La vanità dei pesci pulitori – Matteo Monforte
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

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Trama

Vi è mai capitato di svegliarvi da soli, all’improvviso, nella camera di uno squallidissimo albergo ad ore, alle dieci del mattino, vestiti da prete, con la testa che vi esplode, una bottiglia di gin vuota per terra, segni evidenti di sniffate di cocaina sul comodino, un film porno in pausa nello schermo della piccola tv, alcuni preservativi aperti e non avere la minima idea del perché siate finiti lì? Ecco, a Martino Rebowsky (trombettista grasso, pigro, sfacciato, irritante, ubriacone e misogino) sì. Toccherà quindi a lui ricostruire, pezzo per pezzo, quella incredibile nottata di cui non ha il minimo ricordo; solo così potrà riuscire a scoprire che fine ha fatto Camilla, la ragazza che era con lui e della quale nessuno ha più tracce da dopo quella sera. Come un grasso segugio, Rebowsky – aiutato dalla sua amica Marilù, metropolitana eroina naif – si mette sulla pista che lo porterà a ricomporre quel surreale puzzle di cui si trova involontariamente tassello. Ed è così che tra musicisti paranoici, scorbutici gestori di locali notturni, ballerine di lap dance, preti dalla dubbia moralità, pusher marocchini, prostitute sudamericane, ricche signore annoiate della Genova “bene”, artisti dal dubbio talento, “incensiste” senza arte né parte, ubriaconi corrotti e poeti sgangherati, Martino arriverà a sbrogliare un’intricata matassa di equivoci e fatti strani, fino a quando un cadavere si intrometterà all’improvviso nell’indagine, cambiando tutte le carte in tavola.

Voce di Dario Brunetti

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Recensione a cura di Dario Brunetti

Una lieta sorpresa e una splendida novità approda in casa Frilli, sto parlando del brillante Matteo Monforte, un autore tutto da scoprire, con il suo romanzo “ La vanità dei pesci pulitori”.

Ma chi si considera un pesce pulitore a dir poco vanitoso? Beh questo non posso dirvelo, lo lascio scoprire a voi lettori!

Intanto focalizziamo l’attenzione sul protagonista di questo romanzo, visto che la storia ruota intorno a lui; sto parlando di Martino Rebowsky, di padre polacco, da non confondere con Pascoski, perchè quello era Francesco Nuti.

Martino Rebowsky, personaggio fuori da ogni schema, è un pachiderma di un metro e novanta per centotrenta chili, dal carattere irriverente e sopra le righe.

Nonostante la mole e la pigrizia alla Nero Wolfe cerca, al contrario dell’ investigatore montenegrino, di fare “il figo” con le donne e la maggior parte delle volte ci riesce, anche se si comporta da vero burbero. Dedito all’alcol, fumatore di spinelli e consumatore di film porno ha insospettabilmente un lato artistico: suona la tromba jazz nei locali notturni di Genova.

Ricordiamo però che questo romanzo è un giallo e infatti non manca il cadavere di una ragazza, trovato in un fossato sui monti del Righi.

Ma in tutto questo Rebowsky che cosa c’entra?

C’entra, poiché pare che durante una notte di bagordi, lo stravagante Dongiovanni si sia portato in camera proprio la ragazza in questione. E qui la situazione si complica notevolmente: Martino si deve tirare fuori da un bel pasticcio, perché al risveglio dalla notte burrascosa di sesso e droghe varie, Rebowsky non ricorda nulla. Diciamo che prima di improvvisarsi investigatore deve mettere in ordine i tasselli di un vero rompicapo.

La vanità dei pesci pulitori è un giallo permeato di comicità e divertimento puro, costruito su un personaggio esilarante che, ben lungi da essere uno stinco di santo, riuscirà a conquistare la simpatia del lettore.

Le pagine scorrono veloci, si finisce, nonostante tutto, per affezionarsi al protagonista e non lo si vuole mollare: per dirla tutta è uno stronzo che piace… è Rebowsky, che lo si accetti così com’è!

L’autore è riuscito a dare vita a un personaggio notevole, unendo trama gialla e comicità. Un esperimento concluso alla perfezione, grazie anche a un linguaggio “al peperoncino”. Cercavo da tempo un’originalità come quella che ci regala Monforte con La vanità dei pesci pulitori.

Pertanto mi sento di dire: “Lunga vita a Rebowsky”!

 

Dettagli

 

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile:208 pagine
  • Editore:Frilli (22 febbraio 2019)
  • Collana:Supernoir
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869433323
  • ISBN-13:978-8869433320

 

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