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Weapons
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Film 6 Agosto 2025 (Italia) Genere Horror , Giallo Anno 2025 Paese USA Durata 128 Min Distribuzione Warner Bros
Regia di Zach Cregger. Cast con Josh Brolin, Julia Garner, Alden Ehrenreich, Austin Abrams, Cary Christopher.

Recensione a cura di Antonio Falleti

Con Weapons, Zach Cregger abbandona le “fratture” strutturali di Barbarian per abbracciare un’evoluzione più matura, dove la sparizione dei personaggi diventa il pretesto per un complicato gioco di incastri narrativi. Il film si presenta come un mash-up ambizioso: immaginate il realismo deprimente di Prisoners, condito con inquadrature che urlano “ossessione per Kubrick” e una spruzzata Weapons usa sei episodi per dirci che la verità esiste, solo che ci viene somministrata a piccole dosi, come una terapia di gruppo finita male. Lo spettatore riceve informazioni parziali che correggono costantemente la sua (limitata) comprensione degli eventi. Ogni episodio aggiunge un pezzo al puzzle sincopatico . Il regista lasciando saggiamente dei buchi di trama allo spettatore perché, si sa, l’incompiuto fa molto “cinema d’autore”. Cregger contamina l’horror con il mystery e la commedia nera, spostando il terrore dallo shock visivo a una più raffinata angoscia per la disgregazione sociale. Un tocco di classe inaspettato? L ‘attrice Amy Madigan . La sua interpretazione non cerca la solita “scream queen”, ma guarda alla tradizione di Bette Davis: sguardi intensi, volti tesi e una dignità ferita che trasforma un horror di provincia in un melodramma d’altri tempi. Questa scelta stilistica permette di incarnare una “soggettività ferita ma combattiva”, conferendo al film una dimensione tragica che nobilita il genere horror collegandolo a una precisa genealogia attoriale del passato. L’immagine dei bambini (che nel materiale promozionale suggerisce un’idea di sospensione o volo) riflette la dimensione metafisica della perdita, dove la sparizione diventa un trauma irrisolvibile che mette in crisi la percezione della realtà. L’incursione finale e l’estetica americana. Il film è ambientato nella provincia americana, descritta attraverso un realismo cupo che richiama le atmosfere di Prisoners. La struttura “a tenaglia” della narrazione fa sì che le diverse prospettive degli episodi convergano gradualmente verso il nucleo dell’enigma. L’incursione finale (ambientata nella finta ‘/estetica americana desaturata) rappresenta il culmine di questa narrazione cumulativa: qui l’orrore
cessa di essere solo shock visivo o splatter per radicarsi definitivamente nella disgregazione del tessuto comunitario e nel senso di colpa. In sintesi, Cregger trasforma la provincia americana in un laboratorio teorico dove la verità viene costruita pezzo dopo pezzo attraverso una “focalizzazione variabile”. n breve: Weapons non è solo un film di ragazzi che spariscono, ma un esperimento di indagine cognitiva che usa la polifonia per ricordarci che la verità è solo una questione di angolatura.

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