Genere:
L’ipnotista (The Hypnotist)
Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l’8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassinovuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito…
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Quando termini la lettura di un tomo da quasi 600 pagine, se hai letto un bel libro, le sensazioni che hai sono differenti da quelle che ho avuto io. Tanto rumore per nulla. Come spesso avviene, un libro circondato da numerose attenzioni o (raramente) le merita o (più spesso) è un flop. Ebbene il romanzo di esordio dello scrittore Lars Kepler (pseudonimo per una coppia di scrittori) è quello che potrebbe definirsi uno pseudo-thriller. E’ un libro che non decolla mai, monotono, in cui le cose che avvengono sono umanamente incomprensibili. Se all’inizio ti chiedi poi qualcosa sui protagonisti, dopo 600 pagine non sai assolutamente nulla. L’architettura su cui si basa il romanzo non regge, lo sforzo di seguire le vicende e contestualizzarle risulta infruttuoso e persino un flashback dopo 400 pagine di circa 100 pagine, invece di sollevare il lettore, lo getta nello sconforto più assoluto. Sfogli le pagine alla ricerca di quel colpo di scena che (ahimè) non arriverà mai. Tue stelle perché la tecnica narrativa c’è e nonostante lo sconforto finale, ho portato a termine la lettura del romanzo senza fatiche immani. Per inciso, nel romanzo appaiono una 70 di nomi di personaggi – comparse di cui si fa veramente fatica a tenerne traccia.

Chi si è perso l’esordio del sostituto commissario Jonna Linda datato ormai un paio di anni fa, non abbia fretta di recuperare il tempo perduto : francamente non è necessario.

Votazione : 2/5

 

Book description :

In the frigid clime of Tumba, Sweden, a gruesome triple homicide attracts the interest of Detective Inspector Joona Linna, who demands to investigate the murders. The killer is still at large, and there’s only one surviving witness—the boy whose family was killed before his eyes. Whoever committed the crimes wanted this boy to die: he’s suffered more than one hundred knife wounds and lapsed into a state of shock. Desperate for information, Linna sees only one option: hypnotism. He enlists Dr. Erik Maria Bark to mesmerize the boy, hoping to discover the killer through his eyes.

 It’s the sort of work that Bark has sworn he would never do again—ethically dubious and psychically scarring. When he breaks his promise and hypnotizes the victim, a long and terrifying chain of events begins to unfurl.
An international sensation, The Hypnotist is set to appear in thirty-seven countries, and it has landed at the top of bestseller lists wherever it’s been published—in France, Holland, Germany, Spain, Italy, Denmark. Now it’s America’s turn. Combining the addictive power of the Stieg Larsson trilogy with the storytelling drive of The Silence of the Lambs, this adrenaline-drenched thriller is spellbinding from its very first page.
Review :

When you finish reading an almost 600 pages tome, if you’ve read a good book, the feelings aroused should be slightly different from those I had at the end of this book. “Much ado about nothing”. As often happens, when a book is claimed as a sensational reading  too often is a bad choice.Well, the debut novel of writer Lars Kepler (a pseudonym for a Swedish couple) is what might be called a pseudo-thriller. It’s a book that never took off, monotonous, where things that happen are humanly incomprehensible. One terrifying aspect is that after 600 pages you don’t know almost anything about main characters. To complete to picture also the dialogues result unrealistic and the plot is straight, no red herrings no plot twist at all. After 400 pages Kepler decided to add a flashback of about 100 pages that almost knocked me down.Two stars because the narrative technique is good and I managed to finish reading the novel without huge efforts (at least) . Incidentally, in the novel appear almost  70 names of characters (named once and never again) which gets really hard to keep track.

To those who missed the debut of the deputy commissioner Jonna Linda dated now a couple of years ago, You don’t need to hurry to catch up: frankly is not necessary.

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