Testimone oculare
Harriet Vesterberg ha deciso di lasciare Stoccolma per trasferirsi a Lerviken, un piccolo centro sulla costa della Scania, dove trascorreva le vacanze estive quando era bambina e dove vive ancora suo padre, docente di diritto civile ormai in pensione. Disorientata e amareggiata per una storia d’amore finita male, e convinta che quella parte di Svezia sia il posto più bello del mondo, a trent’anni Harriet spera che il cambiamento possa ridarle l’energia di cui ha disperatamente bisogno. Purtroppo, anche fuori dal grande mondo le delusioni sono dietro l’angolo: alla stazione di polizia locale, dove viene assunta come criminologa, nessuno sembra prenderla sul serio, né la sua capa né tantomeno i colleghi. E neppure lo splendore della natura che la circonda basta a ridarle il buonumore, tanto che comincia a pensare di aver fatto la scelta sbagliata. Ma dopo l’omicidio di una delle donne più in vista del paese, trovata morta in un capannone nel suo podere, Harriet viene coinvolta in un’indagine dai risvolti inaspettati e, passo dopo passo, ha finalmente l’occasione di dimostrare di cosa è capace. D’un tratto, Lerviken sembra aver perso l’innocenza ai suoi occhi, e tutti quei volti che le sono così familiari sin dall’infanzia si trasformano in potenziali sospetti. L’assassino potrebbe davvero essere qualcuno che lei conosce?
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Conosciamo un nuovo personaggio che, lo dico subito, diventerà seriale. Harriet Vesterberg, ha lasciato Stoccolma per tornare sulla costa della Scania, dove ha accettato un lavoro come criminologa presso la polizia locale. Un messaggio della sua capa, in una domenica di fine agosto, la costringe a prendere servizio prima della data ufficiale. L’impatto sia con  la superiore, sia con il crimine non è dei migliori. Il racconto che ci viene proposto si presenta con la tipica struttura del giallo: crimine, indagine, colpi di scena, conclusione dell’indagine, mentre il contorno ci permette di iniziare a conoscere la protagonista. Harriet Vesterberg ha studiato a Stoccolma, dove si è anche formata, ha ottime caratteristiche professionali, una vita sentimentale inesistente, una buona amica, Lisa, che la sprona a lasciarsi andare con la quale comunica attraverso sms. Accettando il lavoro Harriet si è trasferita, provvisoriamente, a casa del padre in un piccolo villaggio dove tutti conoscono tutti e dove lei ha passato le sue estati da bambina. Oltre ai problemi da affrontare con il nuovo lavoro, la protagonista è molto preoccupata per lo stato di salute del padre e teme che possa avere problemi seri. Il fratello, al quale è molto legata, è all’estero per una vacanza e Harriet si trova ad affrontare lo spettro di una malattia degenerativa del padre. Il libro è scritto in prima persona e questo catturando la nostra attenzione, ci permette di indagare con lei. Non scriverò nulla dell’indagine per non rovinarvi la lettura, ho apprezzato i dialoghi, i ragionamenti di Harriet Vesterberg, mi ha molto divertito il suo rapporto con l’amica Lisa, p.es. i messaggi che le due si inviano su un uomo che ha appena offerto un drink a Harriet; “È figo?” scrive Lisa; Harriet risponde: “Di classe, direi. Avrà quindici anni più di me, Giacca e cravatta, e parla da adulto. Però ha il senso dell’umorismo.” “Ah, il tuo genere preferito. Aggancialo subito”, risponde Lisa. E così via.  Il racconto ha un buon ritmo, un’ambientazione interessante e il personaggio principale si presta a ulteriori sviluppi.

Consigliato a chi ama le atmosfere nordiche, a chi è sempre a caccia di nuovi personaggi seriali, a chi ama le donne investigatrici.

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