Terra Alta
Un crimine spaventoso sconvolge una quieta cittadina nel Sud della Catalogna: i proprietari dell’azienda più importante della zona, le Gráficas Adell, vengono trovati morti, con segni evidenti di feroci torture. Il caso è assegnato a Melchor Marín, giovane poliziotto e appassionato lettore, alle spalle un passato oscuro e un atto di eroismo quasi involontario, che lo ha fatto diventare la leggenda del corpo e lo ha costretto a lasciare Barcellona. Stabilitosi in questa piccola regione dal nome evocativo di Terra Alta, crede di aver seppellito l’odio e la voglia di riscatto sotto una vita felice, grazie all’amore di Olga, la bibliotecaria del paese, dalla quale ha avuto una figlia, Cosette. Lo stesso nome della figlia di Jean Valjean, il protagonista dei Miserabili, il suo romanzo preferito. L’indagine si dipana a ritmo serrato, coinvolgendo temi come il conflitto tra giustizia formale e giustizia sostanziale, tra rispetto della legge e legittimità della vendetta. Ma soprattutto Javier Cercas, l’autore di libri memorabili come Soldati di Salamina, Anatomia di un istante, L’impostore, racconta l’epopea di un uomo solo che cerca il suo posto nel mondo, e per questo dovrà lottare e mettere a rischio tutto: i valori, gli affetti, la famiglia, la vita. Una narrazione di assoluta tensione psicologica e morale, che diventa romanzo totale.
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Terra Alta non è una lettura adrenalinica, il ritmo c’è ma è quello calmo di un’indagine che si presenta complicata dall’inizio e di una vita, quella di Melchor MarÍn, poliziotto. La narrazione si svolge a capitoli con salti temporali, si inizia con il racconto del presente e si prosegue nel capitolo successivo con la narrazione del passato del protagonista. Si costruisce così un bell’intreccio e la suspense ci porterà fino alla fine del libro. Melchor (così chiamato perché la madre, appena partorito, lo aveva trovato somigliante ad un re magio), eroe suo malgrado, viene trasferito per proteggerlo da una eventuale vendetta. Fra le varie possibilità, che gli vengono offerte, sceglie la Terra Alta, territorio rurale tranquillo, dove non succede mai nulla. L’impatto con la nuova destinazione è sconvolgente, il troppo silenzio è disturbante tanto che Melchor non riesce a dormire senza prendere dei sonniferi. La vita è semplice, diversa da quella di Barcellona. A Gardesa, diventa un uomo e un poliziotto diverso. Un brutale omicidio scuote la vita tranquilla del paese. Melchor è il primo poliziotto che vede la scena dell’omicidio, la prima che vede da quando è nella Terra Alta. Il caso, per la sua risonanza viene affidato all’Unità territoriale investigativa il cui capo, Gomà vuole Melchor e un altro poliziotto locale  per completare la sua squadra investigativa. Inizia così l’indagine dalla quale vengono esclusi i capi della locale stazione di polizia. Seguiamo le indagini e negli altri capitoli, la vita precedente di Melchor, che riserva qualche sorpresa. Nonostante le sei settimane di indagini serrate, il caso, poiché non si fanno passi avanti, viene chiuso. Melchor prova a convincere Gomà che bisogna andare avanti. Non avrà fortuna, ma prosegue le indagini da solo mettendosi in cattiva luce con i superiori e i colleghi. Quando sembra aver accantonato la sua ricerca della verità, un fatto grave manderà all’aria la sua stabilità, la sua famiglia, a quel punto Melchor si rimetterà ad indagare. Un colpo di scena sembrerà concludere le indagini ma l’autore, Javier Cercas non ha ancora finito con noi lettrici/lettori e ci servirà un finale che ci metterà a confronto con quesiti etici e morali.

Cosa  mi è piaciuto di questo romanzo? Il protagonista e il suo viaggio, la Spagna rurale non turistica, il potere dei libri, delle parole: “La metà dei libri ce la mette lo scrittore, l’altra metà ce la metti tu” dice Il Francese a Melchor, la rinascita di un uomo quando trova le condizioni giuste per cambiare, il suo libro della vita: “I Miserabili”, perché: “ lesse il libro … come se non fosse lui a leggerlo ma il libro a leggere lui”. Melchor che ama e nemmeno se ne rende conto perché non conosce l’amore. Melchor che vorrebbe tanto avere un padre da bambino e da adulto vuole riconoscerlo nell’avvocato Vivales, ma che non gli chiede se lo sia. Le due storie, quella delle indagini e quella personale. La dualità di Melchor che fa cose buone ma anche cose che, come poliziotto, non dovrebbe fare. Storia molto ben scritta, ottima traduzione di Bruno Arpaia, una certezza.

A chi lo consiglio? A chi ha voglia leggere di indagini meno tecniche e molto più deduttive. A chi ha voglia di una storia che consente di ragionare su temi importanti, la giustizia, la legge.

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