Lo sguardo altrove
Un’indagine scomoda, impegnativa, sofferta, per chi, come il Maresciallo De Scalzi, va alla ricerca del colpevole di un crimine spesso sottovalutato… “Il bullismo è molto di più: è doversi guardare sempre alle spalle, è sentirsi braccato da tutti anche e soprattutto da chi guarda, ma fa finta di non vedere”. La giovane età non preserva dal male: la scomparsa di un ragazzo di soli sedici anni svela uno scenario di violenza nascosta tra i banchi di un Liceo scientifico genovese; in un luogo dove la cultura dovrebbe condurre alle più alte virtù e insegnare un modo per diventare grandi, Federico si è scontrato con tutt’altro destino. In questa terza indagine Massimo De Scalzi, affiancato dal giovane Maresciallo Mancini e dalla psicologa dell’Arma Elisa Valeri, dà prova di grande empatia, pur essendo lui stesso tormentato da situazioni personali in sospeso.
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Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Recensione a cura di Paola Varalli

Dopo La dolce morte e Anna con tutti questo talentuoso binomio ligure, targato Frilli, ci confeziona un noir a sfondo sociale: una storia incentrata sul tema del bullismo, che vede tra i protagonisti un gruppo di liceali problematici, dotati di genitori non sempre all’altezza del ruolo.

“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza far nulla” così pensava Albert Einstein e, non a caso, questa emblematica frase è la citazione che le autrici scelgono di inserire in prima pagina, seguita da una dedica piuttosto singolare che vi invito a leggere, una dedica ai colori della vita che, personalmente, ho trovato molto poetica.

Il giusto equilibrio fra colpi di scena, episodi a tinte forti, temi scottanti e denuncia sociale fa di questo noir un’interessante scoperta per chi non conosce la penna di Alioto – Repaci e un felice ritrovamento per chi ha già letto le precedenti avventure del Maresciallo De Scalzi. D’altronde, da uno che ha un cane che si chiama Coco Chanel… qualcosa di particolare ce lo possiamo anche aspettare. E lui, Massimo De Scalzi, tra la mamma Lucia che sforna torte e la fidanzata Costanza, che definirei un bel peperino, qualche gatta da pelare se la ritrova, non solo sul piano dell’indagine (per espletare la quale avrà bisogno di tutte le sue doti di empatia). Infatti è un ragazzo giovane che sparisce senza traccia e questa sparizione dà la stura a segreti e violenze sotterranee di cui molti sono a conoscenza e che nessuno osa confessare.

Il racconto è in terza persona al passato, la scrittura scorrevole e ben organizzata, la trama accattivante; sebbene le autrici non siano inclini al turpiloquio (De Scalzi ci ha abituato all’espressione “Non rompetemi i cristalli”) qualche volgarità nel lessico si è di certo resa necessaria per dare credibilità ai dialoghi giovanili.

In definitiva, un noir piuttosto godibile, un tema scottante e molto attuale trattato con perizia e una Genova sempre splendida, anch’essa tra i protagonisti.

Ottima e consigliata lettura, sotto l’ombrellone e non solo.

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