Genere:
Ulyssa lo sa
In una Milano semi deserta, chiusa nel secondo lockdown, un famoso medico napoletano, esperto in procreazione medicalmente assistita, trova la morte sotto un ponteggio nella zona della Stazione Centrale. Inizia immediatamente l’inchiesta ufficiale, diretta dal Pm Traiano Fumagalli, un tipo schivo, amante della montagna, che identifica l’omicida grazie a un’immagine tratta dai filmati delle videocamere della zona. È un rider, diretto a uno degli hotel della zona. Immediatamente colpito da ordinanza cautelare, il giovane nomina come suo difensore l’unico avvocato che conosce: una donna che passa ogni giorno davanti alla sua bancarella e gli acquista le mascherine blu. Ed è così che Anastasia Soldato – per tutti Asia – avvocato penalista, si ritrova coinvolta in un caso giudiziario grave e delicato, convinta dell’innocenza del suo assistito. Ad aiutarla, coi mezzi e il raggio di azione limitati dal momento storico particolare, sua nipote Ulyssa, che con Alice e Berenice forma un trio noto come le whippets; Roby, il compagno, e pochi amici. Da un caso di cronaca realmente accaduto, una non-fiction narrativa che si trasforma in Legal thriller.
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Zia e nipote alla riscossa!
Chi è Ulyssa? È una ragazza dei nostri tempi, brillante, curiosa e mezza americana. Sì, perché pur essendo “milanesissima” studia negli Stati Uniti e ogni tanto tira fuori parole inglesi che inframmezza alla lingua di origine.
Orbene, Ulyssa viene catapultata a Milano in pieno lockdown e passa più tempo con la zia (e le altre due amiche dette whippets) che non con i pur simpatici genitori. E per forza! La zia avvocato (Anastasia Soldato per gli amici Asia) si fa aiutare da questo trio di estroverse e intraprendenti ragazzine a risolvere un caso intricato di omicidio. In pratica, dovendo difendere un giovane, spiantato e di colore, l’avvocato Soldato non dispone di mezzi economici per foraggiare un investigatore… ecco dunque che le whippets cascano a fagiolo. Vuoi mettere l’adrenalina dell’indagine contro la noia di insipidi pomeriggi in famiglia?
Ma non voglio dilungarmi sulla trama, che sta già scritta sopra, dico solo che conoscendo un poco l’autrice la ritrovo chiaramente nella protagonista, e pure il nome ci aiuta (Anastasia Soldato alias Alessia Sorgato). So che Alessia è proprio un avvocato penalista e ha davvero una nipote, so anche che si è ispirata ad amici e conoscenti per i personaggi. Trovo questa cosa piuttosto utile, soprattutto in un romanzo di esordio, diciamo che ispirarsi a persone esistenti, descriverne il carattere, utilizzarne le possibili reazioni aiuta a dare verosimiglianza ai personaggi: se esistono davvero non possono essere farlocchi o improbabili! Questo romanzo è una via di mezzo tra un Legal thriller e una commedia brillante, l’ho trovato piuttosto divertente, leggero, pur trattando di argomenti seri come omicidi e processi. A tratti ingenuo, tenero ma mai banale.

Tutte le procedure legali sono ovviamente descritte in maniera professionale, varrebbe la pena di leggerlo anche solo per capire come funziona la complessa macchina della giustizia nei tribunali, molto istruttivo! La scrittura è scorrevole e i dialoghi forse un po’ sopra le righe ma divertenti. D’altronde, come ben diceva Alfred Hitchcock, i film (ma anche i libri, dico io) sono la realtà purgata di tutto ciò che è noioso.

E con la Sorgato non ci si annoia di sicuro! Buona lettura!

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