Genere:
Nessun luogo è sicuro
Durante un funerale, mentre la folla piange in silenzio nel cimitero di Ragmullin, un grido assordante risuona nell’aria: in una tomba aperta c’è il corpo insanguinato di una giovane donna. La detective Lottie Parker è chiamata a indagare sul fatto.  Quel corpo non può essere lì da molto, e così Lottie comincia a sospettare che possa trattarsi di Elizabeth Byrne, una ragazza scomparsa nel nulla pochi giorni prima. Come se non bastasse, il nuovo capo sembra avercela con lei… Lottie deve fare di tutto per risolvere al più presto entrambi i casi.  Quando altre due donne scompaiono da Ragmullin, la detective e il suo team cominciano a temere che ci sia un serial killer in circolazione. Inoltre, queste sparizioni sono terribilmente simili a quelle di un caso irrisolto risalente a dieci anni prima. Possibile che la storia si stia ripetendo?  Mentre i giornalisti iniziano a interferire con il suo lavoro, Lottie teme che l’assassino potrebbe presto colpire di nuovo. Comincia così una corsa contro il tempo per trovare le donne scomparse, ma il killer è più vicino di quanto lei creda. Che sia proprio Lottie il prossimo bersaglio?
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Recensione a cura di Alice Mignani Vinci

Continuò a correre senza fermarsi, anche se i piedi nudi si infradiciavano di brina. Era convinta di gridare eppure dalla gola non le usciva alcun suono. Andò a sbattere con il gomito contro una pietra; un dolore trascurabile se paragonato alla paura che provava”

No Safe Place: nessun luogo è sicuro. Un titolo da cui sono stata catturata, attratta, sedotta e condotta al desiderio di lettura, poiché ai tempi del Covid-19, ricerco in un libro l’inquieta assonanza col momento storico, e mai come ora, sull’epidermide avverto che, appunto, “nessun luogo è sicuro”. Nell’adrenalinico incipit, una fuga senza speranza di scampare alle mani dell’ennesimo psicopatico con intenti poco rassicuranti, prende il via questo thriller al cardiopalma della scrittrice irlandese Patricia Gibney. Non conoscevo questa autrice ed in effetti ignoravo assai il grande successo della serie dedicata alla detective Lottie Parker (cui diede il via L’ospite inatteso), che rappresenta esponente abbastanza stereotipata delle moderne eroine dei gialli/thriller odierni, con quella caratterizzazione da donna vissuta, ruvida ma sagace che in effetti comincia a risultare stantia e vista decine di volte, ma con personaggi decisamente più riusciti (su tutti, mi viene da ricordare Jane Rizzoli di Tess Gerritsen e la Erika Foster di Bryndza). Urla di terrore in un cimitero, una donna scomparsa e ritrovata sepolta anzitempo, gli ingredienti ci sono tutti, ma saranno sapientemente miscelati? C’è un’atmosfera tetra, nebulosa, che quest’opera riesce a instillare nelle vene del lettore fin dal principio, in effetti il tutto prende il via da una corsa disperata in un cimitero, poi ci viene introdotta una umanità degradata, di bassezze e marginalità sociale. Ciò che rende in effetti di pregevole fattura la storia inscenata dalla Gibney è un peculiare squallore che si dipana e insinua sottopelle dal torbido della sua narrazione e si riflette nella caratterizzazione dei vari attori posti in gioco, nonché nell’ambientazione di una grigia Ragmullin, nella glaciale Irlanda, che fa da palcoscenico alle gesta efferate del maniaco cui dovrà far fronte la scaltra detective Lottie. A conti fatti, Nessun luogo è sicuro si inserisce nella massa dei vari thriller attuali, senza spiccare, né mancando di soddisfare le aspettative del lettore appassionato del genere; purtroppo è un romanzo che non presenta particolare estro nella scrittura, o una originalità di rilievo degna di nota. Si lascia leggere bene, ma pochi giorni dopo averlo concluso, si confonde e immagazzina nella memoria con mille altri suoi affini, così come la stessa Lottie Parker, di cui fatico a trovare tratti distintivi che me la separino dalle altre dure, vissute, aspre e coraggiose eroine in divisa…

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