Genere:
Non abbiamo tenuto conto degli zombie – Leonardo Veronesi e Giorgia Pizzirani
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Trama

Il volume nasce dall’incontro tra il musicista Leonardo Veronesi e la scrittrice Giorgia Pizzirani. Partendo dal recente album di Leonardo Veronesi “Non hai tenuto conto degli zombie”, il raccontarsi di Leonardo, vita e carriera artistica, si intreccia con i racconti surreali, ispirati ai testi delle canzoni, che Giorgia crea esplorando sé e gli altri con occhi attenti e indagatori. Il libro, con la prefazione dello scrittore pop underground Gianluca Morozzi, si completa con i testi dell’album e le testimonianze di musicisti e scrittori amici e estimatori dei due autori.

 

Recensione a cura di Stefania Ghelfi Tani

Un libro che non si legge tutto d’un fiato ma che bisogna assaporare a piccoli sorsi come un rosso d’annata.

Non si tratta di una storia, di un romanzo, ma oserei dire della vita di ognuno di noi. Gli Zombie del titolo non sono quelli che immaginate ma sono l’allegoria che rappresenta persone, come me e come voi, che spesso, talvolta o raramente non rischiano, non sognano, non sono. Coloro che non tentano di comprendere, che si lasciano vivere, coloro che non scelgono per pigrizia o per poca forza di volontà, che sono privi di quella curiosità, motore della conoscenza e dell’apertura verso il mondo.

A voi dare un volto e un abito a chi ritenete zombie o a quella parte di voi stessi che potrebbe rivelarsi tale in certi momenti e contesti, di fronte alle paure, alle difficoltà o per superficialità.

Leonardo Veronesi ci regala un insieme di note che armonizza in riflessioni approfondite, in pensieri semplici ma estremamente veri, in ricordi e aneddoti che ci fanno sorridere o immaginarci in analoghe situazioni: cosa avremmo fatto noi?

Il lettore può riconoscersi, trovarsi d’accordo, ragionare sui perché, i come, i quando che ognuno incontra sul proprio cammino.

Giorgia Pizzirani prende a prestito i pensieri e, ispirandosi alle canzoni di Leonardo, costruisce con estro e fantasia brevi racconti. Giorgia è una buona penna, ha una scrittura a tratti cinematografica, si può visualizzare quello che narra e ancora una volta scoprirsi a riflettere.

Tanti e vari sono i temi affrontati:

La musica come un juke box al nostro interno che come gli odori e i profumi ci riporta a ricordi e sensazioni, musica come rifugio o elemento terapeutico esattamente come succede con le attività artistiche quali scrittura, pittura, etc. Musica come fonte di emozione, quella che una volta si cercava, si acquistava nel negozio storico della città e si portava a casa con l’urgenza di ascoltare la puntina solcare il vinile mentre si ammirava rapiti la copertina.

Il talento, la vittoria e la sconfitta, i danni psicologici di chi non ce la fa, di chi non riesce a raccontarsi, a esprimersi.

I punti di vista, il come porsi, la relatività di chi ha ragione e torto, le posizioni nette, la convinzione, l’imporsi, l’egocentrismo, il mettersi nei panni degli altri, l’osservare e il provare a comprendere.

L’omologazione, l’aggregazione, la socializzazione, l’apparire e il coraggio di essere se stessi, di seguire i propri sogni e desideri.

La fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto, di dire una parola in più che potrebbe cambiare gli eventi e il sentirsi fuori luogo, le occasioni perse.

Gli obblighi, i diritti, i doveri imposti dalla società, l’obbedienza, la responsabilità e la forza di cambiare, la ribellione, la libertà.

Le bugie e i segreti, i ruoli che interpretiamo, il venire influenzati da giudizi che noi riteniamo autorevoli, ma lo sono davvero? E la verità, l’autocritica, gli obiettivi da raggiungere, la determinazione, le scelte che implicano limitazioni.

I normali e i diversi, ma chi in realtà si può definire in un modo o nell’altro, in base a quali principi, giusti o sbagliati?

Leonardo Veronesi ci parla dell’esistenza, della quotidianità, delle battaglie, delle vittorie e delle sconfitte, di limiti e di libertà, di chiusura e di tolleranza, di maschere e di genuinità.

In queste righe è onesto, autentico, sincero e spontaneo, e lo si evince anche dalla bella lettera postuma a suo padre.

Giorgia Pizzirani riversa se stessa nei suoi racconti con la giusta fantasia che abbraccia il reale, dando una seconda lettura e una sfumatura alternativa dei temi trattati.

Insieme ci omaggiano del ricordo di un passato che non era tanto male, anzi, di valori spesso perduti, di messaggi che arricchiscono, invitandoci a ponderare su pensieri ed azioni.

 

Dettagli

  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • Editore: La Carmelina (7 Luglio 2017)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8899365563
  • ISBN-13: 978-8899365561
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