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Tra due mondi – Olivier Norek
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Trama

Adam si è lasciato alle spalle la tragedia del conflitto siriano in cui ha strenuamente combattuto. Adesso è solo un migrante che arriva nel campo profughi di Calais, tormentato da un’ossessione: riunirsi alla moglie e alla figlia, fuggite dalla Siria qualche giorno prima di lui. La sua presenza, nella Giungla, si nota subito: non perché sia grande e grosso e con una vistosa cicatrice su un sopracciglio, e nemmeno per la foto di Nora e Maya che mostra senza sosta a chiunque. È per come osserva le cose e le persone che viene subito chiamato military man dal capo dei sudanesi. E a ragione, perché Adam è un soldato, un poliziotto. Se ne è reso conto anche il tenente Bastien Miller, da poco trasferitosi volontariamente in quel fazzoletto di terra da cui tutti vogliono andarsene. Si sono conosciuti in una corsia d’ospedale, una notte in cui nella Giungla è successo qualcosa di atroce, la stessa notte in cui Adam ha capito di non poter restare indifferente di fronte a ciò che accade in quel luogo sconosciuto alla giustizia. Tra i più apprezzati autori francesi di noir, con Tra due mondi, Olivier Norek imbocca una strada impervia, forte della sua scrittura precisa, lucida e aspra come la realtà da cui trae ispirazione. In queste pagine lo scrittore sconcerta e coinvolge il lettore, ne incrina le certezze. E lo trascina in un’indagine poliziesca che parla dei nostri porti e delle nostre città, gli mostra quel che lì palpita e che non sempre vogliamo vedere.

Recensione a cura di Roberto Gassi

Adam Sarkis.

Military man, il suo soprannome nella Giungla.

Poliziotto da più di quindici anni e ora ufficiale devoto della polizia militare del regime di Basharal-Assad.

Con le rivoluzioni arabe, un vento di democrazia aveva soffiato sulla Siria, come in Tunisia o in Egitto, il popolo si rendeva conto all’improvviso che la lotta per le sue libertà era possibile. Ma quel movimento, era stato represso subito nel sangue di migliaia di manifestanti, e il Paese era precipitato nella guerra civile. Approfittando di quella debolezza, al pari di un virus in un corpo esausto, Lo Stato islamico trova terreno fertile per seminare ancora la sua violenza e il suo oscurantismo. Adam aveva deciso di impegnarsi nella lotta, aveva giurato ubbidienza a una cellula ribelle dell’Esercito siriano libero ed era diventato un oppositore del governo facendo l’infiltrato nella polizia militare. Quando tutto sembra precipitare in un abisso decide di lasciare la Siria mettendo in viaggio sua moglie Nora e sua figlia Maya per prime, non rendendosi conto dei pericoli a cui le sta esponendo.

Tre volumi dell’opera completa di Fantomas nascondono i passaporti.

L’appuntamento: la Giungla di Calais, Francia.

La meta: l’Inghilterra.

La Giungla.

Tra un cimitero e una discarica. Tra una foresta e le dune. Battezzata così da migranti iraniani: “la foresta” (jangal in persiano). Ma tutti capiscono “giungla” con la pronuncia inglese. Un malinteso.

La Giungla di Calais, una città portuale del nord della Francia, nella regione dell’Alta Francia, dove gli accordi di Le Touquet (accordi tra Francia e Gran Bretagna siglati nel 2003, con i quali Parigi accettò che la polizia britannica potesse svolgere la sua attività di controllo sulla sponda francese del Canale), collocano il confine tra Inghilterra e Francia. Un tempo rinomata per l’attività commerciale via mare e il turismo, ma ora è stata costretta dagli eventi e dall’inoperosità del governo a divenire un limbo per quasi diecimila migranti (seimila dichiarati), in cui la legge non viene applicata e la polizia non interviene in nessun caso lasciando libertà alla crudeltà che al suo interno si manifesta con omicidi, stupri, soprusi e violenze di ogni genere. In cui i diritti umani e il loro esercizio non sono stati solo obliati ma cancellati. Una tendopoli, dove ogni etnia ha segnato il suo territorio, a cui ogni persona-migrante è approdata fuggendo dall’invivibilità del suo paese, causata da dittature, guerre, fame, e da cui vuole fuggire ancora anelando un futuro in Inghilterra (Youké, per i migranti), l’isola che promette una nuova vita che si trova esattamente di fronte al porto di Calais. Un limbo, perché alle persone-migranti viene dato uno “stato di rifugiati potenziali” e non la condizione completa di rifugiati che comporterebbe che la polizia e lo stato se ne occupassero, così invece li si lascia ammuffire tranquillamente sperando che se ne vadano da soli.

