Genere:
L’arminuta  – Donatella Di Pietrantonio
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Trama

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a sé stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

Recensione a cura di Elio Freda

Con L’Arminuta, Donatella di Pietrantonio ci regala una storia difficile da dimenticare. Già sostenere lo sguardo della ragazza ritratta in copertina (opera della fotografa russa Anka Zhuravleva) non è semplice: è uno sguardo profondo, che attraversa, ci si sente osservati dentro.

L’arminuta è la storia di una fine e di un nuovo inizio. La fine della vita che la giovane protagonista conosceva e che credeva le appartenesse: una vita agiata, la possibilità di coltivare passioni come la danza, il nuoto, una casa confortevole, una stanza tutta per lei. Tutto questo finisce quando, in un pomeriggio assolato di agosto del 1975, l’arminuta viene riportata a casa, la sua vera casa, perché la sua famiglia naturale la rivuole indietro: la scoperta che chi credeva essere i suoi genitori, in realtà, erano zii.

La protagonista dovrà così inserirsi nella (sua) nuova famiglia, quella che non ha mai conosciuto, così distante per cultura, condizioni economiche e tutto ciò che ne consegue. Un contesto difficile in cui regna miseria e povertà, dove dovrà imparare a difendere addirittura il cibo.

A farle da Mentore in questo nuovo contesto sarà la sorella Adriana, una bambina opposta a lei e con cui durate la storia riuscirà a creare complicità, assottigliando pian piano la distanza iniziale.

L’arminuta è una storia in cui finisce l’innocenza e inizia l’adolescenza, un viaggio alla scoperta della propria identità e del proprio corpo in un contesto familiare che si presenta ostile: uno dei passaggi più complessi della vita da vivere nel peggior contesto possibile.

Un romanzo che scorre via velocemente, pagina dopo pagina, che come una calaminta attira il lettore lentamente sempre più dentro le pagine della storia; senza accorgersi, dall’osservare una scena, si scivola pian piano nella scena. Si crea un legame empatico con tutti i personaggi, non solo con la protagonista.

L’uso del dialetto per rimarcare le differenze, evidenziare le distanze che pian piano si sgretolano a discapito di un crescente senso di appartenenza e la costatazione di riuscire ad imparare anche da chi si ritiene l’ultimo insegnante possibile.

Da un lato un passato che pesa sulle spalle come un macigno e dall’altro la prospettiva di un futuro incerto. La frustrazione per la negazione di un diritto acquisito si attenuano man mano che i dettagli della storia vengono a galla; i gesti assumono un significato diverso, chiariscono sentimenti che si celano dietro un abbraccio mancato, un orgoglio nascosto, un desiderio represso e un amore incapace di trovare la giusta espressione.

È una storia dura, ma allo stesso tempo piena d’amore quella che L’Arminuta ci regala; consiglio la lettura di questo romanzo a chi ha voglia di respirare i profumi e le atmosfere di un tempo che sembra essere così lontano e di vivere un territorio, quello dell’entroterra abruzzese, che la penna dell’autrice trasmette in maniera impeccabile.

Dettagli

  • Editore ‏ : ‎ Einaudi (5 febbraio 2019)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 176 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8806239848
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8806239848
  • Genere: Narrativa
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