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Avventuriera dell'Ignoto

Vintageverse Lab presenta LE AVVENTURE DI SOPHIA DA VINCI
La discendente del grande Leonardo Da Vinci è una giovane scienziata ed esploratrice, che vive nella Firenze degli Anni Sessanta ed ha ereditato le sue conoscenze ed alcuni dei suoi più fantastici “marchingegni”, assieme all’inseparabile robot Vitruvius. Ecco a voi le sue incredibili storie.

A cura di Giuseppe Cozzolino & Francesco Manetti

(Illustrazioni di Loredana Atzei)

Episodio 2: “ Il Segnale del Campanile”

Firenze, 1966.

La città viveva sospesa tra tradizione e modernità: lambrette che sfrecciavano tra palazzi rinascimentali, alcuni studenti universitari che discutevano di fisica quantistica nei caffè (anche per fare colpo su delle colleghe che avevano invitato per un gelato), e turisti americani che fotografavano ogni pietra come se fosse un reperto marziano. In mezzo a tutto questo “brulicare” di vita, Sophia Da Vinci – ultima discendente del grande Leonardo – camminava con passo deciso verso Piazza del Duomo, seguita dal suo inseparabile assistente androide, Vitruvius, celato come sempre da cappello ed impermeabile.

«La perturbazione elettromagnetica è aumentata del 37% negli ultimi cinque minuti e 30 secondi», annunciò  Vitruvius con voce metallica ma sorprendentemente concitata. «La sorgente è localizzata nel Campanile di Giotto.»

Sophia sollevò lo sguardo verso la torre gotica che si stagliava contro il cielo serale.

«Qualcuno sta giocando con qualcosa di molto insolito e pericoloso. E quando accade, di solito c’è di mezzo un’invenzione di famiglia.»

Un lampo improvviso squarciò una finestra del campanile. Schegge di pietra caddero sulla piazza, facendo scappare alcuni passanti. Una figura massiccia, scura, si arrampicò all’esterno della torre con movimenti innaturali, quasi animaleschi.

«Non è umano», osservò Vitruvius. «La sua struttura ossea è… variabile.»

«Perfetto», mugugnò Sophia. «Una serata come tante, insomma.»

Con un gesto rapido estrasse un rampino telescopico – un prototipo basato su schizzi ritrovati in un vecchio taccuino leonardesco – e lo lanciò verso l’alto. Vitruvius alterò la sua densità per rendersi più leggero e la afferrò per la vita. Insieme si sollevarono lungo la parete della torre, raggiungendo la finestra distrutta.

Vintageverse Lab presenta LE AVVENTURE DI SOPHIA DA VINCI

All’interno, la scena era un incubo meccanico: un antico orologio astronomico progettato da Leonardo era stato ricostruito con pezzi moderni, tubi di vetro pieni di liquido fluorescente e cavi elettrici che pulsavano come vene.

Accanto al marchingegno, la creatura li fissava. Era alta, muscolosa, con pelle scura e lucida come ossidiana. Gli occhi gialli brillavano di un’intelligenza feroce.

«Identificazione impossibile», disse Vitruvius. «Non rientra in nessuna categoria biologica nota.»

La creatura ringhiò e si lanciò contro di loro. Vitruvius lo intercettò, ma l’essere lo scagliò contro una colonna con una forza impressionante. Sophia approfittò dell’apertura per raggiungere il macchinario.

«Questo non è un semplice orologio», mormorò. «È un condensatore gravitazionale… incompleto. Qualcuno ha provato a ricostruire il progetto del Cuore Astrale.»

Il dispositivo vibrò, emettendo un fischio acuto. La creatura sembrò reagire al suono, come se fosse collegata alla macchina. Sophia individuò il nucleo leonardesco — un cilindro di ottone finemente inciso — e lo estrasse con un gesto deciso.

Il macchinario si spense. Le luci si affievolirono. La creatura emise un urlo disumano e si disciolse in una nauseante massa gelatinosa.

Vitruvius si rialzò, ammaccato ma operativo.