Ma se vogliono la loro Inghilterra con che diritto li tratteniamo qui? domanda Bastien Miller nuovo tenente al commissariato di Calais.

Di fronte alla violenza della realtà, non ho osato inventare. Soltanto l’inchiesta poliziesca è romanzata.Dichiara Olivier Norek, e così come Jade, la figlia di Bastien Miller, si lascia prendere dalla voglia di approfondire, anche l’autore ci propone lo stesso invito, sapere di più su ciò che spinge queste persone-migranti a lasciare la loro casa e a intraprendere un viaggio pericoloso in cui anche la tosse di una bambina (come accade alla figlia di Adam Sarkis) può mettere a rischio la vita di tutti.

Come?

Google è la risposta (anche nel romanzo). Cercate della Giungla di Calais e le immagini che appariranno concretizzeranno ciò che le minuziose descrizioni di Norek hanno prodotto nella vostra mente.

Bastien Miller.

Una figlia adolescente di nome Jade, e una moglie in depressione per la morte del padre con la passione per la fotografia (fotografie in bianco e nero), di nome Manon. Un nuovo incarico: tenente al commissariato di Calais. Un posto per cui si offre volontario per avvicinare sua moglie a sua madre e per cercare una nuova vita e un cambiamento che possa destare sua moglie dal suo stato di apatia e dall’uso improprio di antidepressivi. Una composizione familiare, quella di Miller, in cui Adam Sarkis non ha difficoltà a riconoscere la propria.

Due mondi.

Il limbo in cui i migranti della Giungla di Calais sono come fantasmi, incastrati fra la vita terrestre e quella celeste. Come bloccati fra due mondi. Adam Sarkis, che non smette di essere un poliziotto nonostante il suo stato di rifugiato potenziale e Bastien Miller che si avvale della sua collaborazione e del suo istinto per indagare su due cruenti omicidi commessi all’interno della Giungla e per individuare Ombra, l’uomo che, si diceva, sapeva leggere le anime, un reclutatore di Daesh che cercherà adepti proprio nella Giungla.

Olivier Norek.

Una scrittura precisa e pulita, amara e forte, quella di Norek, che descrive ogni momento indicando luogo e ora in cui si svolge l’azione. Così come minuziosamente è descritto il viaggio che Nora e Maya Sarkis intraprendono per arrivare a Calais. Una storia poliziesca inventata ma ben incastonata in una cruda realtà che coinvolge il lettore destabilizzandone le certezze e facendoci prendere coscienza di quanto ciò che vediamo in televisione o leggiamo sui giornali, che spesso sembra non appartenerci o essere situazioni lontane da noi, in realtà ci toccano da vicino e ignorarle non è la soluzione. Una storia che si percepisce nascere anche dal vissuto dell’autore, come dalla dedica iniziale a suo nonno Herbert Norek, emigrante della Slesia (in polacco: Śląsk. Una regione storica dell’Europa centrale, appartenente per la maggior parte alla Polonia), diventato cittadino francese. Un viaggio di 375 pagine alla ricerca dell’umanità perduta (la nostra umanità perduta), strutturato in cinque parti ognuna titolata a dovere: Fuggire; Sperare; Resistere; Sopravvivere; Sprofondare.

Due ninna nanna suonate tra due mondi: Mad World (versione di Gary Jules), che Jade canta al piccolo Ayman (alias Kali); A vava inouva, che Nora fa ascoltare a sua figlia Maya.

Una storia cucita fra due mondi che ci mostra quanto sottile è il confine che li separa.

Alla fine dovremo fare i conti con tutto quello che abbiamo accettato di fare. E quel giorno, mi rifiuto di vergognarmi.

 

Dettagli

  • Genere: Narrativa.
  • Copertina flessibile: 375 pagine
  • Editore: Rizzoli (30 ottobre 2018)
  • Collana: Rizzoli narrativa.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8817103926
  • ISBN-13: 978-8817103923
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