Protagonista di questo romanzo d’esordio della canadese Ashley Audrain è Blythe, una donna che ci prende per mano e ci accompagna nella sua vita, raccontandoci minuziosamente i dettagli del suo percorso di donna, da quando s’innamora di Fox, che diventerà suo marito, al suo ruolo di moglie e madre. Blythe parla direttamente al cuore di ogni donna, rendendoci partecipe delle sue angosce e timori. Con la gravidanza comincia il cambiamento del rapporto col marito, come accade solitamente nella realtà, il rapporto di coppia che appariva perfetto comincia a sgretolarsi. Cominciano le notti insonni, la donna ci descrive i cambiamenti del suo corpo, il seno dolorante che perde forma e tonicità, la fatica di essere madre, le paure di non essere all’altezza agli occhi della suocera, del marito, della società.
Blythe è sincera col lettore, ma è davvero obiettiva quando ci parla dei suoi sospetti sulla primogenita Violet? La bimba ha dei comportamenti inquietanti, il padre la difende accusando la moglie di soffrire di paranoie, di giustificare il suo senso di inadeguatezza come madre, accusando la piccola. Troviamo il rifiuto di credere che il bimbo così desiderato possa essere nella realtà diverso dall’immagine che si sono creati i genitori nella mente e nel cuore.
La spinta è un thriller psicologico ben scritto, che cattura il lettore fin dalle prime pagine, la scrittura è fluida e si rimane incollati alla pagina, per giungere alla conclusione della trama. Attraverso la storia di tre generazioni di donne, comprendiamo il retaggio di Blythe, il suo passato complicato da un rapporto difficile con la madre. Il tema centrale del libro è descrivere senza ipocrisie quanto sia complicato il ruolo di una donna che diventa anche madre. I cambiamenti che avvengono nel suo corpo e nella sua mente, le paure, i timori di come educare e crescere un essere umano, che dipende dai genitori, ma che ha in essere una sua personalità che può destabilizzare la coppia e arrivare a minarne la coesione. Altro delicato tema importante affrontato è quello della perdita, di come viene affrontata dai genitori, della diversità di come i due sessi affrontano il dolore.
Ne consiglio la lettura, soprattutto a pubblico femminile, che saprà apprezzare e capire la protagonista, ritrovando nelle pagine qualcosa di se stessa.
