Genere:
La ragazza nella tormenta
Mancano tre giorni a Pasqua e, mentre Siglufjörður si riempie di turisti ansiosi di godersi le magnifiche piste da sci dei dintorni, nella notte una ragazza di appena diciannove anni viene trovata morta sulla strada principale della cittadina. Dopo aver scoperto nel suo diario una pagina dal contenuto ambiguo, l’ispettore Ari Þór comincia a convincersi che non si sia trattato di un tragico incidente, come tutti sembrano invece credere. Intanto, la tormenta preannunciata si avvicina più rapidamente del previsto. D’un tratto mancano elettricità e riscaldamento, e Siglufjörður rimane completamente tagliata fuori dal resto del mondo. Nell’isolamento più estremo, Ari Þór continua a dare la caccia a un colpevole che sfugge, cercando di mettere insieme i pezzi di un’indagine che porterà alla luce una drammatica verità.
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Recensione di Marianna Di Felice

L’autore ha due personaggi decisamente interessanti e diversi per i suoi libri divisi appunto in due serie. Hulda che è protagonista dell’ultimo romanzo uscito, L’isola, dove si possono leggere la sua vita e le sue indagini in ordine inverso, cioè dalla pensione a quando era più giovane; e Ari Þór un ispettore che sogna di finire nel dipartimento di polizia di Reykjavik magari con l’aiuto del suo mentore Tomas, ma che per ora è ancora nel dipartimento di Siglufjörður con un agente giovane che gli ricorda lui quando era appena arrivato. In questo giallo abbiamo come protagonista Ari Þór alle prese con una indagine che sembrava assolutamente palese, ma che mano a mano perderà tutta l’ovvietà mostrando al lettore un caso intricato e angoscioso. Da un fatto che poteva esser archiviato come un mero incidente, l’ispettore andando avanti con le indagini, che deve sempre fare per accertarsi che non ci sia nulla di tralasciato, riesce a capire che c’è qualcosa di nascosto, qualcosa di non detto, qualcosa che può sconvolgere ancor di più quella cittadina. Tra le pressioni dei genitori della ragazza morta, tra le vacanze di Pasqua e l’arrivo della sua ex Kristìn e di suo figlio Stefnir, l’ispettore riesce ad andare avanti con il caso. Naturalmente molti sono gli ostacoli che deve superare, uno tra tutti il silenzio delle persone ascoltate. Nascondono qualcosa per vergogna, per paura o per non essere arrestati. Nessuno voleva andare sotto i riflettori di un’indagine che avrebbe svelato gli scheletri nell’armadio di uno studioso trascinando con sé chiunque fosse capitato sotto le sue grinfie. I sensi di colpa inoltre tendevano a far tacere le persone più che a farle parlare liberandosi di un peso. Durante l’indagine per far luce sulla morte di Unnur, così si chiama la ragazza di 19 anni ritrovata in strada, Ari Þór scopre anche altro del tutto estraneo al caso della ragazza. Un’indagine nell’indagine praticamente! Grazie al riavvicinamento con una sua vecchia storia, che gli fa anche pensare al proprio futuro in un certo senso, arriva da un signore anziano in una casa di riposo che rimembra qualcosa al quale aveva assistito poco tempo prima. Il problema principale sta nel capire cosa volesse dire il signore e se è frutto della sua fantasia o meno. Nel frattempo le condizioni del meteo non sono affatto buone nemmeno per i turisti accorsi in quella cittadina per sciare visto che la neve si riversa sulle strade e sulle piste con una bufera che non vuole avere fine. Bufera che rischia di seppellire le indagini, ma l’ispettore ormai abituato al clima non si fa ostacolare da niente, vuole solo arrivare alla verità. L’autore porta il lettore alla fine della storia in modo lineare, senza lasciar nulla all’immaginazione, descrivendo ogni scena come se fosse reale, sia per i casi di Ari Þór, sia per la sua vita. Nessun fronzolo, punta alla cruda verità. Nella mente del lettore sembra che i giorni passino lenti alla stessa stregua della sensazione di dolore provata da alcuni personaggi, sembra di vedere il tutto a rallentatore, invece la storia scorre velocemente, come veloce è la realtà che non ferma il tempo, ma che lo fa andare avanti inesorabilmente e con esso fa procedere la vita. In certi paesi d’Islanda il tempo sembra scorrere lentamente, nella città invece sembra non bastare, si possono vedere due realtà diverse come in ogni altro posto, ma in entrambe è sempre protagonista la dura vita degli abitanti davanti alle difficoltà che una terra così bella, ancora selvaggia e integra in molti punti, può riservare.

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