Ho faticato per arrivare alla fine ma non perché il libro sia brutto. L’idea di quel povero capro espiatorio chiamato Aiden Bishop è molto creativa e di fantasia sfrenata. Sapere che, ogni giorno per otto giorni, Aiden si debba risvegliare in un nuovo corpo e rivivere la morte di Evelyn è essere cattivi e Turton lo è. La storia di per sé è molto carina e non si fa fatica a seguirla nonostante i tanti personaggi che ruotano attorno ad Aiden e alla festa, perché in ogni caso ricomincia sempre d’accapo. Aver messo il protagonista nei panni di diversi co-personaggi protagonisti, con i loro corpi diversi, e caratteri opposti al vero attore principale, che si ritroverà a scontrarsi tra il suo volere e quello del corpo in cui è incarnato in una determinata giornata, risulta essere molto “umano”, ma ci sono tante pagine (più di un centinaio) delle quali si farebbe volentieri a meno, perché risultano essere solo una ripetizione e non un in più alla storia. Solo alla fine si svela chi (forse) ucciderà veramente Evelyn e se Aiden riuscirà a liberarsi di questa villa immersa nei boschi oscuri, se i vari protagonisti secondari moriranno, se saranno tutti colpevoli diretti o indiretti nella storia, se ci sarà una morale o no.
In conclusione, l’autore ha creato un gioco di ruoli, con attori tutti completamente diversi e contrastanti. in un unico ambiente esterno e un unico ambiente interno, aggiungendo descrizioni dettagliate e piuttosto realistiche. Ha saputo dare quel pizzico di mistero in più, parlando del paranormale e di personaggi mascherati carnevalescamente, a ricordo di eventi storici piuttosto cruenti, come il medico della peste. Però sì, ho faticato ad arrivare alla fine, perché si rivive in continuazione la stessa storia, seppur con occhi diversi.

