Genere:
Sound Crime
“Ecco, le storie narrate in questa antologia meriterebbero davvero di essere vissute (più che semplicemente lette) assieme alle canzoni che ne caratterizzano la trama, non tanto quale sottofondo, ma come vera e propria colonna sonora del racconto. Penso proprio che gli autori stessi abbiano idealmente guardato alle canzoni, alla musica che citano, con questo ruolo, quasi a voler far risuonare le pagine nella loro narrazione. E questo è il mio augurio, che queste pagine noir possano colorarvi più che mai la lettura anche grazie alla loro colonna sonora, che, sebbene questo sia un libro, sono sicuro che un po’ di ritmo e qualche frase melodica sapranno richiamare nel vostro animo di lettori.”
Crimini a ritmo di musica

Michele Attanasio, Alessandro Berselli, Cinzia Bomoll, Carmine Caputo, Massimo Fagnoni, Luigi Guicciardi, Riccardo Landini, Lorena Lusetti, Anna Patrizia Mongiardo, Gianluca Morozzi, Francesca Panzacchi, Paolo Panzacchi, Corrado Peli, Davide Pappalardo, Carmelo Pecora,  Paola Rambaldi, Roberto Roganti, Giada Trebeschi.

Sono questi i nomi degli autori che hanno rese preziose le pagine di Sound Crime, l’antologia a cura di Dario Brunetti.

Racconti che non solo si leggono ma si “ascoltano” anche, perché legati da una chiave comune, che è appunto la musica. La colonna sonora di questi racconti è vivida, e conduce il lettore ad ascoltare Vasco Rossi, i Police, Cocciante, De Andrè, De Gregori.

Personalmente, non essendo più “giovanissima” ho apprezzato la scelta musicale che non mi ha fatto sentire persa, anzi, mi ha accompagnata facendosi ascoltare con chiarezza nella lettura delle pagine.

La musica si intreccia con i personaggi diventando protagonista e la particolarità, anzi, direi proprio la forza di questa raccolta, è proprio l’interpretazione diversa che ogni autore ha voluto dare al tema musica+giallo. Ho apprezzato anche le ambientazioni che mi hanno portata in luoghi che non mi sono molto familiari (in fondo un libro è proprio questo: un viaggio senza bisogno del biglietto).

I racconti sono molto diversi tra loro, mescolano thriller, giallo classico, cinismo, ironia, colpi di scena e spargimenti di sangue.

Il racconto finale di Giada Trebeschi “Bella ciao” è una conclusione a effetto di un’antologia che ho gustato pian piano, un racconto alla volta davanti al camino in inverno. All’ultima nota con la parola “libertà” già ne ho sentito la nostalgia.

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