldini+Castoldi editore.

DB Nuovo cinema Paradiso, pellicola vincitrice del premio Oscar come miglior film straniero, ha segnato l’inizio della tua carriera. Secondo te quali sono stati gli elementi fondamentali che hanno fatto entrare questo meraviglioso film, che si avvale delle straordinarie musiche del grande maestro Ennio Morricone, nella storia del cinema?

TC Giuseppe Tornatore ha preso per mano tutti gli attori e gli stessi spettatori che hanno guardato Nuovo cinema Paradiso e lo fa con gentilezza raccontando una provincia che vuole riscattarsi. Il film parla di amore, come quello di Alfredo che fa da padre a Totò, dello stesso Totò quando incontra e conosce per la prima volta Elena, l’amore per il cinema da parte delle persone. A mio avviso in una sola parola Nuovo cinema Paradiso è amore.

DB Ci sveleresti qualche ricordo particolare inerente a Nuovo cinema Paradiso e ci racconteresti dello straordinario rapporto che ti ha legato a Giuseppe Tornatore, con il quale hai anche partecipato a Stanno tutti bene?

TC Giuseppe Tornatore, a cui sono legatissimo ha curato la prefazione del mio libro La gloria e la prova. Nuovo cinema Paradiso 2.0. In Nuovo cinema Paradiso mi scelse per caso, ci fu una selezione fotografica di trecento bambini e ne cercavano uno che avesse dei particolari requisiti. Fui appunto scelto, poi Tornatore mi volle incontrare e conoscere, non ci fu un vero e proprio provino, un cast come oggi, fu un incontro più diretto, lui mi scrutava e gli piacque il mio modo di parlare e di espormi attraverso la mia genuinità. È un uomo che porto ancora nel cuore, per me è stato davvero prezioso sia in ambito lavorativo che a livello umano.

DB Sei stato il più piccolo attore ad aver ricevuto, per Nuovo Cinema Paradiso, il British Academy Film Award, quale emozione hai provato?

TC Nella serata in cui si svolse l’evento non ho provato nulla, con gli anni è diventato un orgoglio personale perché in Italia gli unici ad aver ottenuto questo riconoscimento siamo stati io e Roberto Benigni. Quella sera avendo battuto un attore del calibro di Al Pacino è stato qualcosa di straordinario di cui all’inizio non mi rendevo conto, ora è un biglietto da visita di cui parlo con orgoglio.

DB Avendo partecipato sin da piccolo a film molto importanti, quali consigli daresti a tantissimi giovani attori che vorrebbero intraprendere la carriera cinematografica?

TC Consiglierei loro di non abbattersi se un provino va male, quindi di essere disciplinati, di dedicarsi allo studio perché la formazione è importantissima, di non pensare subito ai soldi e alle donne. Vivere come diceva Alfredo (il personaggio interpretato da Philippe Noiret in Nuovo cinema Paradiso) e di amare questo mestiere, di crederci e avere fiducia in sé stessi.

DB La gloria e la prova è la biografia, uscita per Baldini & Castoldi, dalla quale è stato tratto il cortometraggio Ad occhi aperti e ripercorre una carriera cinematografica che ti ha dato enormi soddisfazioni. Poi ad un certo punto hai deciso di abbandonare le scene, a causa di una rara malattia agli occhi che ha colpito anche tuo fratello. Ci vorresti raccontare qualcosa di quel periodo che ti ha visto superare un ostacolo apparentemente insormontabile, che col passare del tempo, con grande forza e coraggio, sei riuscito a domare uscendone vincitore?

TC All’inizio come recita il titolo del libro ho avuto la fortuna e la gloria grazie a Tornatore con Nuovo cinema Paradiso ed è facile accettare, accogliere e condividere il successo del film che ha vinto l’Oscar; poi nella vita è arrivata la prova che si chiama retinite pigmentosa che per anni ho nascosta e anch’io mi sono nascosto, non ho accettato, non ho accolto e soprattutto non ho amato.

La trasformazione sta tutta nell’accogliere un handicap. Per anni ho vissuto la retinite pigmentosa come se fosse la mia condanna a vita, sono riuscito a trasformarla in condizione. In quel periodo ero molto arrabbiato con me stesso e con il mondo, odiavo queste due paroline, adesso la retinite pigmentosa è il mio valore aggiunto e sono riuscito a ripartire attraverso il mio libro che è alla quinta ristampa facendo più di 150 presentazioni e sono ancora in giro dopo tre anni, sono tornato al cinema a recitare e mi ritengo orgoglioso del percorso intrapreso.

