Il sogno di una marionetta – Stefania Prati

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Questa nuova rubrica guarderà al mondo della autopubblicazione nel campo dei libri. Non verrà previlegiato un genere piuttosto che un altro ma ovviamente si avrà un occhio di riguardo per il giallo, il noir e tutte le loro sfumature. Sarà per forza di cose una visione molto parziale del mondo variegatissimo degli autori che si auto pubblicano. Io sono un grande estimatore e fruitore di romanzi self publishing ed in base alla mia esperienza (ed ahimé ai miei gusti) presenterò quelli che in un dato momento e per un particolare motivo meritano di essere analizzati. E’ una visione parziale certo ma è un modo a mio parere più che valido per far conoscere ai lettori anche questo genere di autori che cercano di emergere senza avvalersi dell’appoggio di una casa editrice. Tra di loro si “annidano” davvero ottimi scrittori, che meritano di essere conosciuti e promossi. Nella prima parte della rubrica darò tre ottimi motivi per leggere il romanzo preso in esame, argomentandoli brevemente. Nella seconda ci sarà una rapida intervista all’autore che parlerà del suo ultimo romanzo pubblicato e della sua produzione in generale.

Per il quarto appuntamento di Spazio self publishing ho il piacere di illustrare le opere di un’autrice, Stefania Prati, che scrive romanzi e racconti interessantissimi. Il sogno di una marionetta è un romanzo imperdibile per gli amanti del noir e del giallo, ma oltre a scrivere fa tanto altro. Lo scopriremo.

 

Tre motivi per leggerlo:

Frederick Lynch rappresenta tutto il male possibile. L’avidità, l’onnipotenza, la menzogna, la prevaricazione, il tradimento e tante altre pessime qualità. Tutte concentrate in una persona sola. E non è l’unico personaggio negativo del romanzo. Questa storia è costellata di personaggi degeneri ma c’è sempre una possibilità di redenzione…

Stefania Prati ha scritto un noir molto complesso. Con una storia centrale dalla quale si sviluppano tante sottotrame, tante storie secondarie, non meno importanti. Le ha condotte e sviluppate tutte con grande abilità portandole alla fine del romanzo con chiarezza e logicità e, al contempo, regalando al racconto tensione e colpi di scena.

Una vicenda assolutamente verosimile, molto aderente a ciò che realmente accade in certi ambienti criminali. Per quanto folle possa sembrare non si deve fare nessuno sforzo di fantasia per accettare certe dinamiche. Basta sfogliare un quotidiano o leggere qualche saggio sulla criminalità.

foto prati

Intervista a Stefania Prati

Buongiorno Stefania come stai? Benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Ti devo confessare una cosa: il mio per te è stato un amore a prima vista. Letterariamente parlando si intende (rido) o forse meglio dire artisticamente parlando perche tu non ti diletti solo nella scrittura, ma andiamo con ordine. Prima ti chiedo, se vuoi, di parlarci un po’ di te. Dove vivi che lavoro fai, facci curiosare un po’ nella tua vita.

Buongiorno Gino, ti ringrazio per l’invito. Ti confesso che mi risulta sempre difficile parlare di me al di fuori della mia attività artistica, ma ci proverò! Che dire? Vivo vicino Roma insieme al mio compagno Alessio e lavoro come impiegata in un’azienda di Frutta Secca, anche se il mio impiego non è esattamente in linea con i miei studi. Sono, infatti, laureata in giurisprudenza, la mia idea iniziale era quella di lavorare in ambito legale come avvocato, ma, dopo attente riflessioni, ho deciso di intraprendere una strada diversa proprio per avere più tempo da dedicare alla scrittura e alle mie passioni.

 

Sei giovanissima ma hai iniziato a scrivere ancora più giovane. Curo con molto piacere questa rubrica che promuove gli scrittori che pubblicano in self publishing. Lo sai, io ne sono da sempre un sostenitore. Tu da questo punto di vista, cioè quello della pubblicazione dei tuoi romanzi, dopo aver provato entrambe le modalità, adesso hai le idee chiare o ho devi ancora capire cosa sia meglio? Spiego: Il sogno di una marionetta, che non è il tuo primo romanzo, bensì il secondo, lo hai auto pubblicato. Il romanzo Ceneri dall’isola che non c’è, la tua prima opera, è stato pubblicato dalla casa editrice L’Erudita. Poi è arrivata Horti di Giano con la quale hai collaborato alla realizzazione di un numero di Gotico Italiano in mezzo hai pubblicato Il tumulo degli orrori sempre in self ed il prossimo (quello della consacrazione)? Hai voglia di chiarirci i tuoi pensieri in proposito?

