Noir in abito da sera
Noir in abito da sera è una raccolta di racconti che porta la firma di undici autrici italiane che si sono contraddistinte con successo nel corso degli anni, con opere appartenenti a un genere narrativo ormai tanto caro ai lettori. L’obbiettivo preciso di questa raccolta è focalizzarsi su un tema che vede la donna la protagonista assoluta, nelle vesti di un commissario o ispettrice di polizia impegnata in un’indagine oppure vittima di un efferato delitto o addirittura spietata assassina. L’importanza rilevante è metterla al centro dell’attenzione affinché gli eventi le ruotino intorno, con delle storie in chiave noir.
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Ho atteso l’antologia “Noir in abito da sera” con trepidazione, curata da Dario Brunetti, una delle colonne del blog Giallo e Cucina, lettore e recensore appassionato, cinefilo. Quando mi ha parlato del suo progetto che Damster ed. aveva sposato in pieno e mi ha rivelato i nomi delle autrici coinvolte la  mia curiosità si è accesa. Mi piacciono i racconti, fanno da intermezzo fra due letture più lunghe, spesso mi accompagnano nei miei spostamenti, o semplicemente per ingannare l’attesa, ovunque io sia. Veniamo al libro, come detto si tratta di un’antologia, 11 racconti, diversi, per stile, contenuti e trame. Brunetti, ha coinvolto in questo progetto 11 autrici, ne è uscito un libro maneggevvole, che ci racconta donne protagoniste, attive, lontane dallo schema “dark lady” donna fatale e spregiudicata. Le protagoniste sono donne comuni che possono essere assassine, vittime, investigatrici, non tutta dolcezza e rassegnazione ma azione, intelligenza, freddezza, pulsioni, istinto. Le autrici coivolte in questo progetto, in rigoroso ordine alfabetico, così come sono proposti i loro racconti nell’antologia: Francesca Bertuzzi, Piera Carlomagno, Mimma Leone, Lorena Lusetti, Chicca Maralfa, Marzia Musneci, Giada Trebeschi, Luana Troncanetti, Paola Varalli, Serena Venditto, Letizia Vicidomini. 

Trattandosi di racconti non voglio rivelare molto della trama perché il rischio di spoiler è enorme, proverò a sintetizzare con qualche parola o aggettivo i singoli racconti. “Lenta cottura” di Francesca Bertuzzi: cucina,  visite, spiazzante, gustoso. “Argia” di Piera Carlomagno: sguardo, attesa, inadeguatezza, personalità. “L’assistente” di Mimma Leone: capacità, merito, gelosia, possesso. “Ossessione mortale” di Lorena Lusetti: indolenza, indagini, minacce, soluzione definitiva. “La suora e il talebano” di Chicca Maralfa: l’acqua santa e il diavolo, mistero, gesto d’amore. “Pietre e polvere” di Marzia Musneci: attrice, maternità, conflitti, gelosia. “La mano di corso Oporto” di Giada Trebeschi: bellezza, promesse, trappola, vendetta. “L’ora del thè” di Luana Troncanetti: mare, lettura, il vecchio, la muta. “La festa del sole” di Paola Varelli: sole, assassina su commissione, conte, infarto. “Fiori d’arancio” di Serena Venditto: sangue, vasca da bagno, indagini, scheggia di vetro. “Seta blu” di Letizia Vicidomini: talento, abito, rancore, vendetta.

Come ricorda Brunetti nella prefazione: “Ogni racconto come ben sappiamo ha una voce diversa, caratterizzato da un tono armonico o incisivo a seconda del genere letterario al quale l’autrice appartiene o si ispira.”  Questi undici racconti hanno toni drammatici ma anche lievi e ironici, scappa anche qualche risata.  Ben vengano storie e protagoniste così.

Ci tengo a ricordare che una parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’associazione SOS Donna di Bologna.

Consigliato a chi ama i racconti, a chi segue le singole scrittrici e a chi, comprando il libro, sa di contribuire al finanziamento di progetti importanti, a chi ha voglia di leggere di donne fuori dagli schemi.

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