Nelle Scarpe dello Scrittore – Paul Auster, Trilogia di New York. Viaggio 12.0-2022

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Rubrica a cura di Roberto Gassi

Chi è Paul Auster?

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Paul Benjamin Auster (Newark, 3 febbraio 1947) è uno scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico statunitense. Attualmente vive a Brooklyn, New York. È conosciuto anche con gli pseudonimi di Paul Queen e Paul Benjamin. Protagonista della letteratura americana contemporanea, nonché di quella mondiale, viene ascritto al cosiddetto Postmodernismo. Tra i premi letterari vinti ricordiamo nel 2011 il Premio NapoliPremio speciale sezione Letterature straniere per Sunset Park; nel 2006 il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura (ricevuto in precedenza da autori del calibro di Günter Grass, Arthur Miller e Mario Vargas Llosa); nel 1989 il Prix France Culture de Littérature Étrangère per Trilogia di New York.

In questo viaggio ritorniamo a New York, tre «detective stories» made in USA pubblicate tra il 1985 e il 1987: Città di vetro (City of Glass), Fantasmi (Ghosts), La stanza chiusa (The Locked Room).

Fantasmi: il consiglio per affrontare questa lettura è quello di staccarvi dai generi letterari ai quali siete legati, mettetevi scomodi, svaporate… «In fondo, non credo che occorra un talento particolare per sollevarsi da terra e librarsi a mezz’aria… Basta smettere di essere se stessi. È da lì che si comincia; tutto il resto viene di conseguenza. Bisogna lasciarsi svaporare» (tratto da Mr Vertigo).

Ma prima di partire ribadiamo il concetto di meta romanzo spiegato nell’articolo 11.0.

Che cos’è un meta romanzo?

«Opera letteraria che ha come argomento un romanzo o un romanziere che lo scrive» (vocabolario Treccani).

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«In principio c’è Blue. Più tardi c’è White, e dopo ancora Black, e prima del principio c’è Brown. È Brown che l’ha svezzato, Brown che gli ha insegnato il mestiere, e quando Brown è invecchiato Blue ne ha preso il posto. E’ così che comincia: il luogo è New York, il tempo è il presente, e né l’uno né l’altro cambieranno mai. Ogni giorno Blue va in ufficio e siede alla scrivania aspettando che accada qualcosa. Non capita niente per un pezzo, finché un uomo di nome White varca la soglia, ed è così che comincia». (incipit)

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Immaginate di chiamarvi Blue e di essere ingaggiati da un tale di nome White per pedinare un certo Black che senza prova alcuna intuite essere un criminale. Il vostro compito è redigere un rapporto settimanale dei pedinamenti e inviarlo a White che ricambierà il vostro lavoro con un assegno. Pian paino vi accorgete che Black conduce una vita solitaria al pari di qualsiasi altra anima muta di New York, vaga per le strade senza meta, in cerca di qualcosa o di se stesso. La domanda che vi logora e al contempo alimenta la vostra curiosità è la seguente: «Che diavolo starà scrivendo Black su quel maledetto taccuino?».

Il gioco si ripete: cosa stiamo leggendo? Il romanzo scritto da Auster o quello scritto da uno dei suoi personaggi? Affiancando Blue nei pedinamenti entriamo nella vita di Black e il resto è tutto da scoprire…

Riprendo quanto dispensato nell’articolo precedente: per quanto l’indagine sia reale, questo poliziesco scardina le convenzioni del genere, quindi continuo a non consigliare questa trilogia a chi è appassionato di gialli classici – copia e incolla, perché comprometterebbe la vostra linea di condotta, quella immaginaria linea di San Michele che vi porta dall’omicidio all’indagine, dalla scoperta del colpevole al lieto fine, traghettati dal solito commissario identico a tanti altri commissari già letti…

Ma se volete provare qualcosa di nuovo… Sono qui per tentarvi.

Cosa aspettarsi?

Un investigatore privato, un ingaggio: Blue viene ingaggiato da White per pedinare Black.

Una grigia New York in cui perdersi e ritrovarsi all’infinito, un cacciatore che diventa preda, una spia che diviene lo spiato.

La finestra dalla quale Blue spia Black; il taccuino rosso di Black da non perdere mai di vista (alla fine della lettura vi accorgerete di averlo sempre avuto tra le mani, non aggiungo altro…).

Se nel capitolo Città di Vetro del quale abbiamo parlato nell’articolo precedente, il protagonista Daniel Quinn condivide le sue iniziali con il cavaliere Don Quijote, rendendo palese il collegamento ipertestuale con l’opera di Cervantes, in Fantasmi il libro citato più volte è il Walden di Henry David Thoreau.

La prima pubblicazione di Fantasmi è data 1986; nel 1992 esce il film Le iene di Quentin Tarantino. Perché questa associazione? Mr Blue, White, Black, Brown, non vi ricordano nulla? Contaminazione? Vi lascio alle vostre deduzioni e ricerche.

Parole chiave: meta romanzo, Walden, New York, ingaggio, taccuino, Blue, White, Black, e Brown (prima del principio…).

Non vi resta che indossare le scarpe dello scrittore e tenere il passo…

Consigli per la degustazione della lettura

Aperitivo: cozze gratinate, arancini di polpo, spiedini di gamberi al lime, assaggio d’insalata di mare.

Vino: Chardonnay Tormaresca Igt, cantine Antinori – Tormaresca.

Sigaro: Montecristo N. 4.

Musica in sottofondo (o nelle pause fumate): Glenn Miller, Moonlight Serenade.

Dell’autore consigliamo

Mr Vertigo Romanzo, 1994.

«Se resti qui, non arriverai vivo a primavera. Se vieni con me, ti insegnerò a volare».

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Blue in the Face Film (sequel di Smoke consigliato nel viaggio 11.0), 1995.

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Link utili

www.paul-auster.com

@auster.paul

Trilogia di New York Einaudi

Trilogia di New York Amazon

Glenn Miller – Moonlight Serenade

La linea di San Michele

Le iene

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