La mia esperienza in questi ultimi anni mi ha condotto verso queste considerazioni: l’autopubblicazione e la pubblicazione tramite CE hanno entrambi vantaggi e svantaggi.

Il più grande vantaggio del self è avere il completo controllo sulla propria opera (anche economicamente parlando). Ho potuto scegliere la mia copertina e soprattutto il prezzo di vendita, i due elementi che più mi avevano lasciata insoddisfatta nella pubblicazione del mio primo romanzo.

D’altra parte, però, pubblicare in self ti incolla addosso un’etichetta e porta molti lettori ad essere diffidenti: si è auto pubblicato perché nessuno riteneva valido il testo? Troverò tanti errori? Buchi di trama? Impaginazione mal realizzata?

Purtroppo parecchi lettori non si rendono conto che nel mondo dell’autopubblicazione esistono libri più curati rispetto ad altri pubblicati da CE, mi riferisco sia a editing e correzione di bozze che a tutti gli aspetti grafici.

Superare questi pregiudizi può essere veramente difficile.

Per quanto riguarda la pubblicazione con CE, i vantaggi più grandi sono la presenza alle fiere e la possibilità di essere ordinati in libreria. In passato credevo che questa modalità di pubblicazione garantisse anche la presenza in libreria, ma ho scoperto che funziona in modo molto più complicato.

Considerato quanto sopra, la mia esperienza è stata questa: ho iniziato con la convinzione che valesse la pena pubblicare solo con una CE free e quindi mi sono mossa in tal senso. Quest’esperienza, però, mi ha portato a cercare un’altra strada, ossia il self, per il mio secondo romanzo. Poi è arrivato Zombie Readers, il canale YouTube che ho fondato con Alessio, il mio compagno. Pubblicando i nostri racconti in versione audio ascoltabile gratuitamente, abbiamo ritenuto inutile e controproducente legare questi racconti a una casa editrice, quindi abbiamo deciso di pubblicare le antologie in self, così da avere una versione ebook e cartacea per chi abbia piacere a sostenere il canale, o semplicemente preferisca la lettura all’ascolto.

Poi è arrivata Horti di Giano, che ci ha proposto di scrivere il volume 7 di Gotico Italiano. Personalmente, stimo l’editore (Simone Colaiacono) e ho sin da subito apprezzato il suo progetto di un albo contenente una graphic novel e un racconto nero, quindi io e Alessio siamo stati felici di scrivere questo volume. Va aggiunto che senza la Horti di Giano non avremmo mai avuto l’occasione di lavorare a una graphic novel.

Per concludere, ancora non so cosa farò con le mie prossime pubblicazioni. Sicuramente per i racconti horror Zombie Readers pubblicheremo ancora in self, per quanto riguarda i miei romanzi, se troverò una casa editrice che apprezzi il mio testo e che mi dia sicurezza in termini di distribuzione, presenza alle fiere e promozione, sarò più che felice di mettere da parte il self publishing.

 

Ho detto nella presentazione che tu sei una scrittrice ma non solo. Infatti hai un canale su you tube (Zombie readers) nel quale sei narratrice nonchè illustratrice. Leggi cioè i racconti che vengono pubblicati sul canale attraverso dei video e ne disegni i personaggi. L’aspetto curioso è che sul canale leggi racconti horror (che poi sono stati pubblicati nella raccolta Il tumolo degli orrori 1-2) di cui tu ne sei autrice insieme a Alessio Monni. Invece per i tuoi libri preferisci il noir o il giallo. Io adoro Il sogno di una marionetta per cui ti direi continua senz’altro sulla strada del noir tu invece cosa preferisci? Il romanzo a cui stai lavorando sarà ancora un noir? (dimmi di si…)

Prima di rispondere, ti devo correggere su una cosa: non sono io a narrare i racconti, ma Alessio, è lui la voce del canale e, personalmente, ritengo abbia un vero talento nella lettura recitata e nel camuffare la voce per fare i diversi personaggi (quando riveliamo che è sempre sua la voce, non ci crede nessuno!). Io leggo qualche battuta quando ci sono personaggi femminili e sono la voce della strega Elvira.

Come hai scritto, sul canale scrivo (scriviamo) racconti di genere horror, così come nell’albo di Gotico Italiano. Personalmente amo questo genere, ritengo che il suo potenziale espressivo sia spesso sottovalutato. Esplorare l’orrore ci da la possibilità di raccontare noi stessi e la società in cui viviamo, ogni mostro può essere una metafora e portare il lettore ad arrovellarsi sul suo significato e magari trovare un’interpretazione tutta sua che prenda spunto dalle sue esperienze e dalla sua visione del mondo.

