Ti amo anima mia
Una storia vera. Una storia di violenza e di rinascita. L’autrice ne ripercorre le tappe partendo dal fatto più violento, quello dove l’uomo che credeva essere il più importante della sua vita, le mette le mani addosso, rivelandosi per quello che è realmente: una persona altamente pericolosa. Subito dopo va a ritroso nel tempo narrando l’innamoramento, l’assuefazione che aveva di lui, la manipolazione subita e la perdita della propria identità. Una narrazione forte, fatta di sequenze come in un film, dove Najaa si mette a nudo con tutte le proprie fragilità ma anche mostrando un notevole atto di forza, quando decide di riprendersi la vita e la propria indipendenza.
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Questo libro è la testimonianza di una donna che ha avuto il coraggio di denunciare le violenze fisiche e psicologiche di cui è stata vittima durante il matrimonio. Najaa sognava come tutte le ragazze di diventare principessa almeno per un giorno, di sposare l’uomo con cui avrebbe passato il resto della sua vita insieme, dei figli e la felicità ma i suoi sogni sono svaniti, dissolvendosi nel nulla subito dopo il matrimonio. Sajmir da uomo attento e premuroso diventa violento e possessivo tanto che in breve tempo la ragazza comincia a sottomettersi a lui, annientandosi completamente. Purtroppo la storia di Najaa è anche il racconto di tante altre vite: donne che si ritrovano a diventare remissive pur di non perdere la persona che amano. Coppie all’apparenza normali che celano segreti nelle quattro mura di casa. La storia di questa donna è però anche la testimonianza di un riscatto. Najaa trova il coraggio di reagire e di riprendere in mano la propria vita nonostante la strada da percorrere sia tutta in salita e lei abbia cominciato a soffrire di crisi di panico, ansia e depressione. Scritto in prima persona “Ti amo anima mia” é una storia autobiografica e crudele che arriva al lettore come un pugno nello stomaco raccontando di un amore malato che mette le radici e successivamente si sviluppa, diventando una pianticella che prima o poi non ricevendo acqua a sufficienza appassisce morendo. L’autrice è stata a mio avviso doppiamente coraggiosa: da una parte ha trovato la forza di reagire liberandosi dalle catene che lei stessa si era costruita inconsapevolmente e dall’altra ha deciso di mettersi a nudo, descrivendo i suoi ricordi, le violenze fisiche e psicologiche di cui è stata vittima in questo libro di centocinquanta pagine. Sensibile, altruista, empatica e un po’ crocerossina, come lei stessa si è definita, Najaa è anche determinata, una guerriera che nel raccontarsi vuole essere un esempio anche per altre donne perseguitate e abusate affinché tutte abbiamo il coraggio di denunciare i soprusi percorrendo la via di una rinascita

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