Genere:
Spaghetti western. Freak Show – Paolo Di Orazio
Nel cuore delle Marche di fine ‘800, nasce casualmente il Medical Show del dottor Branzini, chirurgo pioniere dell’ortopedia. I suoi trabiccoli e proto-protesi di molle, stecche e tiranti fanno scalpore presso le famiglie di pazienti che pagano profumatamente gli aggeggi correttivi che Branzini progetta e costruisce come un Leonardo dell’ingegneria protesica. Tra le colline fermane, nella sua villa adibita a laboratorio e nella sua clinica, il geniale medico cura e protegge i deformi ripudiati dalla società, o nati nei manicomi, che diventano la sua famiglia di mostri. Odiato e cacciato in esilio, Branzini emigra con la sua carovana speciale con l’intento di farne un’accademia scientifica itinerante. Naufragando nel mare di una New Orleans che già odia gli immigrati italiani, il medico showman miete successi e provoca disastri con la sua compagnia mutante sfidando pistole, risse, odio razziale, patiboli e caccia al mostro, incontrando un destino sfavorevole dal quale pensava di essere scappato.
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Recensione a cura di Marika Campeti

Questo romanzo è stato annunciato dall’autore come l’ultimo horror soprannaturale della sua carriera. Avendo letto negli ultimi tre mesi alcuni dei suoi romanzi, l’ho subito preso, incuriosita dalla trama e dalla originalità che Paolo di Orazio ha finora dimostrato nelle sue opere.

Già dalle prime pagine mi sono accorta che si tratta di un romanzo diverso dagli altri, colmo delle scene agghiaccianti e sanguinarie con cui l’autore è un maestro nel terrorizzare il lettore, ma avvolte da un velo di malinconia che scorre tra le righe fino a esplodere nell’epilogo.

Il protagonista, il dott. Branzini, altri non è che l’autore stesso, calato in panni che gli vestono a pennello, capace di un linguaggio arguto e forbito, di battute sagaci che in mezzo a tanto sangue mi hanno fatto anche ridere. Follia e intelligenza animano le sue idee di progresso e fama, ma l’autore mi ha sorpresa stavolta con dei brevi cammei poetici che parlano d’amore.

Profondità, malinconia, orrore.

I personaggi, con le loro orribili malformazioni, si muovono in questa storia tra azioni violente e pietà che si agita nell’animo di chi legge. Si riflette su cosa voglia dire disumano, su cosa significhi essere mostruosi.

Tra sublimi oscenità e vibrazioni romantiche, le pagine scorrono rapide in una storia che non appare mai scontata né prevedibile.

Ora resta la grandissima curiosità di sapere cosa sta progettando il re dell’horror italiano, dopo questo originalissimo commiato.

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