Genere:
Naviganti delle tenebre – Carlo Mazza
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Trama

Dopo “Lupi di fronte al mare” e “Il cromosoma dell’orchidea” ritorna il capitano Bosdaves e la sua Bari mediterranea e crepuscolare. L’ombroso carabiniere dovrà indagare sulla scomparsa di Samira, unica superstite della strage di una famiglia etiope risalente a molti anni prima. Nello scenario di un Sud che pare soccombere all’assalto di una criminalità pervasiva, emerge un’umanità che ostenta la propria disfatta: un cinico faccendiere che medita di trapiantarsi a Santo Domingo; una donna perseguitata dall’infelicità e amante di un sanguinario capoclan; un intellettuale tormentato dal desiderio di espiazione. Una vicenda che restituisce una Bari animata dall’epopea migrante e descritta nei suoi giorni più fulgidi, dedicati al culto di San Nicola, emblema di un ecumenico messaggio di salvezza.

 

Recensione a cura di Dario Brunetti

Naviganti delle tenebre è il nuovo romanzo di Carlo Mazza che vede il ritorno del capitano Bosdaves.

Bari è il teatro giusto per mettere in scena uno spaccato della realtà odierna, magistralmente descritta dall’autore, dove una storia come quella di Samira, una ragazza etiope – sopravvissuta ad una strage di matrice politica che ha visto coinvolta l’intera famiglia – è misteriosamente scomparsa.

Si alternano tanti personaggi col loro lato oscuro: Zelda figlia di un ex maggiore e amante di un  pericoloso boss della malavita, Lassandro ex poliziotto colluso che ha deciso di dare una svolta alla sua vita collaborando con la criminalità locale e con la voglia di sparire andando in una città come Santo Domingo, il professor Angelilo tormentato dal suo passato e dal suo segreto.

Poi c’è la parte buona, o meglio dire quella sana, che vuole combattere il male, come il protagonista del romanzo: il capitano Antonio Bosdaves coadiuvato dall’amico Ermanno e dalla seducente Martina.

Le sue indagini porteranno a scoprire cosa accadde di preciso 25 anni fa in quella strage dove è morta la famiglia di Samira, chi sono i veri esecutori materiali, e inoltre capire cosa si nasconde dietro la sua misteriosa scomparsa.

Questo romanzo vuole mettere in risalto la complessità dell’essere, il difficile rapporto di convivenza della razza umana che porta all’odio e al razzismo, ad accettare sempre meno il prossimo.

Una realtà cruda e spietata che non fa sconti in una Bari dove c’è San Nicola, patrono della città che  contempla e vigila dall’alto della sua basilica quei migranti che arrivano lungo le coste, forse sinonimo di  salvezza, e prende atto, una volta insediati, della loro difficile integrazione.

Un poliziesco malinconico in una Bari molto suggestiva per quei vicoli e quel centro storico di rara bellezza. Un protagonista come Bosdaves, una figura duplice nel senso buono del termine: cinica e ostinata quando deve affrontare il crimine, marito esemplare di Irene e padre modello che vede crescere i suoi figli con quel rammarico di non poter stare accanto a loro.

Con una ricostruzione alquanto fedele Carlo Mazza ci lascia un affresco di una città come Bari, Perla del Mediterraneo con le sue problematiche e le sue molteplici insidie. Il suo romanzo ha il dovere di scuotere gli animi della gente e portare messaggi di speranza e di pace, proprio come quelli che il nostro santo patrono ci ha insegnato.

 

Dettagli

  • Copertina flessibile: 227 pagine
  • Editore: E/O (9 maggio 2018)
  • Collana: Sabot/age
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 886632969X
  • ISBN-13: 978-8866329695

 

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