«Il collegamento tra la creatura e il dispositivo era diretto. Probabilmente un esperimento di bio‑ingegneria fallito.»

Sophia annuì.

«Qualcuno sta cercando di completare i progetti più pericolosi di Leonardo. E non si tratta di un dilettante.»

Vintageverse Lab presenta LE AVVENTURE DI SOPHIA DA VINCI

«Vuoi che analizzi ciò che resta della creatura?»

«Sì. E voglio sapere chi ha avuto accesso ai miei archivi. Qualcuno sta giocando con fuochi molto antichi.»

Sophia si voltò verso la finestra, guardando la Firenze notturna stendersi sotto di loro come un mare di luci tremolanti.

«Le nostre avventure stanno diventando sempre più complesse, Vitruvius.»

«Le complicazioni sono la mia specialità», rispose l’androide.

**********

Il giorno dopo…

La penombra della sagrestia di Santa Croce odorava di incenso e legno antico. Le candele tremolavano come se avvertissero un cambiamento nell’aria. Sophia Da Vinci avanzò tra le navate laterali, vestita in modo sobrio e con una lunghissima gonna, seguita da Vitruvius che camminava con passo silenzioso, quasi rispettoso.

Dietro un paravento di velluto cremisi, una voce calma e profonda la chiamò.

«Sophia.»

Monsignor Alessandro Varelli emerse dall’ombra come una figura scolpita nel marmo. Alto, corpulento ma imponente, lo sguardo severo ma non privo di calore. Le sue mani, nodose e forti, stringevano un rosario d’argento che sembrava antico quanto la basilica stessa.

«Zio…» mormorò Sophia, con un misto di rispetto e diffidenza.

«Non mi chiami così da anni», disse lui, con un sorriso appena accennato. « L’ultima volta fu quando ti regalai quel telescopio che desideravi tanto per osservare le battaglie degli angeli in cielo »

Sophia abbassò lo sguardo. «Avevo 5 anni.»

Varelli si avvicinò, posandole una mano sulla spalla.

«Eri ancora più piccola quando tuo padre e tua madre… quando li abbiamo perduti. Ma loro, i miei migliori amici che avevo unito in matrimonio, mi chiesero di diventare il tuo tutore, se gli fosse accaduto qualcosa. Mi chiesero di proteggerti. E io ho mantenuto la promessa.»

Vitruvius inclinò la testa. «Monsignore, la tutela legale risulta registrata negli archivi civili. Ma molte informazioni sono state oscurate.»

«Per il suo bene», rispose Varelli, senza distogliere gli occhi da Sophia. «Ci sono verità che non devono essere rivelate prima del tempo.»

Sophia incrociò le braccia. «E questo tempo sarebbe… quando?»

Il Monsignore sorrise, ma nei suoi occhi c’era un’ombra.

«Quando sarai pronta. Pronta per aiutarci ad affrontare Colui che giungerà dall’Assoluto Altrove

Un brivido percorse la schiena di Sophia.

«Monsignore», intervenne Vitruvius, «abbiamo rilevato attività anomale nei sotterranei del Bargello. Credo che qualcuno stia cercando di…»

«Lo so», lo interruppe Varelli. «I Pezzi dell’altro schieramento si muovono al centro della Scacchiera. Ma tu, Sophia, sarai la nostra Torre.»

Sophia fece un passo indietro. «Perché io?»

Varelli la guardò con una dolcezza che non gli apparteneva.

«Perché sei una Da Vinci. E perché tuo padre… sapeva che un giorno avresti dovuto affrontare ciò che lui non poté.»

Poi, con voce più bassa, quasi un sussurro:

«Non temere, bambina mia. Noi vegliamo su di te. Sempre.»

Noi?

 Sophia non rispose.

Vitruvius registrò un lieve aumento del battito cardiaco della ragazza mentre si allontanavano verso l’uscita.

Monsignor Varelli tornò nell’ombra, il rosario che tintinnava come una catena.

«Sii forte, Sophia. Il tuo cammino sarà lungo e periglioso.»

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