Genere:
Le lacrime di Dio
È la mattina di un freddo Natale. Andrea si sveglia nel suo letto. Il lato dove dorme Anna, sua moglie, è vuoto. Anche la camera di sua figlia Martina è deserta; il piumino è sul pavimento. Oltre a lui ci sono solamente Nemo e i suoi insistenti miagolii. Nel salone della loro bella casa, addobbato a festa, ogni cosa è al proprio posto. Sotto il grande abete adorno, i pacchi messi lì la sera prima sembrano essere scomparsi nel nulla. Tutti. Tranne uno. Fissato al nastro c’è un biglietto, e sul biglietto c’è il suo nome. Andrea scarta il pacco. Da questo momento niente, per lui, sarà più come prima.
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Questo breve romanzo di Fabio Mundadori fa leva sin dall’inizio su una delle paure più grandi: la minaccia incombente che pesa sulla testa di qualcuno che amiamo.

Il protagonista, Andrea, si vede sottrarre dalla quotidianità sua moglie e sua figlia, e capisce sin da subito che la partita che sta giocando per salvar loro la pelle, non è contro dei principianti, ma dei professionisti del settore.

Andrea riceve ordini e non può fare a meno di obbedire a chi sta pilotando il gioco, perché la posta è troppo alta. Una delle capacità sfoderate da Fabio Mundadori in questo romanzo è stata quella di far entrare subito il lettore nel fulcro del dramma, permettendo una immedesimazione istantanea. Io cosa avrei fatto al posto di Andrea? Il rischio di perdere le persone amate è troppo, per questo si empatizza con Andrea, tifando per lui, anche se ciò che gli viene chiesto per salvare la moglie e la figlia è al di là del confine della legalità, e anche dell’umanità.

Andrea è un personaggio tutto d’un pezzo, forte, determinato, che non spreca fiato e si muove senza timore per raggiungere l’obiettivo finale.

Ad alleggerire il carico di Andrea, e anche del lettore che viene sopraffatto insieme a lui dagli eventi, un personaggio femminile interessante, che spero di incontrare ancora tra le pagine: la vicequestore Valeria Primavera.

Come donna sono rimasta positivamente affascinata da lei, non una superdonna, bella e dannata, ma una donna al termine della sua carriera, pronta al pensionamento ma fedele al suo incarico fino all’ultimo. Valeria non si tira indietro, anche se potrebbe delegare il suo successore e alleggerire gli ultimi giorni di lavoro. Insieme alla sua squadra deve fare luce sulla sparizione delle due donne e sul coinvolgimento di Andrea nella vicenda.

Il ritmo narrativo usato da Mundadori è veloce e serrato, al pari dei piedi di Andrea che seminano le forze dell’ordine in una corsa disperata. Le pagine scorrono come acqua mentre si leggono, si ha voglia di arrivare alla fine per capire cosa succede.

Il finale aperto lascia uno spiraglio che fa sperare in un’altra storia che coinvolge gli stessi personaggi.

Un appunto sull’edizione: Sette Chiavi ha creato questa collana economica davvero gradevole. Il libro è formato borsetta, versatile e si porta ovunque. Un prezzo basso che invoglia l’acquisto, ma mantiene comunque un’ottima qualità nella carta e e nella stampa della copertina.

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