Risaia Crudele. Quei giorni dell’inverno ’45
“In tempi di guerra la povera gente cerca di sopravvivere alle brutture e alle angherie dei più forti e prepotenti con la forza della disperazione. La fame e la miseria esacerbano il dolore ed esaltano le sofferenze sino all’esasperazione, portando alle estreme conseguenze i sentimenti, le scelte e le azioni. Poi tutto passa e sfuma, si dissolve nella nebbia e sembra sparire… Finché un giorno, una lettera inaspettata riapre antiche ferite e catapulta il pensiero nel vortice torbido del passato. Inizia allora un lungo viaggio nei luoghi (dai vigneti della California alle risaie della Lomellina) e a ritroso, nel tempo, attraverso i labirinti delle gelosie, dei desideri di vendetta e di gesti efferati. In un borgo tenuto ormai in vita solo da un rinomato ristorante e dallo scorrere inesorabile del suo fiume, Lisandro ripercorre con il ricordo quei terribili giorni dell’inverno tra il 1944 e il 1945, quando si consuma la tragedia che segnerà per sempre il suo destino. In un torrido pomeriggio d’agosto, a distanza di più di cinquant’anni da quegli eventi, tra le risaie della sua terra, nel piccolo cimitero di Casoni Borroni, rivivono negli occhi e nei ricordi del vecchio Lisandro le vite di Cristina, don Dalmazio, Leone, Santino, Modesta, dell’allora giovane Lisandro… e di tutte quelle figure che la memoria si è portata via, trasportata dalle acque inarrestabili del fiume Agogna”.
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Recensione a cura di Simonetta Spurio

Ambientazione un po’ inusuale per un noir “moderno”. Ma a pensarci bene cosa ci può essere di più noir di una guerra e, ancor più, di una guerra civile.
La storia raccontata può non essere originale, o meglio già trattata in molti modi, ma in fondo quello che conta sono  le emozioni che riesce a suscitare.
La fatica del ritorno al passato, i piccoli gesti che riaffiorano,  il senso di estraneità e  il peso della colpa amplificano il senso del mistero da svelare.
Ed alla fine tutti rimangono imprigionati nel proprio destino, proprio tutto molto noir!
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