Genere:
Novemila giorni e una sola notte
“Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi…” E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla.
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Recensione a cura di Stefania Tani

Romanzo d’esordio della Brockmole.

Forse pochi lettori amano il genere: un romanzo epistolare, una voce diretta che non essendo filtrata dal racconto giunge al lettore molto più viva .Ambientato tra l’America e l’Europa ai tempi della prima e della seconda guerra mondiale. Il destino che accomuna due generazioni.

La vicenda narra di un legame più forte del tempo e delle distanze, un sentimento che resiste all’oceano e alle bombe dove la parola scritta è galeotta e diviene “pagina dopo pagina” il carburante, il motore, il collante di un amore fatto di speranze, attese, rinunce, desideri, gesti nobili e attrazione. Così come l’inchiostro disegna le pagine altrettanto fanno i pensieri, le confessioni, i segreti, le parole dei protagonisti che cibano e colorano i reciproci sentimenti. L’attesa di ogni missiva è trepidante, l’apertura di ogni busta un dono, il silenzio assume i contorni della paura e del dolore. Le guerre amplificano le sensazioni e dilatano il tempo e lo spazio.

L’autrice, con un linguaggio semplice trasmette le emozioni, i timori, i suoni, i profumi, la passione. Ci fa vivere la storia di Sue e David come fosse la nostra, quasi fosse la sua. Una realtà del passato non troppo lontana dalla nostra.

“Un’appassionata dichiarazione d’amore della parola scritta. Perché una lettera non è mai solamente una lettera.” USA Today

Per gli amanti del genere e per chi crede ancora nei sentimenti veri e profondi.

Recensione a cura di Elisabetta Pioltelli

Dire che questo libro è meraviglioso forse è poco…
Leggendolo mi sono commossa ed emozionata
al contempo
Questa corrispondenza d’oltreoceano in un periodo difficilissimo (siamo durante la prima guerra), nata quasi per caso ma che diventa sempre più intensa fino a quando ti accorgi che forse c’è un sentimento,  sì un forte sentimento… c’è amore… e questo amore ti porterà a vivere problemi… difficoltà… ma ti
condurrà anche a sperare in un futuro migliore…

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