Genere:
Lui dorme e altri racconti – Emanuela Esposito Amato
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Trama

Racconti di donne in bilico. Alla ricerca di sé stesse, di una dimensione di equilibrio in cui l’altro diviene elemento centrale per raggiungere la consapevolezza di sé. Sorelle antagoniste tra determinazione e confusione, voglia di emergere e bisogno di nascondersi. Amiche che si usano a vicenda, forse in modo inconsapevole. Racconti di ossessioni e depressioni, di famiglie disfunzionali e di rapporti difficili. Racconti di cibo, troppo cibo, subdolo “alleato” che si offre a colmare i vuoti dell’anima. E la musica a ricordare a una giovane pianista il senso della vita. E l’amore e l’assenza di esso. Il dolore, la rinascita che passa attraverso una vendetta che dà la forza di andare avanti a chi forse l’aveva persa.

 

Recensione a cura di Marika Mendolia

L’opera in questione esprime con spiccata sensibilità introspettiva una serie di realtà contrastanti dai toni meticolosamente pregnanti. Sono molteplici le tematiche affrontate con abilità dall’autrice. Si parla di disturbi alimentari, in questo caso di bulimia nervosa che viene malevolmente affrontata dalla protagonista del primo racconto, per l’appunto intitolato “LUI DORME”. La narrazione si apre di sottecchi con una visione notturna in cui una madre, in piena notte, si sveglia e silenziosamente, quasi con fare paranoico cercando di non emettere il minimo sonito, si allontana dal talamo nuziale. Si dirige sempre silenziosamente in cucina, indirizzandosi con estrema velocità in direzione dell’albero di Natale e scartando con estrema sveltezza il panettone artigianale,divorandolo con foga. Ma sentendosi ancora insoddisfatta, apre il frigorifero e ingurgita ancora dell’altro cibo, con la paura che il proprio coniuge possa svegliarsi di soprassalto e sorprenderla in flagrante. La donna affronta giornalmente un disagio psicologico, dovuto alla perenne indifferenza da parte dell’uomo che ama.

Il non amore da parte del marito l’ha spinta a rifugiarsi nel cibo, l’unica valvola di sfogo che in parte la soddisfa, ma che dall’altro lato dello specchio la catapulta in un tunnel oscuro, dove il suo stile alimentare rappresenta un deleterio danno per se stessa. Personalmente posso dire che questa storia mi ha davvero molto colpita, l’autrice è riuscita a coinvolgermi pienamente, in quanto mi sono rispecchiata molto nella protagonista, essendo che in passato, durante la mia fase adolescenziale, sono stata affetta da disturbi alimentari.

Un’altra tematica espressa e ben concretizzata è quella dell’insicurezza. Chi non si è mai sentito insicuro in questa società che ci pone continuamente di fronte a delle prove ben complesse da superare; credo un po’ tutti. Infatti un altro episodio che mi ha davvero colpita, è stato quello della talentuosa pianista, intitolato “Rapsodia”. In questo testo troviamo un’intensa preminenza descrittiva. La protagonista della storia è una donna ben dotata musicalmente, ma che per uno strano scherzo del destino, affronta la propria passione con estrema insicurezza, annullandosi come talento e dedicandosi in maniera insoddisfacente all’insegnamento. Ma il lettore percepisce benissimo che Milena è destinata a ben altro, ed è quello che purtroppo lei non riesce a concepire di se stessa. A causa di un passato contornato da un blocco emozionale, lei ha deciso di non esibirsi più, tagliando i ponti con il suo spiccato dono musicale . Ma il passato tanto contrastato, tornerà a bussare alla sua porta, quasi come un messaggero divino … Starà a lei scegliere se combattere il suo demone, in questo caso rappresentato dalla costante agitazione che colpisce   le sue affusolate dita da artista, trasformandole  in blocchi di ghiaccio,oppure riuscire finalmente a sconfiggere questa eterna insicurezza di non essere all’altezza e quindi  rimettersi coraggiosamente in gioco.

Un altro argomento magistralmente affrontato è il sacrificio. Il sacrificio di una madre per l’immenso talento della figlia. La donna lavora faticosamente tutto il giorno per poter coprire il costo dell’esame artistico di danza, il Pas d’adieu. La madre riuscirà a saldare il conto per far sì che il sogno della propria bambina si avveri.

Queste narrazioni mi hanno fatto davvero molto riflettere,accompagnandomi in questi giorni tristemente deleteri per la situazione che stiamo affrontando socialmente, anche a livello psichico-emozionale. Le varie esistenze descritte dalla scrittrice,mi hanno offerto,ma soprattutto donato speranza. Una speranza ben circoscritta ed indelebile, una sensazione sempre presente, che ti sprona ad andare avanti,affrontando ogni ostacolo che inizialmente potrebbe mostrarsi come un immenso invalicabile muro, ma che poi magicamente riesci a superare senza nemmeno accorgertene ….Trasmettendoti quell’impeto di felicità che fortunatamente non è mai sparito, ma il quale si era soltanto celato nella parte più recondita del tuo essere e che attendeva il momento giusto per riemergere e tornare a vivere, come una maestosa fenice che si rigenera dalle proprie ceneri.

Ringrazio la premurosa autrice per avermi donato un sogno in cui credere ancora, convincendomi    fermamente a viverlo con immensa bramosia.

 

Dettagli 

 

  • Copertina flessibile: 125 pagine.
  • Editore: Homo Scrivens (30 gennaio 2020)
  • Collana: Direzioni immaginarie.
  • Lingua: Italiano
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