Genere:
Le congiunzioni della distanza – Mimma Leone
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Recensione a cura di Gino Campaner (Gino dei libri)

Difficile catalogare questo romanzo di Mimma Leone. È come se fosse composto da più libri diversi tra loro.

Forse l’indicazione migliore ci viene dal titolo: “Le congiunzioni della distanza”. Quella distanza che tiene separate due terre, due famiglie, due culture pur unite dal ricordo.

L’autrice ama definirlo un thriller di formazione riunendo due generi difficilmente associabili ma che danno bene l’idea di cosa ci apprestiamo a leggere. E allora proviamo ad analizzare questa definizione.

“Thriller” perché alla base di tutto c’è la scomparsa di Anna. che era stata come una sorella maggiore per Ginevra nel periodo in cui aveva vissuto in Puglia con la famiglia.

“Formazione” perché racconta i vari momenti dell’amicizia delle due ragazze, il loro crescere insieme, i piccoli segreti condivisi e poi il distacco.

Ginevra torna a Venezia, diventa antropologa, scrittrice e docente universitaria. Ma la ferita mai sanata della separazione verrà riaperta da quella notizia sentita al tg. Un suo conoscente, poliziotto a Brindisi, gliene darà conferma, invitandola poi in Salento perché possa contribuire alle ricerche.

Decide così di partire per tornare nel paese della sua infanzia con tutto il carico di ricordi. Tornano alla memoria i momenti trascorsi con Anna e i suoi genitori sempre accoglienti e allegri, così diversi dai suoi.

Un romanzo introspettivo, difficile da raccontare ma emozionante da leggere, che offre continui spunti di riflessione.

Un testo che regala momenti indimenticabili attraverso una scrittura lieve ed evocativa che scava nell’animo di una protagonista, che sta imparando, suo malgrado, ad affrontare la vita con determinazione. La figura di Ginevra ti rimane dentro. Libro ben scritto che consiglio perché racconta con semplicità di amore, amicizia e fragilità umane.

 

 

Trama

La storia di Ginevra, affascinante antropologa, inizia da un balcone che si affaccia sulla laguna veneziana. La vita di Ginevra ruota attorno al lavoro e al rapporto mai risolto con Davide, l’ex compagno, mentre le lettere di Anna Palumbo, amica d’infanzia, rappresentano il filo indissolubile che la trattiene a un passato mai dimenticato, nel Salento assolato degli anni Settanta. Ma un giorno è proprio dal profondo Sud che irrompe la telefonata di Antonio, poliziotto e vecchia conoscenza di Ginevra: Anna è scomparsa nel nulla. Gli unici indizi sembrano partire dalla Baia del Diavolo, uno dei luoghi più misteriosi delle coste salentine. Le congiunzioni della distanza è la somma di più romanzi: un giallo, una storia di formazione, un memoir. Un viaggio verticale dentro gli snodi della mente umana, un’analisi spietata del rapporto che può legare due donne, un’immersione corale nelle lacune e nei vuoti che solo il tempo può generare.

 

 

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