Sulle tracce di Jack lo squartatore
È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.
Le indagini di Audrey Rose Wadsworth vol. 1
mdifelice
Blocco dello Scrittore
Marianna Di Felice
Salve a tutti mi chiamo Marianna Di Felice ed ho una passione per la lettura da sempre! Ho dovuto accantonare un po’ la lettura durante gli anni universitari, ma dopo la laurea in Scienze Politiche ho ripreso a pieno ritmo, recensendo e scrivendo articoli su argomenti letterari. Oltre alla lettura sono appassionata di fotografia, montagna, arte e handmade. Ho ereditato la passione per la lettura e anche per la scrittura da mio nonno materno che adorava leggere e scrivere testi dialettali. Grazie a lui ho iniziato a leggere testi dello scrittore Niccolò Machiavelli e del poeta Giacomo Leopardi che ad oggi sono i miei autori classici, italiani, preferiti. Ho intrapreso la via del giallo grazie ai libri della bravissima Agatha Christie. I miei generi preferiti sono il giallo, il thriller, il romanzo storico e il fantasy (genere decisamente sottovalutato rispetto agli altri, ma che vanta autori molto bravi e romanzi interessanti e non sto parlando di Harry Potter). A parer mio un libro per essere interessante non deve avere un finale scontato, anche se il lettore spera sempre che il suo personaggio preferito non faccia una brutta fine; deve avere una scrittura travolgente e non per forza piena di vocaboli altisonanti; deve avere delle descrizioni precise tanto da creare un film nella testa del lettore e non deve essere il solito trito che rimescola libri precedenti o prende fin troppi spunti da altri libri e che non genera forme nella mente, perché un vero lettore potrebbe perdere l’interesse. In un mondo editoriale poco attento spero sempre di trovare altri autori validi oltre quelli già acclarati, per questo motivo spero sempre di leggere tanti libri che possano attirare la mia attenzione e anche quella di altri lettori attraverso le recensioni!

Da molto tempo avevo in libreria questo libro, e gli altri tre, dell’autrice, ma solo qualche giorno fa ho preso il primo per leggerlo ed è stato opportuno farlo perché la storia è decisamente interessante. L’autrice mescola bene la storia vera con il romanzo, d’altronde è normale romanzare se si vuole creare una storia nella storia altrimenti si avrebbe un saggio su uno dei personaggi più discussi della storia. Un cold case ancora aperto che sembra non trovare soluzione, a meno che la soluzione non sia stata insabbiata nell’ipotetica attesa di trovare un capro espiatorio. All’epoca però furono arrestate molte persone giudicate simili o avvicinabili alla figura di Jack, ma nessuna di quelle aveva compiuto quegli efferati delitti! Azioni decisamente esecrabili su donne disagiate, donne che vivevano nell’East End, precisamente a Whitechapel. Una delle zone disagiate dell’Inghilterra vittoriana. Se da una parte c’erano quartieri rispettabili abitati da nobili e alto borghesi, dall’altra c’era la povertà assoluta con donne che non trovavano altra scelta se non quella di prostituirsi per pagare un affitto. Donne che erano cadute in disgrazia e che provenivano anche dall’aristocrazia. Non erano prostitute navigate, ma la disperazione in quello e in altri angoli tormentati della città avvicinavano le persone a vizi che potevano portarle solo in un senso unico dal quale era difficile poi poter uscire. In questo mistery l’autrice fa parlare la protagonista, Miss Audrey Rose Wadsworth in prima persona ed io di solito non gradisco questa forma di scrittura, ma mi son dovuta ricredere, almeno con questa autrice, perché non rende pesante la lettura. Descrivendo in prima persona diventa come una sorta di diario della protagonista, ma l’azione non manca come nemmeno i colpi di scena. Come ogni mistery che si rispetti le azioni seguono un filo che arriva fino alla fine e che porta con sé un enigma da risolvere. In questo caso l’enigma è dato da Grembiule di cuoio, come chiamavano prima Jack, e dagli omicidi compiuti! Gli attori che seguono la soluzione del mistero sono più d’uno. C’è la protagonista, un irriverente personaggio che si avvicinerà a lei, lo zio della protagonista che era un medico legale e la polizia. I personaggi secondari sono anch’essi protagonisti perché in questa storia non ci si può fidare di nessuno e ognuno potrebbe essere Jack. Si era detto che potesse essere un macellaio, da qui l’accezione di Grembiule di cuoio, ma poteva essere un medico o addirittura un medico legale vista la crudeltà perpetrata sulle vittime che rimanevano prive di alcuni organi! Il finale stupisce ancora di più e se il lettore era convinto che Jack fosse un personaggio dovrà ricredersi alla fine perché è nascosto bene. Vivendo i delitti nell’epoca vittoriana il romanzo accoglie delle realtà visibili in quell’epoca. Oltre alla estrema povertà di alcuni quartieri, si parla delle sedute spiritiche che imperversavano nel Nuovo Continente come in Inghilterra, di medium che volevano aiutare nelle indagini su Jack, come realmente successe, ma che non fu ascoltato. Si parla anche del fatto che le donne dovevano essere perfette dame e nulla di più, ma la protagonista non è una da ricamo e pettegolezzi! Si parla di medicina legale in quel periodo come di medicina forense e di tutti gli esami che riuscivano a fare per dare un aiuto in più alle indagini. Inoltre l’autrice alla fine del romanzo ci regala quattro capitoli per conoscere di più il personaggio irriverente di Thomas Cresswell, un ragazzo legato allo zio della protagonista che puntava alla chirurgia. Nel libro c’è anche un riferimento al famoso libro di Mary Shelley scritto settantanni prima e come poteva essere il contrario? Molti medici avranno pensato che il metodo Frankenstein potesse funzionare!

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