Genere:
Venezia 1902. I delitti della Fenice
Venezia 1902. dalla sommità del campanile di San marco un ragazzo viene spinto nel vuoto e si schianta tra i turisti in piazza. le indagini sono affidate a un commissario di polizia, Guido Bordin molto capace, sebbene tormentato da profondi problemi esistenziali. Ben presto tra assassino e commissario nasce una sfida, una caccia all’uomo attraverso la città in cui i ruoli di preda e predatore talvolta si invertono. ma cosa spinge Pfenner a questi omicidi? Cosa si nasconde dietro l’inquietudine di Bordin? Che cosa c’entra il furto di alcuni preziosi manoscritti da una libreria antiquaria di proprietà di una nobile famiglia veneziana? La narrazione lineare del libro si snoda nei pochi giorni di vita che restano al campanile di San marco, prima dello storico crollo del 14 luglio, mentre la sfida tra omicida e poliziotto si dilata nel tempo attraverso flashback che riguardano la loro infanzia e adolescenza. Un racconto che porta i lettori nelle librerie antiquarie di Venezia, nei suoi circoli intellettuali e nelle osterie popolari, attraverso una città buia, dove l’illuminazione a gas ancora non copre che una parte della città e dove le forme dei nuovi edifici industriali che stanno sorgendo si stagliano sulla laguna come gigantesche ombre minacciose.
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Recensione a cura di Dario Brunetti
Esordio a dir poco sorprendente di Davide Savelli che firma il suo primo noir ambientato nel 1902 in una Venezia al centro di un fatto storico: il campanile di Piazza San Marco, chiamato dagli abitanti “El Paron de casa”, crolla la mattina del 14 luglio mettendo in uno stato di allerta l’intera città.
Ma intanto prima che il campanile crolli, dalla sua sommità un ragazzo tedesco cade sul selciato schiantandosi tra i turisti. Incaricato delle indagini è il commissario Bordin, un uomo profondamente avvilito dal senso di colpa per la morte di un suo amico. Con l’aiuto degli inquirenti e del medico legale viene ricostruita la morte del giovane: in fin dei conti a quell’ora non ci sarebbe dovuto essere nessuno lassù, e come avrebbe fatto un uomo a precipitare da quell’altezza?
Gli interrogativi e le perplessità rimettono tutto in discussione, capovolgendo completamente le dinamiche: e se si trattasse di un omicidio?
Alla Giudecca vicino alla fabbrica degli orologi viene rinvenuto un secondo cadavere, e anche questo sembra un suicidio, o almeno così si vuole far credere.
Parte una vera e propria caccia all’uomo che vedrà il commissario Bordin sulle tracce di un pericoloso serial killer, e parallelamente impegnato nelle indagini su un misterioso furto di preziosi manoscritti da una libreria antiquaria di proprietà dei Moresini, una famiglia veneziana dell’alta società.
I delitti della Fenice è un romanzo breve ma scritto con stile ed eleganza, una trama ben congegnata dove i veri protagonisti sono proprio loro, commissario e assassino: il primo, schiavo dei propri incubi e degli spettri che appartengono a un passato del quale si vorrebbe liberare, causa delle inesorabili notti passate ad impregnare le lenzuola di sudore. Il secondo invece è vittima di un trauma infantile che ha fatto di lui un uomo perverso, capace di attuare un vero e proprio piano diabolico.
Un noir di indiscutibile e rara bellezza che si assapora facilmente, le pagine del romanzo scorrono veloci senza alcuna pietà per il lettore che ne rimarrà visibilmente attratto, i colpi di scena non mancheranno, rendendo il ritmo serrato e incalzante.
Buona lettura agli amanti del noir che resteranno affascinati e sorpresi, merito che va riconosciuto al buon Savelli che ha confezionato un romanzo di pregevole fattura.

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