Sangue e limonata – Joe R. Lansdale
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Trama

Hap Collins è solo un ragazzo, ma sa già di essere molto diverso dai bigotti razzisti e ottusi della cittadina in cui è cresciuto. E sa che per ridurli a mal partito non bastano le parole: bisogna usare le loro stesse armi. Anche il giovane Leonard Pine è diverso da quelli che lo circondano: nero, gay e, a sorpresa, conservatore. Nella migliore delle ipotesi, i due formano una coppia improbabile. Finché un giorno, per caso, Hap vede Leonard fare il culo a strisce a una manica di bulli. E capisce che, a dispetto delle apparenze, ha trovato il socio ideale. Con ironia, Lansdale scava nel passato dei due detective più celebri dell’East Texas e compone un mosaico di vicende e personaggi di volta in volta terribili, comici, violenti e nostalgici.

Voce di Roberto Roganti

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Recensione a cura di Pasquale Schiavone

“I cani ti guardano dal basso verso l’alto, i gatti dall’alto verso il basso, ma solo i maiali ti trattano da pari a pari”

Le storie di Hap e Leonard hanno raggiunto un pubblico ampio, abbiamo sempre visto questi due come una coppia di amici ben cementata. Amici che  si prendevano una pallottola, che picchiavano o si picchiavano l’un l’altro; però, magari, non ci siamo mai chiesti: ma da dove viene questa amicizia indistruttibile?

“Sangue e limonata” è, per usare le parole di Joe R. Lansdale, un romanzo “mosaico”, un insieme di storie collegate, che non seguono una linea temporale lineare. È più simile al racconto di due amici che ricordano i tempi passati. È una mossa intelligente da parte di Lansdale, ma è una mossa che funziona?

Il rischio dei prequel potrebbe essere la contaminazione. Se ripercorriamo i film e i libri a cui è stato, in seguito, confezionato un prequel, possiamo dire che non tutti hanno funzionato.

Abbiamo davvero bisogno di conoscere le origini di un personaggio fino dall’inizio della sua esistenza? Nella maggior parte dei casi no, non serve.

Quando Hap e Leonard esplosero sulla scena con la loro avventura d’esordio, “Una stagione selvaggia”, si presentarono come personaggi pienamente formati, e alla fine della storia il lettore era già innamorato della loro caricatura. Il bracciante bianco della classe lavoratrice Hap Collins, incarcerato da giovane per essersi rifiutato di andare in guerra e il veterano del Vietnam (nero e gay) Leonard Pine con gravi problemi di autocontrollo.

Mai accoppiamento fu più appropriato. Noi lettori eravamo agganciati, volevamo di più e nel corso degli anni Lansdale ha realizzato una serie di avventure tra le migliori in circolazione. Sangue e limonata gioca sull’attaccamento che proviamo per questi personaggi, andando a scavare nei loro anni di formazione. Lansdale ci cala in un periodo storico in cui il razzismo era dilagante, la parola “negro” veniva utilizzata spesso, nella sua connotazione negativa. “Sangue e limonata” è una storia forte, che ti catapulta in un vortice emotivo con una abilità che solo un grande autore come Lansdale sa dimostrare.

Dalla commovente “parabola del bastone” legata al bullismo scolastico, alla emarginazione in classe, a quella ancora più toccante che racconta di quando Hap e sua madre aiutarono un ragazzo nero a ritrovare la sua famiglia. Tuttavia, nonostante questo approccio non convenzionale, “Sangue e limonata” si adatta perfettamente alle avventure di Hap e Leonard “da grandi”. Anche qui volano offese, pugni e biscotti alla vaniglia.

A titolo di esempio, vorrei citare l’ultimo racconto: “La quercia e il lago”: in un piccolo appezzamento di terreno con un albero gigante e un laghetto ben fornito, Hap e Leonard erano soliti incontrarsi per parlare, pescare e rilassarsi. Ormai quel luogo è sparito, Leonard non se ne cura, ma ad Hap piace rivederlo nella sua mente di tanto in tanto. Queste storie sono scritte con un occhio attento, un cuore empatico e una conoscenza del territorio che può venire solo da uno scrittore cresciuto in Texas.

Insomma, in conclusione possiamo affermare che “Sangue  e limonata” fa fede al titolo, bilanciando il sangue con il succo di limone: per ogni storia oscura ce n’è una che mostra che c’è ancora luce, amicizia e tanta brava gente in giro.  La scrittura di Lansdale ci fa sorridere ma riesce anche a darci momenti di inesorabile oscurità.  Libro più che consigliato.

 

Dettagli

  • Genere: Narrativa
  • Copertina flessibile:205 pagine
  • Editore:Einaudi (26 marzo 2019)
  • Collana: Stile libero big
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8806235303
  • ISBN-13:978-8806235307
  • Peso di spedizione:281 g

 

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