L’ultimo boia – Storia di un Pubblico Giustiziere pentito – Cinzia Tani
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.
L’ultimo boia – Storia di un Pubblico Giustiziere pentito - Cinzia Tani

Trama

Chi è veramente un boia? Quali sono la sua infanzia, le amicizie, gli amori, le ambizioni, i conflitti, le convinzioni? Albert Pierrepoint ha undici anni quando scopre per caso quale sia il lavoro segreto del padre e dello zio. Crescendo decide di seguire la tradizione di famiglia e diventa il Pubblico Giustiziere più famoso della Gran Bretagna, chiamato per le esecuzioni anche in altri paesi del mondo. In venticinque anni ha impiccato circa cinquecento persone ma nel 1956 ha lasciato il suo lavoro perché non credeva più nella pena capitale e ha cominciato a combatterla. Accade quando deve giustiziare Ruth Ellis che, dopo un rapporto d’amore travagliatissimo con il corridore automobilistico David Blakely, lo uccide per gelosia. Per la prima volta Pierrepoint non trova una folla esultante che lo attende fuori dalla prigione ma gente inferocita che vorrebbe linciarlo. Il libro racconta la sua vita intervallata dai casi di cronaca nera più importanti dell’epoca in cui fu lui l’ultima persona a guardare negli occhi i condannati

Recensione a cura di Manuela Baldi

Cinzia Tani con una scrittura lineare, cruda e incisiva, racconta una storia particolare. Anzi, fa raccontare in prima persona a Albert Pierrepoint, inglese, la sua storia. Tani lascia che Albert racconti come cresce, il suo rapporto con la madre e con il padre, delle difficoltà economiche familiari. Figlio e nipote di boia, ha appena 11 anni quando scopre l’attività segreta del padre e dello zio. Crescendo vuole seguire le loro orme e non senza difficoltà ci riuscirà. Diventerà Pubblico Giustiziere. La vicenda personale, intervallata dalle vicende dei condannati e delle condannate, sono 17 le donne giustiziate, è il filo conduttore del libro. Nei ventiquattro capitoli leggiamo la storia dei/delle colpevoli che porta alla condanna a morte. Albert Pierrepoint in ventitré anni ha giustiziato circa 500 persone. È andato anche all’estero, eseguendo le condanne a morte di alcuni nazisti, diventando oltremodo famoso in patria. Nel 1956, eseguendo la condanna a morte di Ruth Ellis, all’uscita dal carcere la gente non acclama più il boia e le esecuzioni, anzi Albert quasi rischia il linciaggio, un percorso si è compiuto, la sensibilità mutata, Albert dà le dimissioni. Nella sua biografia scriverà: …“Io credo che nessuna delle centinaia di esecuzioni da me effettuate abbia mai agito da deterrente per un crimine. La pena capitale, a mio parere, non risolve nulla, soddisfa soltanto un desiderio primitivo di vendetta.» Il libro è diviso in capitoli e per ognuno di loro viene raccontata la storia criminale che li porta all’esecuzione.

È un libro che non lascia indifferenti, da una parte il racconto della normalità delle esecuzioni, Albert Pierrepoint non è un assetato di sangue, esegue le condanne, dall’altra l’orrore che suscita la pena di morte, in mezzo crimini efferati, senza giustificazione. L’autrice non giudica, racconta una storia e permette a chi legge di formarsi la propria opinione. Per come è stato scritto e per come è trattato l’argomento mi sento di dire che Cinzia Tani ha fatto un ottimo lavoro.

Segnalo la postafazione di Sergio D’Elia, di Nessuno tocchi Caino, che spiega il significato dell’azione dell’associazione … “L’unica risposta creativa, che ci eleva tutti al livello della coscienza orientata ai valori umani universali, è parlare al male con il linguaggio del bene, all’odio con il linguaggio dell’amore, alla forza bruta della violenza con la forza gentile della nonviolenza. Questo vuol dire Nessuno tocchi Caino.

Consigliato per il tema trattato, per le riflessioni che suscita e per lo stile narrativo che mescola alla storia personale, la Storia.

Dettagli

  • Genere: Narrativa
  • Copertina flessibile: ‎
  • Editore: ‎ ‎ Vallecchi Firenze (4 novembre 2021)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: ‎ 888252132X
  • ISBN-13: 978- 8882521325
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