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Tre insoliti delitti
1199 è la vigilia della festa di san Nicola e Kaspar Trevi, cavaliere templare, viene convocato dal reggente del Regno di Sicilia, in visita a Bari per assistere ai festeggiamenti. All’alba un uomo è stato trovato ai merli della fortezza, con il ventre squarciato e le viscere esposte: si tratta di Giuseppe Filangieri, un tempo consigliere della defunta regina Costanza di Altavilla. Dell’omicidio è ritenuta responsabile Filomena Monforte, la bellissima dama della regina, su cui ricade la terribile accusa di stregoneria. La giovane è fuggita e il reggente ordina a Kaspar di ritrovarla e consegnarla alla giustizia. Il templare non è stato scelto a caso: egli fa infatti parte dell’Ordine di San Bernardo di Chiaravalle, una confraternita di cavalieri-esorcisti dediti a combattere il demonio, in qualsiasi forma si manifesti. Sulle tracce di Filomena, Kaspar si ritroverà ad attraversare la nostra penisola da sud a nord, in un viaggio rocambolesco e funestato dalla morte: in ogni città in cui Filomena si rifugia, qualcuno viene ucciso in modo brutale. Cosa si cela dietro questi omicidi? La ragazza è davvero una strega, o un pericolo molto più terreno del diavolo è in agguato nell’ombra?
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Più che insoliti definirei i delitti descritti nella storia come orrorifici. Il lettore rimane esterrefatto e disgustato dai delitti descritti perché son delitti efferati, delitti che potrebbe compiere solo chi non ha una coscienza, una persona vuota dell’anima. Kaspar, il cavaliere templare che insegue una vittima per riuscire a salvarla in tempo avrebbe detto le stesse cose. Strano che un cavaliere templare venga assunto alla maniera di un detective privato per ritrovare qualcuno che doveva essere riportato da chi commissionava la ricerca. Ma non è strano nel caso di Kaspar perché il protagonista è un cavaliere templare esorcista e gli era stato commissionato un ritrovamento di una strega. All’epoca era semplice additare qualcuno di stregoneria per eliminarlo in modo semplice e veloce senza possibilità di replica e magari manipolando le sue confessioni attraverso la tortura. In questo modo si potevano far fuori dei rivali, delle persone scomode, dei testimoni o qualsiasi persona non fosse simpatica a chiunque! In questo caso si trattava di una donna che era stata accusata di aver ucciso un uomo e di stregoneria per la crudezza dell’assassinio e per la malia della sua bellezza. Chiunque diceva a Kaspar di stare attento a quel maleficio perché poteva far cadere il più puro degli uomini. Naturalmente il cavaliere templare sapeva quando la verità veniva arricchita con la fantasia così non si fece sopraffare dalle parole malevoli o benevoli della gente. Il suo scopo era arrivare alla donna per proteggerla. Cosa aveva convinto Kaspar che fosse innocente? Per giunta senza nemmeno incontrarla? Chi aveva ucciso Giuseppe Filangieri consigliere della defunta reggente del Regno di Sicilia Costanza d’Altavilla? Molti erano gli interessi su quel regno e sfortunatamente Federico II di Hohenstaufen aveva appena quattro anni quindi non poteva governare, non ancora i feudi dell’Impero così Marcovaldo di Annweiler fu messo come reggente e proprio lui nella storia descritta dall’autore chiamò a sé il cavaliere templare. L’interessante storia inizia da una indagine di un ricercatore della Facoltà di Storia e Studi Classici della Philipps-Universitat Marburg e da lì il lettore seguirà il viaggio di Kaspar. Una storia che fa rivivere un’avventura ambientata nel medioevo alle prese con un cavaliere templare da una parte e dall’altra con un regno che ancora non aveva l’impronta di Federico II, ma che aveva già il segno svevo a marchiarlo. Una storia che parla della facilità con cui si poteva tacciare chiunque di essere una strega e dell’abilità che si doveva avere per cercare dei difensori per non finire nelle mani sbagliate. Una storia che si fa leggere tutta d’un fiato e che riporta ben tre assassini perché la storia è pregna di narrazioni colme di tensione.

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