Genere:
Uomini e cani – Omar Di Monopoli
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Trama

In una immaginaria, ma più che verosimile, cittadina del Salento, chiamata Languore, non esistono buoni e cattivi, ma solo individui che lottano per la sopravvivenza, con rabbia, con brutalità, o con cieca disperazione; le sparatorie, le violenze, gli stupri, le sopraffazioni di ogni genere si susseguono, quasi a toglierci il respiro – né c’è differenza vera tra gli uomini e i cani che questi si sono scelti come compagni, altrettanto feroci e ottusi. Sullo sfondo di una natura riarsa, in una terra che sembra posta agli estremi confini del mondo, si consuma una serie di drammi strettamente intrecciati fra loro.

Voce di Roberto Roganti

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Recensione a cura di Pasquale Schiavone

“IN “UOMINI E CANI” C’È SOLO SPAZIO PER POLVERE E SANGUE”

Duro e forte, come i colori e gli odori della terra che descrive, dove la parola d’ordine che lega tra loro i personaggi è una sola: sopravvivere. Imperdibile, anche per l’utilizzo originale della lingua, che mischia l’italiano con il dialetto.

“UOMINI E CANI” è una sorta di western contemporaneo che non lascia spazio alle speranze, dove, in una lotta irrazionale che vede impegnati tutti contro tutti, trionfano i sentimenti ancestrali dell’uomo meridionale, disposto a farsi ammazzare impietosamente pur di non abbandonare la propria terra.

Stilisticamente parlando il romanzo è preciso e lineare, è caratterizzato dall’immancabile penna di OMAR DI MONOPOLI ed è capace di soddisfare la curiosità di chi, pagina dopo pagina, si immerge sempre più in questo universo rocambolesco e alla deriva. Seppur il testo abbia un inizio un po’ sottotono rispetto ai componimenti celebri del narratore, dopo la prima cinquantina di pagine riemerge dalle sue stesse “ceneri” per appassionare ed incuriosire chi legge tanto che diventa impossibile staccarsi dal medesimo.

Ormai da tempo, ho capito che OMAR DI MONOPOLI o lo si ama o lo si odia. E se lo si ama lo si ama in toto, come uomo, scrittore o qualsiasi altra cosa gli venga in mente di diventare. Lo stesso se lo si odia. Adoro la sua scrittura, barocca, esagerata, tecnicamente ineccepibile e tagliente. Adoro il suo modo di sbatterti in faccia la bruttezza e la malvagità, la sua volontà di schifarti illustrando tutto l’orrore che puoi trovare nel mondo e nelle persone. Eppure, c’è un’indulgenza nel suo sguardo carezzevole che ti porta a percepire le debolezze e le paure dei suoi personaggi. Ti fanno schifo ma, nello stesso tempo, non puoi non provarne compassione. E così PIETRO LU SORGI diventa l’archetipo dell’abbrutimento umano e morale ma finisci per volergli bene. Un bene di cui ti vergogni e che non ammetteresti mai pubblicamente. Ma senti che certe sue debolezze, in qualche modo, ti appartengono. Scorgi un’abbacinante bellezza in tutto quello che di lui dovresti schifare.

E ti frega. DI MONOPOLI ti frega sempre. Perché ti fa percepire quanto, in fondo, tutto si riduce ad una questione di sguardi. E il suo sguardo è sempre lo sguardo di un uomo innamorato. E allora ti innamori un po’ anche tu.

Comunque, a parte queste piccole sfumature ed il mio scetticismo iniziale determinato dal fatto che tanti autori si sono conformati a queste acclimatazioni catastrofiche, “UOMINI E CANI” si fa amare e sentire, non è immune dal suo fascino ed anzi si fa accarezzare da questa esistenza precaria ed allo sbando.  “UOMINI E CANI” di OMAR DI MONOPOLI non rimarrà solo un ricordo, ma è immagine viva di ogni singola parte di noi, di ciascun lettore che si accinge a riflettere sulle questioni ambientali e sul modo in cui trascuriamo e maltrattiamo il nostro habitat, ma anche su come si possa fare tanto assieme con i sentimenti dell’amore e dell’amicizia.

Dettagli

  • Genere: narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile:182 pagine
  • Editore:Adelphi (3 luglio 2018)
  • Collana:Fabula
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8845932842
  • ISBN-13:978-8845932847
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