DB Nel volume citi campioni dello sport come Alex Zanardi e Bebe Vio che per te sono stati degli esempi e dei notevoli punti di riferimento. Quanto ti hanno aiutato e ti sentiresti di dare un consiglio a chi ancora oggi vive un dolore simile?

TC Mi hanno aiutato tantissimo perché nella loro sofferenza esattamente come l’ho avuta io, nel loro grido di dolore sono riusciti a trasformare lo stesso dolore in coraggio e quindi sono da prendere come un esempio bellissimo per tutti.

Se io posso essere di esempio come Alex Zanardi, Bebe Vio e Annalisa Minetti e come tanti altri personaggi straordinari ben venga, per me è una missione, quindi penso che tutto quel che non possiamo cambiare va accettato e a volte un punto debole può diventare qualcosa di speciale che ti può riportare in alto. Adesso ci siamo io e la mia la retinite pigmentosa e non ci fermiamo più.

DB Tornando sul set cinematografico hai lavorato al fianco di tre icone del cinema mondiale come Philippe Noiret, Marcello Mastroianni e Peter Ustinov. Quali ricordi hai di loro e cosa soprattutto ti hanno potuto insegnare?

TC Oltre a essere tre eccellenti attori, sono grandissimi uomini, delle persone incredibili che avevano molta umiltà e gentilezza, erano straordinari con gli altri attori e con tutta la troupe, a distanza di tempo posso dire di ritenermi fortunato, ho avuto il privilegio di lavorare con loro ed essendo un bambino in quel periodo sono stati dei compagni di gioco.

DB L’esperienza con i registi del calibro di Pupi Avati, Beppe Cino e Duccio Tessari hanno decretato un altro importante step nel tuo percorso cinematografico che al tempo stesso ti ha permesso di interpretare ruoli molto diversi, passando dal dramma alla commedia, come nelle pellicole Festival e Diceria dell’untore a C’era un castello con 40 cani. Qual è stato il tuo approccio dal punto di vista attoriale?

TC Da bambino ero un appassionato di calcio e per me il cinema si è presentato come un gioco nuovo e recitavo con naturalezza, ero me stesso e sono aspetti che nel corso degli anni sono stati il vero valore aggiunto, pertanto ritengo la spontaneità la cosa più importante. Il bambino è come una spugna pertanto gli insegnamenti di registi come Tornatore, Cino, Tessari e Mancini li porterò per sempre con me.

DB Hai avuto delle esperienze memorabili con tre personaggi del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento televisivo come Maurizio Costanzo, Fabrizio Frizzi e Adriano Celentano. Ci racconteresti qualche simpatico e divertente aneddoto?

TC Sono state tre conoscenze fondamentali nella mia vita: Maurizio Costanzo era geniale e lo ritengo uno degli uomini più intelligenti, lui mi invitava spesso al teatro Parioli al suo programma, il Maurizio Costanzo Show.

Con Fabrizio Frizzi è nata una grande amicizia che porterò sempre nel cuore, era una persona buonissima, di un’umanità straordinaria, l’amico di sempre che tutti dovremmo avere e insieme abbiamo inciso un disco 45 giri, dal titolo L’orso. Fabrizio Frizzi era un gran signore, una persona davvero perbene.

Adriano Celentano era già un mito per me, sia a livello musicale che da personaggio di spettacolo e anche come attore e improvvisatore, porto ancora oggi il ricordo di lui e di sua moglie Claudia Mori. Il privilegio che ho avuto nella mia carriera è stato di intraprendere rapporti lavorativi e di amicizia con personaggi straordinari.

DB La gloria e la prova. Nuovo cinema Paradiso 2.0 decreta finalmente la rinascita del nuovo Totò Cascio, quali progetti hai per il futuro?

TC Sono ancora in giro per presentare questo libro e ho il progetto di raccontare questo mio Nuovo cinema Paradiso 2.0 in teatro, non essendo uno scrittore, porto avanti quel che so fare meglio che sta nel recitare. Da quando poi è uscito il mio libro l’affetto delle persone si è raddoppiato. All’inizio con l’uscita del volume avevo paura a parlare del mio problema perché non volevo che si cadesse nel solito pietismo che non fa bene a nessuno, invece posso confermare con commozione e con molto affetto che sento la vera stima e il calore delle persone.

DB Giallo e Cucina ti ringrazia per essere stato nostro ospite!

TC Grazie di cuore Dario e un caro saluto a Giallo e Cucina!

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