Genere:
LA RAGAZZA DI NEVE
1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli. 2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c’è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c’è anche Miren Triggs, che all’epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un’indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi…
Chi ha rapito Kiera Templeton?

Recensione a cura di Manuela Fontenova

Quando Kiera Templeton scompare la vita di molte persone va in pezzi. Una bambina di tre anni persa tra la folla di una parata, un giorno di festa tramutato in tragedia, una famiglia distrutta.

Miren è una studentessa universitaria in quel maledetto novembre del 2008: segue un corso di giornalismo investigativo e, quando il professore assegna come compito l’approfondimento di un argomento trattato dai quotidiani del giorno, non ha dubbi e sceglie il caso Templetor. Un bel rischio, potrebbe costarle un’insufficienza perché la polizia brancola nel buio e non ci sono indizi, ma qualcosa la spinge a provare. Non sa che giocherà un ruolo chiave nell’intera vicenda e soprattutto che, la sua vita si legherà indissolubilmente a quella della bambina più ricercata d’America.

Cinque anni dopo Miren è un’affermata giornalista, ha fatto carriera, ha condotto inchieste di successo ma non ha mai smesso di cercare Kiera: chi ha preso la bambina? Come è possibile che sia scomparsa nel nulla?  A rimescolare le carte in tavola giunge in una busta anonima una videocassetta: un breve video, una cameretta, una casa delle bambole, una bambina di circa otto anni. È lei, non ci sono dubbi e Miren deve trovarla, lo deve alla piccola e lo deve alla donna che è diventata dopo essersi persa tra le angherie della vita. La ricerca di Kiera è la ricerca di sé stessa.

Un thriller psicologico davvero coinvolgente questo romanzo di Javier Castillo, una lettura che tiene il lettore sulle spine sempre in attesa di un’imminente catastrofe. Il file rouge è sicuramente la scomparsa della bambina e le indagini che ne conseguono, ma questo è anche il pretesto che l’autore sfrutta per studiare le dinamiche scaturite dalla tragedia. Inevitabilmente le parti in causa vengono travolte, annientate da un dolore che travalica le mura domestiche e investe con violenza chiunque segua le ricerche. Così Miren sviluppa quasi un’ossessione e senza rendersene conto trasporta nella vicenda di Kiera le sue paure, il suo dolore, perché solo riportando a casa la piccola potrà finalmente riportare a casa anche sé stessa. Cosa provoca la perdita di un figlio e come si vive dopo? O meglio come si sopravvive? Castillo sonda le sfaccettature della sofferenza che un evento di tale portata può generare, da padre ha voluto cimentarsi con un tema spinoso e dare una forma a una delle paure più grande di ogni genitore.

Non è solo il tema a rendere complessa la lettura del romanzo ma anche i numerosi salti temporali che, in alcuni casi, possono rallentarne il ritmo, ma che io ho trovato perfettamente funzionali allo svolgimento della trama. Unico piccolo neo a mio avviso è il troppo spazio lasciato al tema del giornalismo investigativo che ho trovato inutilmente prolisso, ma nel complesso l’ho divorato, presa dall’ansia di scoprire cosa fosse accaduto alla bambina.

Un romanzo che consiglio a chi ama il genere.

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