Ti consiglio un film (tra un libro e l’altro) Lion – La strada verso casa di Garth Davis

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locandina

a cura di Stefania Ghelfi Tani

 

Lion, film di Garth Davis – presentato alla Festa del cinema di Roma – è interpretato da Dev Patel, Sunny Pawar, Nicole Kidman e Rooney Mara.

Tratto dall’autobiografia di Saroo Brierley “La lunga strada per tornare a casa”, questo film si presenta con la fotografia mozzafiato di Greig Fraser: panoramiche sulle infinite distese montuose e le vallate dell’India riprese dall’alto, che catturano occhi e cuore.

La fotografia rimane protagonista, anche nel proseguo, ricordandomi gli scatti di Steve Mc Curry.

Sunny Pawar, per la prima volta sullo schermo, è un raro talento naturale. Interpreta Saroo, un bambino fragile ma al contempo forte, coraggioso, intuitivo e istintivo che si trova a lottare per la sopravvivenza in un mondo caotico e distruttivo.

Un colpo di fortuna lo trasporta in una differente realtà, tranquilla, ordinata e serena, dove non scarseggia il cibo, dove può avere un tetto sopra la testa e un materasso per dormire. Sue e John (Nicole Kidman e David Wenham) saranno i suoi angeli custodi mentre Lucy (Rooney Mara) rappresenterà un legame forte e indissolubile nella sua vita adulta.

Persone amate nelle sua nuova terra, ma il passato non può essere cancellato.

Non voglio raccontarvi la trama, che a mio avvisa pecca di un salto temporale troppo repentino: quando si passa dall’infanzia all’età adulta la storia subisce un’interruzione facendo perdere spessore e carica emotiva alla narrazione.

Dev Patel, l’attore che interpreta Saroo da adulto ce la mette tutta per far comprendere e trasmettere che possedere tanti luoghi nel cuore non significa trovarsi a casa, la sua ricerca che diviene disperata crea empatia, ma sono soprattutto gli occhi di Sunny Pawar, il Saroo bambino, le poche parole, le immagini della prima parte che rendono straordinario e reale questo film.

Toccante, vero e profondo punto di riflessione il dialogo tra Sue, la mamma adottiva, e Saroo adulto. Lei, pur potendo avere figli propri, ha scelto di adottare, di aiutare; Saroo le risponde che lui e il fratello non erano pagine vuote e che con loro lei ha adottato anche il loro passato con tutto ciò che comporta.

Si sfiorano i temi dell’adozione e delle scelte, delle radici e dell’attaccamento alla propria terra, della situazione drammatica dell’infanzia in India. Una denuncia quasi sottovoce per ricordare che la maggior parte dei bambini non è fortunata quanto Saroo.

Il tema del viaggio è sì fisico, ma soprattutto interiore, una ricerca di se stessi e delle proprie origini per potere avere una meta futura.

L’autenticità delle ambientazioni e degli scenari, il treno, la stazione, l’orfanotrofio, la casa diroccata, la povertà, la malnutrizione sono tangibili ma resi in modo non cupo e disperato bensì sempre dipinti con un sorriso e con amore.

Le musiche originali della colonna sonora composte da Dustin O’Halloran & Hauschka e la canzone Never give up di Sia regalano la giusta atmosfera al film senza essere invadenti.

Mi sono chiesta sin dall’inizio il perché del titolo, non ve lo svelerò ma vi invito alla visione di questa storia vera e drammatica per scoprirlo e per regalarvi un sorriso.

Lion è una storia di speranza.

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