Noir e il Thriller sono il mio secondo amore, i miei romanzi sono riconducibili a questi due generi e sì, sto lavorando ad alcune storie che spero vedranno presto la luce.

 

Passiamo a parlare di Il sogno di una marionetta. Ti dicevo prima che io di questo romanzo ne sono innamorato. Mi ha conquistato sin dalle prime pagine e la cotta è proseguita fino al termine, senza tentennamenti. Un romanzo non politicamente corretto ma tanto “vero”. Non hai lesinato sulle immagini forti e sulla negatività dei tuoi personaggi. Parlaci un po’ della trama, facci incuriosire, come dico sempre io: facci venir voglia di leggerlo. Poi dimmi come sei giunta a pensare ad un noir di questo tipo? Cosa ti ha ispirato?

Si potrebbe dire che la trama de Il sogno di una marionetta ruoti intorno a tre parole: vendetta, rovina, redenzione.

Fred, il mio protagonista, è un uomo pieno di sé, arrogante ed egoista. Vive la sua vita nel lusso e negli agi, perseguendo un suo discutibile ideale di giustizia. Finché, un giorno sua figlia viene assassinata e questo è il fattore scatenante, l’evento drammatico che lo costringe ad aprire gli occhi. La sua vita diventa una logorante caccia all’uomo, la sua intera esistenza viene risucchiata in una spirale di odio e vendetta che lo porterà inevitabilmente verso la rovina. E proprio da qui nasce il desiderio di redenzione che guiderà tutte le sue azioni nella parte finale del romanzo.

Per rispondere alla seconda parte della tua domanda, ti dirò che sono sempre stata un’avida lettrice di noir, in particolare amo i romanzi di James Ellroy. Le sue storie ruotano tutte intorno a personaggi estremamente negativi.

Aggiungerei che, allontanandoci dalla letteratura, un’opera che mi ha molto influenzato è sicuramente Red Dead Redemption. Il viaggio disperato verso la redenzione di Arthur è stato un’importante fonte di ispirazione, sebbene si tratti di un genere completamente differente rispetto al mio.

 

Al termine del libro un piccolo barlume di speranza c’è. Chi ha tanto fatto del male ad un certo punto può cercare un riscatto, un modo per rimediare in parte al dolore che ha provocato, soprattutto se ha motivazioni forti come Frederick. Se non fosse cosi non ci sarebbero i pentiti ad esempio. Tu quale messaggio volevi che il lettore cogliesse leggendo il romanzo?

Innanzitutto volevo generare nel lettore sentimenti contrastanti. Se da una parte è sicuramente giusto permettere a tutti di rimediare ai propri errori e quindi redimersi, bisogna considerare che esistono azioni che non sempre possono essere perdonate. Fred perde sua figlia e in un certo senso viene punito per tutti i crimini che ha commesso. Se da un lato, quindi, si è forse portati ad empatizzare con il suo dolore e a volerlo perdonare, dall’altro si potrebbe ritenere che i suoi crimini siano imperdonabili.

Volevo che il lettore ragionasse proprio su questo e formulasse un suo pensiero, magari stimolando anche una discussione tra visioni diverse.

 

Parliamo del futuro. Il canale su you tube intanto proseguirà la sua attività, immagino. Vi consiglio di andare a vederlo i racconti sono molto belli ed i video, cosi come i disegni, sono divertenti e ben concepiti. Poi spero tu stia già scrivendo un nuovo romanzo. Ci puoi anticipare qualcosa? Ci sarà Un tumulo degli orrori 3?

Già posso anticiparti che è in arrivo il volume 3 del Tumulo e un racconto lungo intitolato il Mostro della Saint Patrick, entrambi illustrati, che saranno disponibili su amazon entro settembre (salvo problematiche). Per quanto riguarda i miei romanzi, invece, ho alcuni progetti in cantiere, ma non posso dire nulla perché sono ancora in fase embrionale.

 

Siamo al termine del nostro incontro. Se vuoi aggiungi pure altre informazioni. Qualche tua considerazione o tutto ciò che ritieni importante per affrontare al meglio i tuoi romanzi.

Quello che mi sento di consigliare, al di là ovviamente di dare un’occhiata alla mia pagina autore su amazon, è: seguiteci su Zombie Readers. YouTube è una piattaforma gratuita e può essere sfruttata in modo costruttivo per fare del sano intrattenimento. Ascoltare una storia narrata con una certa intonazione, accompagnata da musica ed effetti sonori, nonché da illustrazioni, è un’esperienza che sicuramente troverete interessante.

Ti ringrazio per questo spazio, Gino!

 

Ti ringrazio per la disponibilità, a presto.

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