Recensione a cura di Dario Brunetti
Nel segno di Kafka è il nuovo romanzo di Alessandro Bruni uscito per la Fratelli Frilli editori nella collana Crime.
Protagonista è l’avvocato Andrea Domani Battaglia che ha perso da poco sua moglie Liliana e deve occuparsi della sua unica figlia Camilla e non solo…
Da quel fatidico giorno il legale si era preso un po’ di pausa, il sentirsi abbattuto e smarrito lo aveva allontanato da molti clienti che non si erano rivolti a lui per mancanza forse di fiducia creando in loro dei pregiudizi.
Ma nella vita nulla forse è tutto perduto, infatti grazie a un suo vecchio amico che li preannuncia l’interessamento di un cliente può riprendere la sua attività da professionista; l’uomo in questione è l’ingegnere Merumici, con il quale Domani Battaglia prende un appuntamento per incontrarlo.
L’ingegnere gli affiderà un caso molto delicato. A Praga è scomparsa sua figlia Sonia in circostanze misteriose, ad avvertirlo era stata la sua compagna di appartamento, una ragazza francese di nome Michelle.
Prima della sua scomparsa, Sonia stava preparando la sua tesi di laurea su Kafka.
Domani Battaglia assieme ai coniugi Merumici partirà per Praga prendendo alloggio all’hotel Savoy e incontrando i funzionari dell’ambasciata, i quali sono fermamente convinti che la ragazza si sia suicidata.
Ipotesi che non convince il legale che al contrario crede sia stato messo in atto un vero e proprio rapimento. Non gli resta che abbandonare la teoria del suicidio e indagare recandosi nell’appartamento dove alloggiava Sonia. Eppure l’ipotesi del suicidio riemerge dal momento in cui viene rinvenuto il cadavere di una ragazza somigliante proprio a Sonia.
Sarà davvero lei? Quali sviluppi prenderà l’indagine?
Nello stesso tempo Domani Battaglia riceve dei messaggi cifrati in tedesco in cui al centro dell’attenzione c’è proprio lui, Franz Kafka, ma la calligrafia di quelle lettere riconducono proprio a Sonia.
Estratti di opere dello scrittore si riveleranno degli indizi per portare il nostro protagonista ad attraversare Praga in una corsa contro il tempo per scoprire che fine ha fatto la ragazza.
Nel segno di Kafka è un’opera che combina più generi letterari passando dal giallo psicologico costruito su un gioco a incastri intessuto da dettagli e indizi al ritmo serrato del thriller caratterizzato dalla giusta dose di suspence, di tensione narrativa e di colpi di scena soprattutto nelle battute finali della storia.
Riscopriremo i luoghi della vecchia Praga, nel suo stile barocco e medievale e attraverso il suo fascino oscuro, saremo immersi in un tour alla scoperta di uno dei più grandi scrittori della letteratura mondiale come Franz Kafka.
Kafka e Praga sono legati da un rapporto simbiotico, eppure lo scrittore viveva la sua solitudine come un rifugio ricoperto da quell’aurea mistica che lo portava a creare capolavori come La metamorfosi dove il protagonista è relegato a uno stato di emarginazione nella società moderna, l’opera diventa un viaggio esistenzialista accogliendo il vuoto e l’assenza.
Kafka si è sempre sottratto a una vita che dettasse le regole del gioco, come se fosse un copione da recitare e ha scelto di esserne partecipe solo da spettatore.
I diari citati nell’opera di Bruni saranno qualcosa di molto prezioso e consentiranno ai protagonisti di mettersi sulle tracce di uno scrittore senza tempo in cui le metafore rappresentano i suoi labirinti che intrappolano i personaggi delle sue storie mettendoli in una condizione di alienazione e angoscia.
Praga è la città in cui lo scrittore vi è nato e attraverso il romanzo andremo alla scoperta di quei luoghi dov’è vissuto come il Vicolo D’Oro, la Piazza della Città Vecchia, il Palazzo Kinsky e i caffè letterari.
Il giallo corteggia con garbo ed eleganza la letteratura classica in una città dove l’architettura antica e i vicoli nascondono segreti e leggende, creando un fascino intriso di mistero e storia mescolando bellezza e inquietudine.
Nel segno di Kafka è un’opera originale e di altissima qualità, Alessandro Bruni dimostra il suo grande talento e grazie alle sue ottime capacità di narratore è riuscito a costruire una storia memorabile che concilierà passato e presente.
