JIMI HENDRIX

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“La luce che brilla il doppio dura la metà”.

Jimi Hendrix, l’autore di questo aforisma, è durato la metà. Fa parte del celebre club dei 27, i grandi artisti morti a quell’età, come Janis Joplin, come Brian Jones, come Kurt Cobain. Cosa ha ucciso il grande chitarrista? “La droga!” vi diranno i più, d’istinto. Ma è proprio così?

Ricordate Carlo Verdone e Margherita Buy in Maledetto il giorno che ti ho incontrato che vanno a registrare la verità sulla morte di Hendrix da Catfish, un testimone ben informato, ma la confessione risulta priva di audio? Ecco, al di là di quel bel film del ’92, le cose non sono semplici come sembrano.

Nel 1969, durante un viaggio in Marocco, una chiaroveggente legge la mano di Jimi e sentenzia: tu morirai prima dei trent’anni.

Nell’agosto del 1970, Jimi sogna di fare l’amore con Cleopatra e poi di morire affogato nel vino.

Il 30 di quello stesso mese si esibisce in un leggendario concerto all’Isola di Wight. Il 6 settembre sale sul palco di un festival in Germania, a Fehmarn. Sarà la sua ultima esibizione.

Torna a Londra per rivedere il suo nuovo interesse sentimentale, la pittrice e pattinatrice Monika Dannemann.  Per la maggior parte del tempo vive da lei, al Samarkand Hotel di Notting Hill.

Arriva il 18 settembre. Un pomeriggio di shopping con Monika, una cena dall’amico Philip Harvey, e poi Jimi se ne va da solo al party di Peter Cameron. Alla festa si riempie di vino rosso e di Durophet, ovvero anfetamine.

A notte fonda torna al Samarkand Hotel, dove mangia un sandwich al tonno e si mette a chiacchierare con Monika fino all’alba, a detta della ragazza, prima di andare a dormire in due letti diversi.

Jimi fa un bagno, poi scrive dei versi: “La storia della vita è più veloce di un battito di ciglia. La storia dell’amore è ciao e addio. Finché non ci incontreremo di nuovo.”

Il mattino dopo Monika esce a comprare le sigarette. Alle 11 fa la tragica scoperta: Jimi è svenuto sul letto in un lago di vomito. Sconvolta, ci mette tantissimo tempo a chiamare i soccorsi.

Quando arriva l’ambulanza, i soccorritori vedono un nero coperto di vomito, non riconoscono il mitico chitarrista, sottovalutano l’accaduto. Avrà bevuto troppo, pensano.

Alle 12 e 45, in ospedale, Jimi viene dichiarato morto. Soffocato dal suo vomito: questa è la causa ufficiale.

(Chi ha visto Breaking Bad non può non ricordare l’orribile morte di Jane.)

E la causa del vomito, oltre alle anfetamine e al vino bevuto alla festa? Nove compresse di Vesparax, ovvero barbiturici. Una dose diciotto volte superiore a quella consigliata dai medici.

Perché Jimi ha ingerito tutte quelle pasticche?

E poi è andata così? Monika Dannemann (che è morta nel ’96) racconta una versione un po’ diversa della storia, ma con particolari che cambiano ogni volta.

C’è chi accusa Monika: lo ha convinto lei, braccio armato dell’FBI di J.Edgar Hoover, che voleva eliminare un nero amato dai fan bianchi della musica rock nonché finanziatore delle Black Panther.

Secondo altri a eliminarlo è stato il manager, Michael Jeffery, che Jimi stava per lasciare e mettere sotto accusa per essersi intascato gran parte dei guadagni.

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