Genere:
Variazioni sul noir – Massimo Carlotto
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Trama

Paura, amore, invidia, nostalgia, rabbia, gelosia, vendetta: sono solo alcune delle emozioni con cui Massimo Carlotto ha raccontato con vivida crudezza la realtà italiana in 25 anni di scrittura appassionata e coinvolgente, che questa antologia vuole celebrare, raccogliendo alcuni dei suoi racconti noir più intensi. Storie a volte ispirate da fatti di cronaca altre volte dalla sensibilità dell’autore, con l’obiettivo di scavare nell’animo dei protagonisti e in ognuno di noi. Variazioni sul noir: potremmo definire così questi racconti che narrano la stagione della lotta armata, la dura vita del carcere, i pregiudizi che colpiscono intere città o un essere umano.

Recensione a cura di Rino Casazza

 

Secondo la definizione più in voga, la differenza tra “giallo” e “noir” sta nella loro struttura inversa.

Nel giallo si parte dal delitto  per andare a scoprire l’assassino che l’ha commesso; nel noir si parte dell’assassino per andare a scoprire  il delitto che commenterà.

Non si deve credere che conoscere dapprincipio il colpevole nuoccia alla suspense. Lo dimostra il grande Hitchcock, che prediligeva la formula del noir e ci ha dimostrato che lo spettatore, e naturalmente anche il lettore, può essere avvinto in modi altrettanto potenti, ad esempio dall’incertezza se il colpevole ce la farà a farla franca. Chi segue la storia, infatti, finisce per sviluppare una sorta di sindrome di Stoccolma, affezionandosi a quello che dovrebbe essere il “cattivo” ma, conoscendone motivazioni e pensieri, si tocca con mano che, come ci dice con suggestiva incisività Ivano Fossati, “i cattivi poi così cattivi non sono mai”.

Nell’antologia di racconti “Variazioni sul noir” Massimo Carlotto riesce in pieno a creare questa suspance contraddittoria, mettendo in scena una variegata galleria di cattivi, in una gamma che va dallo spregevole ( senza che si riesca a disprezzarlo fino in fondo…) all’apertamente simpatico (ebbene sì!).

Lo scrittore veneziano, con la sua prosa diretta e ben ritmata, di piacevolissima lettura, non si ferma qui, declinando con efficacia l’assioma uguale e contrario a quello della  bontà ( parziale) dei cattivi : “le vittime non sono santi”.

Nell’antologia si trova una collezione di vittime più o meno insopportabili, da quelle che quando periscono si trattiene a stento la soddisfazione, a quelle che se la sono andata a cercare, o comunque lasciano pochi rimpianti.

Non manca, in un caso, una vittima assolutamente innocente e immeritevole di morire, che tuttavia non riesce a farci odiare in tutto e per tutto il suo assassino…

È notorio che Carlotto è arrivato alla letteratura dopo una gravissima vicenda giudiziaria personale, durata dal 1976 al 2004 in una tormentata alternanza di esiti, e chiusasi infine con la sua riabilitazione.

Non si stenta a credere, se è vero che uno scrittore vero, come scrive l’amico Andrea Carlo Cappi, deve mettere sulla pagina almeno una goccia del proprio sangue, che Carlotto sia così convincente nel narrare storie di crimini, anche efferati, e nel tratteggiare in chiaroscuro i loro protagonisti, perché porta nella sua narrativa l’amara saggezza di una vita trascorsa sperimentando l’ambiguità e forse l’impossibilità della giustizia.

 

Dettagli

  • Copertina flessibile : 168 pagine
  • ISBN-10 : 8868722348
  • ISBN-13 : 978-8868722340
  • Editore : Cento Autori (25 giugno 2020)
  • Lingua: : Italiano
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