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Questo libro parla di noi, persone connesse tramite i social network con le parole, forse lo strumento più immediato e potente che abbiamo a disposizione in quanto esseri umani. Eppure, spesso le usiamo in maniera frettolosa e superficiale, senza valutarne le conseguenze. Poiché le possibilità di fraintendimenti, ostilità e interpretazioni distorte dei fatti sono massime laddove non possiamo guardarci in faccia, in rete e in particolare sui social network le parole che scegliamo hanno un peso maggiore, su di noi e su chi ci sta attorno. Infatti oggi la comunicazione sul web appare avvelenata dal bullismo, dalle notizie false e dai continui conflitti. Ci sentiamo intrappolati dall’odio, dalla paura e dalla diffidenza. La verità è che siamo diventati iperconnessi, viviamo contemporaneamente offline e online ed è una condizione complessa, che occorre imparare a gestire. Non esistono formule magiche ma, nel suo piccolo, ciascuno di noi può fare la differenza, curando con più attenzione il modo in cui vive – e quindi parla – in rete: di sé, di ciò che accade, degli altri e con gli altri. La nostra vita interconnessa non dipende, in ultima istanza, dagli strumenti e dagli algoritmi, e nemmeno dai proprietari delle piattaforme: sta a noi scegliere chi siamo e cosa vogliamo in rete. Una sociolinguista e un filosofo della comunicazione, esperti naviganti della rete, ci indicano una delle strade da percorrere per vivere in modo finalmente libero le ricchezze che il web e i social ci offrono: imparando a padroneggiarli senza lasciarcene schiacciare, a decifrarne i messaggi senza farci manipolare, a capire e farci capire attraverso una scelta accorta e consapevole delle parole.
Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello

Un vero e proprio manuale per affrontare indenne il potere di persuasione e di fascinazione del web, in particolare dei social network. Ricco di citazioni si rimane colpiti dalle parole di Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.” Questa frase è di una potenza incredibile, sia perché si condivide lo stesso spazio “degli imbecilli” sia perché troppo spesso si ignora di farne parte. Gli autori, grazie all’uso consapevole delle parole, forniscono gli strumenti per essere “felici in rete”, rendendo gli utenti responsabili grazie al rispetto di regole, esattamente come si osservano le leggi o le regole di convivenza civile. Apprese queste, il viaggio, arduo in principio, diventerà un percorso scorrevole volto a rispondere a una domanda ovvia ma che tale non è, ovvero qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere? Una guida utile a tutti, conoscitori e non dei social.

 

 

 

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